Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Arrivati dal Nord Italia grazie all'intesa con l'istituto tecnico industriale Marconi di Dalmine, venti giovani hanno iniziato oggi il percorso residenziale della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. L’obiettivo è prepararli a diventare una nuova generazione di professionisti e leader dell’informatica italiana, facendo del piccolo borgo un luogo vivo di studio, innovazione e comunità.
Le valigie allineate sotto gli alberi, i primi saluti, il gruppo che si dispone davanti al Tricolore. Il futuro digitale ha assunto oggi una forma concreta: venti giovani italiani, tutti provenienti dal Nord Italia, sono arrivati a Collalto Sabino per iniziare il percorso di formazione e addestramento promosso dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. Non si tratta di una visita o di un seminario di pochi giorni. Per loro comincia un’esperienza residenziale nella quale studio, laboratorio, disciplina personale e vita comunitaria saranno parti dello stesso cammino.
La sfida dichiarata è formarli come una nuova generazione di leader dell’informatica italiana. La parola “leader”, in questo contesto, non indica un titolo da esibire, ma la capacità di comprendere problemi complessi, guidare gruppi di lavoro, assumere decisioni responsabili e trasformare la conoscenza in risultati verificabili. Il Paese ha bisogno di tecnici competenti, ma anche di persone affidabili, capaci di collegare innovazione, conseguenze sociali e servizio alla comunità.
Il primo giorno di una comunità che si costruisce
Il primo passaggio è stato quello dell’accoglienza: conoscere gli spazi, le persone di riferimento, le regole e i compagni con i quali condividere le attività. Nelle immagini della giornata, ai bagagli dell’arrivo si sostituisce progressivamente la tenuta prevista per il lavoro formativo; una somma di storie individuali comincia così a prendere la forma di un gruppo. È un momento semplice, ma decisivo, perché stabilisce fin dall’inizio che nessun risultato tecnico sarà separato dalla capacità di collaborare.
La presenza del Tricolore accompagna i primi momenti e richiama la dimensione civica dell’esperienza. L’informatica non viene presentata come un mondo isolato, composto soltanto da macchine e codici, ma come una responsabilità verso il Paese. Ogni sistema digitale interviene ormai nella vita delle persone, nei servizi, nella sanità, nell’educazione, nel lavoro e nelle decisioni pubbliche: per questo chi lo progetta deve possedere competenze, metodo e coscienza delle conseguenze.
Non soltanto programmatori: la responsabilità di guidare
Il percorso integra fondamenti informatici, programmazione, analisi dei dati e discipline BRIA - Bioinformatica, Realtà Immersiva e Intelligenza Artificiale - con laboratori, esercitazioni, project work e revisioni continue. Le conoscenze non restano separate in materie astratte: vengono messe alla prova in consegne concrete, documentate e progressivamente più complesse. L’obiettivo è arrivare all’autonomia, cioè alla capacità di organizzare il lavoro, rispettare standard, proteggere i dati, correggere gli errori e continuare ad apprendere.
IL MODELLO FORMATIVO Il percorso integra preparazione culturale, discipline BRIA, laboratorio, project work, tutoraggio e vita comunitaria. Il metodo procede dall’orientamento ai fondamenti, dalla pratica guidata alla capacità di lavorare in autonomia.
Accanto alle competenze tecniche, il modello assegna valore alla puntualità, alla comunicazione, alla cura degli ambienti comuni e alla capacità di mantenere gli impegni. La leadership digitale si costruisce anche così: imparando a essere affidabili quando il compito diventa difficile, a chiedere aiuto senza rinunciare alla responsabilità personale, ad ascoltare chi possiede più esperienza e a trasmettere ciò che si è appreso a chi verrà dopo.
La seconda notizia della giornata riguarda il luogo. La Fondazione ha scelto ancora una volta di portare un percorso avanzato fuori dai grandi centri urbani, facendo di Collalto Sabino una parte attiva del progetto. Il borgo non è lo sfondo pittoresco di una scuola trasferita altrove: diventa ambiente educativo. In una comunità di dimensioni contenute, le relazioni sono immediate, le conseguenze dei comportamenti risultano visibili e la cura degli spazi condivisi non può essere delegata a qualcun altro. I venti giovani diventano così nuovi abitanti della comunità per la durata del loro cammino. Portano età, energie, aspettative e competenze in un territorio che la Fondazione considera capace di accogliere il futuro senza perdere la propria identità. La scelta dei piccoli borghi mostra che innovazione e aree interne non sono termini opposti: ricerca e formazione possono generare presenza, occasioni di incontro e nuove funzioni sociali anche lontano dalle grandi concentrazioni metropolitane.
Quando il borgo diventa infrastruttura educativa
Per i ragazzi, vivere nel borgo significa imparare che la tecnologia non nasce nel vuoto. Ogni progetto interagisce con persone, luoghi, risorse e bisogni reali. Per il territorio, la loro presenza significa accogliere una comunità giovane che non arriva come pubblico di passaggio, ma per studiare, lavorare insieme e partecipare alla vita quotidiana. È questo il punto di incontro tra rigenerazione territoriale e formazione: non una promessa astratta, ma una convivenza che comincia giorno dopo giorno.
Venti giovani e una responsabilità nazionale
Il risultato del percorso non è già scritto. I venti giovani sono soltanto all’inizio e dovranno misurarsi con studio, fatica, verifiche, lavoro di gruppo e responsabilità crescenti. La giornata odierna segna però una scelta precisa: intraprendere un cammino nel quale il talento dovrà diventare competenza e la competenza dovrà dimostrare la propria utilità.
Nelle fasi successive saranno chiamati a lavorare su progetti reali e a costruire una visione capace di collegare intelligenza artificiale, dati, ambienti immersivi e bioinformatica ai bisogni del Paese. Alla fine del primo giorno restano due immagini: le valigie dell’arrivo e il gruppo davanti al Tricolore. Tra l’una e l’altra c’è il passaggio da venti percorsi individuali a una responsabilità comune. Collalto Sabino ha accolto venti nuovi giovani abitanti; la Fondazione ha aperto una nuova comunità formativa; l’Italia vede cominciare un percorso che punta a preparare coloro che, domani, potranno contribuire a guidarne il futuro informatico.
Arrivati dal Nord Italia grazie all'intesa con l'istituto tecnico industriale Marconi di Dalmine, venti giovani hanno iniziato oggi il percorso residenziale della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. L’obiettivo è prepararli a diventare una nuova generazione di professionisti e leader dell’informatica italiana, facendo del piccolo borgo un luogo vivo di studio, innovazione e comunità.
Le valigie allineate sotto gli alberi, i primi saluti, il gruppo che si dispone davanti al Tricolore. Il futuro digitale ha assunto oggi una forma concreta: venti giovani italiani, tutti provenienti dal Nord Italia, sono arrivati a Collalto Sabino per iniziare il percorso di formazione e addestramento promosso dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. Non si tratta di una visita o di un seminario di pochi giorni. Per loro comincia un’esperienza residenziale nella quale studio, laboratorio, disciplina personale e vita comunitaria saranno parti dello stesso cammino.
La sfida dichiarata è formarli come una nuova generazione di leader dell’informatica italiana. La parola “leader”, in questo contesto, non indica un titolo da esibire, ma la capacità di comprendere problemi complessi, guidare gruppi di lavoro, assumere decisioni responsabili e trasformare la conoscenza in risultati verificabili. Il Paese ha bisogno di tecnici competenti, ma anche di persone affidabili, capaci di collegare innovazione, conseguenze sociali e servizio alla comunità.
Il primo giorno di una comunità che si costruisce
Il primo passaggio è stato quello dell’accoglienza: conoscere gli spazi, le persone di riferimento, le regole e i compagni con i quali condividere le attività. Nelle immagini della giornata, ai bagagli dell’arrivo si sostituisce progressivamente la tenuta prevista per il lavoro formativo; una somma di storie individuali comincia così a prendere la forma di un gruppo. È un momento semplice, ma decisivo, perché stabilisce fin dall’inizio che nessun risultato tecnico sarà separato dalla capacità di collaborare.
La presenza del Tricolore accompagna i primi momenti e richiama la dimensione civica dell’esperienza. L’informatica non viene presentata come un mondo isolato, composto soltanto da macchine e codici, ma come una responsabilità verso il Paese. Ogni sistema digitale interviene ormai nella vita delle persone, nei servizi, nella sanità, nell’educazione, nel lavoro e nelle decisioni pubbliche: per questo chi lo progetta deve possedere competenze, metodo e coscienza delle conseguenze.
Non soltanto programmatori: la responsabilità di guidare
Il percorso integra fondamenti informatici, programmazione, analisi dei dati e discipline BRIA - Bioinformatica, Realtà Immersiva e Intelligenza Artificiale - con laboratori, esercitazioni, project work e revisioni continue. Le conoscenze non restano separate in materie astratte: vengono messe alla prova in consegne concrete, documentate e progressivamente più complesse. L’obiettivo è arrivare all’autonomia, cioè alla capacità di organizzare il lavoro, rispettare standard, proteggere i dati, correggere gli errori e continuare ad apprendere.
IL MODELLO FORMATIVO Il percorso integra preparazione culturale, discipline BRIA, laboratorio, project work, tutoraggio e vita comunitaria. Il metodo procede dall’orientamento ai fondamenti, dalla pratica guidata alla capacità di lavorare in autonomia.
Accanto alle competenze tecniche, il modello assegna valore alla puntualità, alla comunicazione, alla cura degli ambienti comuni e alla capacità di mantenere gli impegni. La leadership digitale si costruisce anche così: imparando a essere affidabili quando il compito diventa difficile, a chiedere aiuto senza rinunciare alla responsabilità personale, ad ascoltare chi possiede più esperienza e a trasmettere ciò che si è appreso a chi verrà dopo.
La seconda notizia della giornata riguarda il luogo. La Fondazione ha scelto ancora una volta di portare un percorso avanzato fuori dai grandi centri urbani, facendo di Collalto Sabino una parte attiva del progetto. Il borgo non è lo sfondo pittoresco di una scuola trasferita altrove: diventa ambiente educativo. In una comunità di dimensioni contenute, le relazioni sono immediate, le conseguenze dei comportamenti risultano visibili e la cura degli spazi condivisi non può essere delegata a qualcun altro. I venti giovani diventano così nuovi abitanti della comunità per la durata del loro cammino. Portano età, energie, aspettative e competenze in un territorio che la Fondazione considera capace di accogliere il futuro senza perdere la propria identità. La scelta dei piccoli borghi mostra che innovazione e aree interne non sono termini opposti: ricerca e formazione possono generare presenza, occasioni di incontro e nuove funzioni sociali anche lontano dalle grandi concentrazioni metropolitane.
Quando il borgo diventa infrastruttura educativa
Per i ragazzi, vivere nel borgo significa imparare che la tecnologia non nasce nel vuoto. Ogni progetto interagisce con persone, luoghi, risorse e bisogni reali. Per il territorio, la loro presenza significa accogliere una comunità giovane che non arriva come pubblico di passaggio, ma per studiare, lavorare insieme e partecipare alla vita quotidiana. È questo il punto di incontro tra rigenerazione territoriale e formazione: non una promessa astratta, ma una convivenza che comincia giorno dopo giorno.
Venti giovani e una responsabilità nazionale
Il risultato del percorso non è già scritto. I venti giovani sono soltanto all’inizio e dovranno misurarsi con studio, fatica, verifiche, lavoro di gruppo e responsabilità crescenti. La giornata odierna segna però una scelta precisa: intraprendere un cammino nel quale il talento dovrà diventare competenza e la competenza dovrà dimostrare la propria utilità.
Nelle fasi successive saranno chiamati a lavorare su progetti reali e a costruire una visione capace di collegare intelligenza artificiale, dati, ambienti immersivi e bioinformatica ai bisogni del Paese. Alla fine del primo giorno restano due immagini: le valigie dell’arrivo e il gruppo davanti al Tricolore. Tra l’una e l’altra c’è il passaggio da venti percorsi individuali a una responsabilità comune. Collalto Sabino ha accolto venti nuovi giovani abitanti; la Fondazione ha aperto una nuova comunità formativa; l’Italia vede cominciare un percorso che punta a preparare coloro che, domani, potranno contribuire a guidarne il futuro informatico.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.