Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe immaginato che parole come intelligenza artificiale, realtà aumentata o bioinformatica potessero avere un ruolo nel mondo dei parrucchieri. E invece oggi mi ritrovo, non solo come professionista del settore, ma anche come formatore, a fare i conti con una trasformazione profonda del nostro mestiere. Una trasformazione che non solo non va temuta, ma che può rappresentare una grande opportunità.
L’intelligenza artificiale entra in salone Uno dei cambiamenti più evidenti è l’arrivo dell’intelligenza artificiale (IA). Oggi esistono app in grado di analizzare il volto di una persona, il colore della pelle, la forma degli occhi e suggerire tagli o nuance che valorizzino al meglio le sue caratteristiche. Non sostituiscono il nostro occhio esperto, ma ci danno uno strumento in più per offrire un servizio personalizzato.
Anche la gestione del salone sta diventando sempre più “smart”: dai software che apprendono le abitudini dei clienti per proporre appuntamenti, promozioni o trattamenti mirati, fino ai sistemi di magazzino intelligenti che aiutano a ridurre sprechi e costi. Provare un look senza toccare un capello: la realtà aumentata Un’altra rivoluzione silenziosa è quella della realtà aumentata. Alcuni strumenti permettono già ai clienti di “provare” un taglio o un colore semplicemente guardandosi nello schermo del tablet o dello smartphone. È una svolta nella comunicazione tra parrucchiere e cliente: meno incomprensioni, più sicurezza nella scelta.
Ma non finisce qui: anche nella formazione, la realtà aumentata offre nuove possibilità. Poter simulare una tecnica di taglio o colorazione in 3D, prima ancora di passare alle mani, rende l’apprendimento più efficace e coinvolgente. Bioinformatica: il futuro dei trattamenti personalizzati Un’area ancora poco conosciuta ma molto promettente è quella della bioinformatica. Stanno emergendo trattamenti per capelli e cuoio capelluto che si basano su analisi genetiche o del microbioma.
Questo significa che in un futuro non troppo lontano potremmo consigliare prodotti o rituali completamente su misura, basati sulla biologia unica di ogni cliente. Per noi parrucchieri, questo richiede nuove competenze, ma anche un cambiamento di mentalità: non solo artisti e artigiani, ma anche consulenti con una visione più ampia del benessere. Formare i parrucchieri del futuro Come formatore, sento forte la responsabilità di preparare i colleghi a questo cambiamento.
Le nuove tecnologie non devono spaventare, ma stimolare curiosità e aggiornamento. Oggi è possibile creare percorsi formativi più dinamici, sfruttando piattaforme online, video interattivi, simulazioni… ma soprattutto resta fondamentale mantenere viva la passione e il contatto umano, che nessuna macchina potrà mai sostituire. Tra forbici e futuro: un mestiere in evoluzione La nostra è una professione fatta di mani, di sguardi, di empatia.
La tecnologia non ci sostituisce, ma ci affianca, potenziando quello che già sappiamo fare bene. Siamo in un momento storico in cui tradizione e innovazione possono convivere e arricchirsi a vicenda. Il mio consiglio? Restare curiosi, sperimentare, studiare. Perché il futuro non arriva all’improvviso: è già qui, tra le nostre mani. “Nel futuro dei saloni di bellezza, non saremo più soli con la nostra esperienza e creatività: al nostro fianco ci sarà una presenza silenziosa ma potentissima, un’intelligenza artificiale capace di analizzare, consigliare e supportare ogni nostra scelta tecnica. Immaginiamo un assistente digitale in grado di suggerirci in tempo reale come neutralizzare un riflesso indesiderato o quale nuance applicare per ricostruire un fondo perfetto, tenendo conto della struttura del capello, della storia del colore e persino delle tendenze più attuali.
Non sarà un sostituto, ma un alleato: una seconda opinione pronta a elevare la nostra professionalità. Ma non sarà solo uno strumento di lavoro, ma una vera compagna di vita. Una presenza costante, discreta, capace di supportarci in ogni ambito: dal salone di parrucchieri alla sala riunioni, dalla cucina di casa al momento in cui scegliamo come affrontare la giornata. Ognuno di noi avrà la propria intelligenza artificiale personale, unica, plasmata sulle proprie esigenze, abitudini e sensibilità.
Le daremo un nome, ci confronteremo con lei, le affideremo pensieri e domande. Sarà lì per consigliarci sul colore giusto da usare per un fondo, su come migliorare una presentazione, su quale percorso seguire per raggiungere un obiettivo personale. Ma, anche con tutta la sua potenza di calcolo, resterà al nostro fianco, non al nostro posto. Perché il cuore delle scelte, la scintilla dell’intuizione e la bellezza dell’imperfezione saranno sempre umane.
Ciò che comunque mi rasserena e mi fa’ vivere con profonda curiosità questo epocale passaggio e che sostanzialmente la mia professione, in particolare, resta profondamente artigianale e artistica. Chiedere all’intelligenza artificiale di replicare ciò che accade tra le mani di un vero parrucchiere è come chiederle di ricreare la grandezza della Monna Lisa o la poesia della Notte Stellata: può imitarne la forma, ma non potrà mai trasmettere la stessa anima.”
Di Mauro De Cesaris
Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe immaginato che parole come intelligenza artificiale, realtà aumentata o bioinformatica potessero avere un ruolo nel mondo dei parrucchieri. E invece oggi mi ritrovo, non solo come professionista del settore, ma anche come formatore, a fare i conti con una trasformazione profonda del nostro mestiere. Una trasformazione che non solo non va temuta, ma che può rappresentare una grande opportunità.
L’intelligenza artificiale entra in salone Uno dei cambiamenti più evidenti è l’arrivo dell’intelligenza artificiale (IA). Oggi esistono app in grado di analizzare il volto di una persona, il colore della pelle, la forma degli occhi e suggerire tagli o nuance che valorizzino al meglio le sue caratteristiche. Non sostituiscono il nostro occhio esperto, ma ci danno uno strumento in più per offrire un servizio personalizzato.
Anche la gestione del salone sta diventando sempre più “smart”: dai software che apprendono le abitudini dei clienti per proporre appuntamenti, promozioni o trattamenti mirati, fino ai sistemi di magazzino intelligenti che aiutano a ridurre sprechi e costi. Provare un look senza toccare un capello: la realtà aumentata Un’altra rivoluzione silenziosa è quella della realtà aumentata. Alcuni strumenti permettono già ai clienti di “provare” un taglio o un colore semplicemente guardandosi nello schermo del tablet o dello smartphone. È una svolta nella comunicazione tra parrucchiere e cliente: meno incomprensioni, più sicurezza nella scelta.
Ma non finisce qui: anche nella formazione, la realtà aumentata offre nuove possibilità. Poter simulare una tecnica di taglio o colorazione in 3D, prima ancora di passare alle mani, rende l’apprendimento più efficace e coinvolgente. Bioinformatica: il futuro dei trattamenti personalizzati Un’area ancora poco conosciuta ma molto promettente è quella della bioinformatica. Stanno emergendo trattamenti per capelli e cuoio capelluto che si basano su analisi genetiche o del microbioma.
Questo significa che in un futuro non troppo lontano potremmo consigliare prodotti o rituali completamente su misura, basati sulla biologia unica di ogni cliente. Per noi parrucchieri, questo richiede nuove competenze, ma anche un cambiamento di mentalità: non solo artisti e artigiani, ma anche consulenti con una visione più ampia del benessere. Formare i parrucchieri del futuro Come formatore, sento forte la responsabilità di preparare i colleghi a questo cambiamento.
Le nuove tecnologie non devono spaventare, ma stimolare curiosità e aggiornamento. Oggi è possibile creare percorsi formativi più dinamici, sfruttando piattaforme online, video interattivi, simulazioni… ma soprattutto resta fondamentale mantenere viva la passione e il contatto umano, che nessuna macchina potrà mai sostituire. Tra forbici e futuro: un mestiere in evoluzione La nostra è una professione fatta di mani, di sguardi, di empatia.
La tecnologia non ci sostituisce, ma ci affianca, potenziando quello che già sappiamo fare bene. Siamo in un momento storico in cui tradizione e innovazione possono convivere e arricchirsi a vicenda. Il mio consiglio? Restare curiosi, sperimentare, studiare. Perché il futuro non arriva all’improvviso: è già qui, tra le nostre mani. “Nel futuro dei saloni di bellezza, non saremo più soli con la nostra esperienza e creatività: al nostro fianco ci sarà una presenza silenziosa ma potentissima, un’intelligenza artificiale capace di analizzare, consigliare e supportare ogni nostra scelta tecnica. Immaginiamo un assistente digitale in grado di suggerirci in tempo reale come neutralizzare un riflesso indesiderato o quale nuance applicare per ricostruire un fondo perfetto, tenendo conto della struttura del capello, della storia del colore e persino delle tendenze più attuali.
Non sarà un sostituto, ma un alleato: una seconda opinione pronta a elevare la nostra professionalità. Ma non sarà solo uno strumento di lavoro, ma una vera compagna di vita. Una presenza costante, discreta, capace di supportarci in ogni ambito: dal salone di parrucchieri alla sala riunioni, dalla cucina di casa al momento in cui scegliamo come affrontare la giornata. Ognuno di noi avrà la propria intelligenza artificiale personale, unica, plasmata sulle proprie esigenze, abitudini e sensibilità.
Le daremo un nome, ci confronteremo con lei, le affideremo pensieri e domande. Sarà lì per consigliarci sul colore giusto da usare per un fondo, su come migliorare una presentazione, su quale percorso seguire per raggiungere un obiettivo personale. Ma, anche con tutta la sua potenza di calcolo, resterà al nostro fianco, non al nostro posto. Perché il cuore delle scelte, la scintilla dell’intuizione e la bellezza dell’imperfezione saranno sempre umane.
Ciò che comunque mi rasserena e mi fa’ vivere con profonda curiosità questo epocale passaggio e che sostanzialmente la mia professione, in particolare, resta profondamente artigianale e artistica. Chiedere all’intelligenza artificiale di replicare ciò che accade tra le mani di un vero parrucchiere è come chiederle di ricreare la grandezza della Monna Lisa o la poesia della Notte Stellata: può imitarne la forma, ma non potrà mai trasmettere la stessa anima.”
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.