Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Introduzione Ciao a tutti, sono Federica - Federica D'Aguanno. Anche ChatGPT sa chi sono: la mia curiosità nei confronti dell'intelligenza artificiale è nata proprio ponendole la domanda "chi sono io?" e ricevendo in risposta un ritratto preciso del mio background e del mio personal branding. Da lì ho capito che la tecnologia poteva essere qualcosa di più di uno strumento: poteva diventare uno specchio, un alleato, forse anche un acceleratore di consapevolezza.
Dopo una laurea magistrale in Economia e Tecnologia dell'Innovazione, ho costruito il mio percorso professionale nella consulenza, con un focus particolare sull'area commerciale. In ogni esperienza, ho sempre posto al centro il capitale umano, convinta che ascolto attivo e valorizzazione delle competenze individuali siano i veri motori del cambiamento. Oggi, osservando da vicino l'evoluzione delle tecnologie emergenti - e in particolare dell'intelligenza artificiale- mi interrogo su come possiamo integrare questi strumenti nel nostro lavoro quotidiano, senza snaturarne l'essenza, senza perdere quell'intelligenza emotiva e quella corteccia cerebrale che rendono umano il nostro operare.
Il cambiamento in atto L'intelligenza artificiale, a mio avviso, ha introdotto una trasformazione profonda nei processi operativi.
Nel mio percorso, che mi ha portata a confrontarsi con realtà molto diverse - dal mondo assicurativo-finanziario a quello medico - ho potuto osservare da vicino quanto strumenti basati su algoritmi, analisi dei dati e automazione siano ormai indispensabili nel supportare le decisioni strategiche.
La transizione dai motori di ricerca generalisti a sistemi evoluti come ChatGPT ha reso l'accesso all'informazione più mirato, più contestuale, più intelligente. Tuttavia, continuo a credere fermamente che il valore aggiunto del professionista stia nella capacità di leggere i dati, interpretarli, comprenderne le implicazioni e trasformarli in soluzioni su misura.
Nel settore commerciale, ad esempio, l'IA ci permette di ridurre drasticamente il tempo dedicato a task ripetitivi e di back-office, liberando energie preziose da destinare a ciò che conta davvero: l'ascolto, la negoziazione, la relazione. Strumenti di analisi predittiva e automazione ci supportano, ma non sostituiscono l'intuito, la sensibilità, l'esperienza costruita giorno dopo giorno sul campo.
Prospettive future La vera frontiera dell'innovazione non sta nella tecnologia in sé, ma nella sua integrazione intelligente con il capitale umano. Le tecnologie BRIA - Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale - stanno ridefinendo i confini della consulenza. Ci offrono nuove modalità di interazione con il cliente, nuove forme di valore, nuove prospettive per pensare in grande e agire in modo sempre più mirato e umano. La Realtà Immersiva, ad esempio, apre scenari affascinanti nella formazione esperienziale, nelle presentazioni interattive, nella prototipazione di soluzioni.
La Bioinformatica - più specialistica, sì - ha già un impatto tangibile nel supporto alla salute organizzativa e nel benessere aziendale. L'adozione di queste tecnologie si estende a settori chiave: nella medicina con la diagnosi assistita, nella finanza con l'analisi del rischio e la prevenzione delle frodi, nel retail con esperienze utente sempre più personalizzate. E in tutti questi ambiti, il successo - ne sono convinta - dipenderà dalla capacità di far convivere la potenza dei dati con la profondità dell'intuizione umana.
Conclusione Credo che il futuro della consulenza si giocherà tutto su un punto d'equilibrio: tra innovazione tecnologica e unicità del fattore umano.
L'IA, se utilizzata in modo consapevole, non solo ottimizza le performance, ma amplifica il potenziale del lavoro consulenziale. Dà più valore al pensiero critico, alla qualità delle relazioni, alla profondità del tempo speso a generare soluzioni. Nel mio quotidiano ho imparato che la gestione del tempo non è più una questione di "lunghezza", ma di "larghezza": quanto valore, quanta connessione, quanta presenza riusciamo a mettere in ciò che facciamo.
La vera sfida, oggi, è per chi saprà leggere i segnali deboli, anticipare i cambiamenti e usare la tecnologia non per sostituire, ma per esaltare il potenziale delle persone. E forse sarà proprio la Generazione Alpha - nata già immersa in questo mondo fluido e iperconnesso - a mostrarci come unire visione e sensibilità, tecnica e cuore. Perché il futuro non ci chiede di resistere al cambiamento, ma di dargli voce. E di farlo con intelligenza, umanità e coraggio.
di Dott.ssa Federica D'Aguanno
Introduzione Ciao a tutti, sono Federica - Federica D'Aguanno. Anche ChatGPT sa chi sono: la mia curiosità nei confronti dell'intelligenza artificiale è nata proprio ponendole la domanda "chi sono io?" e ricevendo in risposta un ritratto preciso del mio background e del mio personal branding. Da lì ho capito che la tecnologia poteva essere qualcosa di più di uno strumento: poteva diventare uno specchio, un alleato, forse anche un acceleratore di consapevolezza.
Dopo una laurea magistrale in Economia e Tecnologia dell'Innovazione, ho costruito il mio percorso professionale nella consulenza, con un focus particolare sull'area commerciale. In ogni esperienza, ho sempre posto al centro il capitale umano, convinta che ascolto attivo e valorizzazione delle competenze individuali siano i veri motori del cambiamento. Oggi, osservando da vicino l'evoluzione delle tecnologie emergenti - e in particolare dell'intelligenza artificiale- mi interrogo su come possiamo integrare questi strumenti nel nostro lavoro quotidiano, senza snaturarne l'essenza, senza perdere quell'intelligenza emotiva e quella corteccia cerebrale che rendono umano il nostro operare.
Il cambiamento in atto L'intelligenza artificiale, a mio avviso, ha introdotto una trasformazione profonda nei processi operativi.
Nel mio percorso, che mi ha portata a confrontarsi con realtà molto diverse - dal mondo assicurativo-finanziario a quello medico - ho potuto osservare da vicino quanto strumenti basati su algoritmi, analisi dei dati e automazione siano ormai indispensabili nel supportare le decisioni strategiche.
La transizione dai motori di ricerca generalisti a sistemi evoluti come ChatGPT ha reso l'accesso all'informazione più mirato, più contestuale, più intelligente. Tuttavia, continuo a credere fermamente che il valore aggiunto del professionista stia nella capacità di leggere i dati, interpretarli, comprenderne le implicazioni e trasformarli in soluzioni su misura.
Nel settore commerciale, ad esempio, l'IA ci permette di ridurre drasticamente il tempo dedicato a task ripetitivi e di back-office, liberando energie preziose da destinare a ciò che conta davvero: l'ascolto, la negoziazione, la relazione. Strumenti di analisi predittiva e automazione ci supportano, ma non sostituiscono l'intuito, la sensibilità, l'esperienza costruita giorno dopo giorno sul campo.
Prospettive future La vera frontiera dell'innovazione non sta nella tecnologia in sé, ma nella sua integrazione intelligente con il capitale umano. Le tecnologie BRIA - Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale - stanno ridefinendo i confini della consulenza. Ci offrono nuove modalità di interazione con il cliente, nuove forme di valore, nuove prospettive per pensare in grande e agire in modo sempre più mirato e umano. La Realtà Immersiva, ad esempio, apre scenari affascinanti nella formazione esperienziale, nelle presentazioni interattive, nella prototipazione di soluzioni.
La Bioinformatica - più specialistica, sì - ha già un impatto tangibile nel supporto alla salute organizzativa e nel benessere aziendale. L'adozione di queste tecnologie si estende a settori chiave: nella medicina con la diagnosi assistita, nella finanza con l'analisi del rischio e la prevenzione delle frodi, nel retail con esperienze utente sempre più personalizzate. E in tutti questi ambiti, il successo - ne sono convinta - dipenderà dalla capacità di far convivere la potenza dei dati con la profondità dell'intuizione umana.
Conclusione Credo che il futuro della consulenza si giocherà tutto su un punto d'equilibrio: tra innovazione tecnologica e unicità del fattore umano.
L'IA, se utilizzata in modo consapevole, non solo ottimizza le performance, ma amplifica il potenziale del lavoro consulenziale. Dà più valore al pensiero critico, alla qualità delle relazioni, alla profondità del tempo speso a generare soluzioni. Nel mio quotidiano ho imparato che la gestione del tempo non è più una questione di "lunghezza", ma di "larghezza": quanto valore, quanta connessione, quanta presenza riusciamo a mettere in ciò che facciamo.
La vera sfida, oggi, è per chi saprà leggere i segnali deboli, anticipare i cambiamenti e usare la tecnologia non per sostituire, ma per esaltare il potenziale delle persone. E forse sarà proprio la Generazione Alpha - nata già immersa in questo mondo fluido e iperconnesso - a mostrarci come unire visione e sensibilità, tecnica e cuore. Perché il futuro non ci chiede di resistere al cambiamento, ma di dargli voce. E di farlo con intelligenza, umanità e coraggio.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.