Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Associazione Nazionale Carabinieri insieme ad Associazione Nazionale Paracadutisti e Assoarma per il bene del territorio
La visita ufficiale del 30 agosto 2026 a Collalto Sabino ha aperto un percorso di cooperazione per il reciproco sostegno alle attività istituzionali e divulgative e per la promozione dei valori della Repubblica Italiana. Il protocollo coinvolgerà anche l’Associazione Nazionale Paracadutisti – Sezione di Avezzano; presente il Vicepresidente nazionale di Assoarma.
Collalto Sabino, 30 agosto 2026
Ci sono giornate in cui una visita ufficiale diventa qualcosa di più di un appuntamento in agenda, perché rende visibile un’intesa prima ancora che questa venga tradotta in un documento. È quanto accaduto il 24 agosto 2026 a Collalto Sabino, quando la delegazione della Sezione di Carsoli dell’Associazione Nazionale Carabinieri è giunta presso la sede della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. All’ingresso, il Tricolore e la bandiera della Fondazione hanno accompagnato un’accoglienza sobria e ordinata, alla quale hanno preso parte rappresentanti, personale e giovani della comunità formativa e di ricerca.
Quel primo momento ha anticipato il senso dell’intera giornata: non l’incontro occasionale tra realtà appartenenti a mondi distinti, ma il dialogo tra due esperienze che riconoscono nel servizio alla collettività il proprio punto di convergenza. Da una parte la memoria dell’Arma, la continuità dei valori repubblicani e la presenza associativa nel territorio; dall’altra la ricerca, la formazione e l’innovazione considerate come responsabilità verso le persone. Il linguaggio comune emerso fin dall’accoglienza è stato quello della legalità, della disciplina, della lealtà istituzionale e del bene comune.
Dopo il momento iniziale all’esterno della sede, la visita è proseguita nella sala istituzionale della Fondazione, dove i partecipanti si sono riuniti attorno al tavolo di lavoro. Il confronto ha avuto un obiettivo preciso: definire il quadro di una cooperazione stabile, destinata a sostenere reciprocamente le attività istituzionali e divulgative dei soggetti coinvolti e a promuovere, con strumenti accessibili al pubblico, i principi fondamentali della Repubblica Italiana. La giornata ha quindi segnato l’inizio del percorso, mentre la formalizzazione del protocollo costituirà il passaggio successivo.
Nel corso della riunione sono stati esaminati gli ambiti nei quali la collaborazione potrà trovare una concreta applicazione, secondo le decisioni che saranno assunte congiuntamente: incontri pubblici, iniziative formative e di educazione civica, momenti commemorativi, attività di divulgazione e occasioni di confronto dedicate ai giovani e alle comunità locali. Il valore del progetto risiede nella possibilità di collegare la memoria del servizio prestato allo Stato con le domande del presente, comprese quelle poste dall’evoluzione scientifica e tecnologica, affinché innovazione, sicurezza, diritti e responsabilità non procedano su binari separati.
Per la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, questa prospettiva è coerente con un’identità istituzionale che pone la persona al centro e considera la conoscenza utile soltanto quando diventa opportunità, autonomia e contributo al bene comune. Ricerca e formazione non sono dunque presentate come attività isolate, ma come strumenti per rendere i cittadini più consapevoli, accompagnare le nuove generazioni e trasferire competenze affidabili nei territori. La cooperazione con l’ANC Carsoli consente di affiancare a questo patrimonio scientifico ed educativo un’esperienza associativa capace di testimoniare continuità, senso del dovere e rispetto delle istituzioni. Questa impostazione riflette il profilo istituzionale della Fondazione, fondato sull’integrazione tra ricerca utile, formazione esigente, responsabilità personale e servizio alle comunità.
La presenza del Vicepresidente nazionale di Assoarma ha ampliato l’orizzonte istituzionale dell’incontro, sottolineando la possibilità di costruire un raccordo tra competenze, storie associative e sensibilità differenti. L’obiettivo condiviso non è sovrapporre ruoli o identità, ma creare un terreno di collaborazione nel quale ciascun soggetto possa offrire il proprio contributo secondo la propria missione, mantenendo riconoscibili responsabilità e funzioni.
In questa stessa prospettiva si colloca la prevista sottoscrizione del protocollo da parte dell’Associazione Nazionale Paracadutisti – Sezione di Avezzano. Il suo coinvolgimento rafforzerà lo spirito di servizio che anima l’iniziativa e darà alla cooperazione una dimensione ancora più articolata, capace di unire memoria, disciplina, impegno civile, formazione e divulgazione. La rete che prende forma non nasce per celebrare se stessa, ma per rendere disponibili alla collettività esperienze complementari e trasformarle in attività riconoscibili sul territorio.
Le bandiere, lo scambio dei crest e le fotografie di gruppo hanno accompagnato la giornata senza ridurla a una successione di gesti formali. In questo contesto, i simboli hanno espresso il riconoscimento reciproco tra persone e organizzazioni che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono un’idea esigente di appartenenza: servire significa custodire la memoria, rispettare le regole, mettere a disposizione competenze e assumersi la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni.
La presenza dei giovani della Fondazione ha conferito all’incontro una particolare dimensione educativa. Vedere insieme rappresentanti dell’associazionismo d’Arma, figure istituzionali, ricercatori, sviluppatori e allievi ha reso concreto il passaggio tra generazioni sul quale si fonda ogni autentica cultura civica. I valori repubblicani, infatti, non si trasmettono soltanto attraverso le celebrazioni o le dichiarazioni di principio, ma diventano credibili quando sono riconoscibili nei comportamenti, nella puntualità degli impegni, nella cura degli spazi comuni, nella qualità del lavoro e nella disponibilità verso gli altri.
Le immagini finali, con i partecipanti riuniti sotto il Tricolore e con i simboli delle rispettive organizzazioni, non rappresentano dunque la conclusione del percorso, ma il punto dal quale iniziare. La definizione e la sottoscrizione del protocollo permetteranno di individuare le prime iniziative comuni e di tradurre gli orientamenti emersi durante la visita in un programma operativo.
La giornata del 30 agosto lascia così una sintesi chiara: memoria e futuro possono dialogare quando la ricerca accetta di essere servizio, l’esperienza si rende disponibile alla formazione e i valori della Repubblica diventano azioni rivolte alle comunità.
Associazione Nazionale Carabinieri insieme ad Associazione Nazionale Paracadutisti e Assoarma per il bene del territorio
La visita ufficiale del 30 agosto 2026 a Collalto Sabino ha aperto un percorso di cooperazione per il reciproco sostegno alle attività istituzionali e divulgative e per la promozione dei valori della Repubblica Italiana. Il protocollo coinvolgerà anche l’Associazione Nazionale Paracadutisti – Sezione di Avezzano; presente il Vicepresidente nazionale di Assoarma.
Collalto Sabino, 30 agosto 2026
Ci sono giornate in cui una visita ufficiale diventa qualcosa di più di un appuntamento in agenda, perché rende visibile un’intesa prima ancora che questa venga tradotta in un documento. È quanto accaduto il 24 agosto 2026 a Collalto Sabino, quando la delegazione della Sezione di Carsoli dell’Associazione Nazionale Carabinieri è giunta presso la sede della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca. All’ingresso, il Tricolore e la bandiera della Fondazione hanno accompagnato un’accoglienza sobria e ordinata, alla quale hanno preso parte rappresentanti, personale e giovani della comunità formativa e di ricerca.
Quel primo momento ha anticipato il senso dell’intera giornata: non l’incontro occasionale tra realtà appartenenti a mondi distinti, ma il dialogo tra due esperienze che riconoscono nel servizio alla collettività il proprio punto di convergenza. Da una parte la memoria dell’Arma, la continuità dei valori repubblicani e la presenza associativa nel territorio; dall’altra la ricerca, la formazione e l’innovazione considerate come responsabilità verso le persone. Il linguaggio comune emerso fin dall’accoglienza è stato quello della legalità, della disciplina, della lealtà istituzionale e del bene comune.
Dopo il momento iniziale all’esterno della sede, la visita è proseguita nella sala istituzionale della Fondazione, dove i partecipanti si sono riuniti attorno al tavolo di lavoro. Il confronto ha avuto un obiettivo preciso: definire il quadro di una cooperazione stabile, destinata a sostenere reciprocamente le attività istituzionali e divulgative dei soggetti coinvolti e a promuovere, con strumenti accessibili al pubblico, i principi fondamentali della Repubblica Italiana. La giornata ha quindi segnato l’inizio del percorso, mentre la formalizzazione del protocollo costituirà il passaggio successivo.
Nel corso della riunione sono stati esaminati gli ambiti nei quali la collaborazione potrà trovare una concreta applicazione, secondo le decisioni che saranno assunte congiuntamente: incontri pubblici, iniziative formative e di educazione civica, momenti commemorativi, attività di divulgazione e occasioni di confronto dedicate ai giovani e alle comunità locali. Il valore del progetto risiede nella possibilità di collegare la memoria del servizio prestato allo Stato con le domande del presente, comprese quelle poste dall’evoluzione scientifica e tecnologica, affinché innovazione, sicurezza, diritti e responsabilità non procedano su binari separati.
Per la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, questa prospettiva è coerente con un’identità istituzionale che pone la persona al centro e considera la conoscenza utile soltanto quando diventa opportunità, autonomia e contributo al bene comune. Ricerca e formazione non sono dunque presentate come attività isolate, ma come strumenti per rendere i cittadini più consapevoli, accompagnare le nuove generazioni e trasferire competenze affidabili nei territori. La cooperazione con l’ANC Carsoli consente di affiancare a questo patrimonio scientifico ed educativo un’esperienza associativa capace di testimoniare continuità, senso del dovere e rispetto delle istituzioni. Questa impostazione riflette il profilo istituzionale della Fondazione, fondato sull’integrazione tra ricerca utile, formazione esigente, responsabilità personale e servizio alle comunità.
La presenza del Vicepresidente nazionale di Assoarma ha ampliato l’orizzonte istituzionale dell’incontro, sottolineando la possibilità di costruire un raccordo tra competenze, storie associative e sensibilità differenti. L’obiettivo condiviso non è sovrapporre ruoli o identità, ma creare un terreno di collaborazione nel quale ciascun soggetto possa offrire il proprio contributo secondo la propria missione, mantenendo riconoscibili responsabilità e funzioni.
In questa stessa prospettiva si colloca la prevista sottoscrizione del protocollo da parte dell’Associazione Nazionale Paracadutisti – Sezione di Avezzano. Il suo coinvolgimento rafforzerà lo spirito di servizio che anima l’iniziativa e darà alla cooperazione una dimensione ancora più articolata, capace di unire memoria, disciplina, impegno civile, formazione e divulgazione. La rete che prende forma non nasce per celebrare se stessa, ma per rendere disponibili alla collettività esperienze complementari e trasformarle in attività riconoscibili sul territorio.
Le bandiere, lo scambio dei crest e le fotografie di gruppo hanno accompagnato la giornata senza ridurla a una successione di gesti formali. In questo contesto, i simboli hanno espresso il riconoscimento reciproco tra persone e organizzazioni che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono un’idea esigente di appartenenza: servire significa custodire la memoria, rispettare le regole, mettere a disposizione competenze e assumersi la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni.
La presenza dei giovani della Fondazione ha conferito all’incontro una particolare dimensione educativa. Vedere insieme rappresentanti dell’associazionismo d’Arma, figure istituzionali, ricercatori, sviluppatori e allievi ha reso concreto il passaggio tra generazioni sul quale si fonda ogni autentica cultura civica. I valori repubblicani, infatti, non si trasmettono soltanto attraverso le celebrazioni o le dichiarazioni di principio, ma diventano credibili quando sono riconoscibili nei comportamenti, nella puntualità degli impegni, nella cura degli spazi comuni, nella qualità del lavoro e nella disponibilità verso gli altri.
Le immagini finali, con i partecipanti riuniti sotto il Tricolore e con i simboli delle rispettive organizzazioni, non rappresentano dunque la conclusione del percorso, ma il punto dal quale iniziare. La definizione e la sottoscrizione del protocollo permetteranno di individuare le prime iniziative comuni e di tradurre gli orientamenti emersi durante la visita in un programma operativo.
La giornata del 30 agosto lascia così una sintesi chiara: memoria e futuro possono dialogare quando la ricerca accetta di essere servizio, l’esperienza si rende disponibile alla formazione e i valori della Repubblica diventano azioni rivolte alle comunità.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.