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San Marino, la fondazione incontra il segretario di stato Dott. Alessandro Bevitori per parlare di futuro e supporto all'innovazione dall'Italia a San Marino

L’incontro tra Massimiliano Nicolini e Alessandro Bevitori, Membro del Congresso di Stato della Repubblica di San Marino in qualità di Segretario di Stato al Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con l’A.A.S.S., la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica, ha rappresentato un momento di confronto concreto e di grande rilevanza strategica sul futuro tecnologico, industriale, energetico e formativo della Repubblica, alla presenza dei membri della segreteria di stato per il lavoro Steven Ciacci e di una rappresentanza di San Marino Innovation, società di stato nella quale Nicolini è membro onorario del comitato scientifico.

Non si è trattato soltanto di un colloquio istituzionale, ma dell’avvio di una riflessione operativa su come un’istituzione italiana, fortemente impegnata nei processi di innovazione, formazione avanzata, intelligenza artificiale, bioinformatica, realtà immersiva, sicurezza digitale e trasferimento di competenze, possa mettere a disposizione della Repubblica di San Marino visione, strumenti e capacità progettuale per accompagnare una fase storica decisiva.

Al centro dell’incontro vi è stato un principio fondamentale: San Marino, per la sua storia, per la sua identità e per il suo ruolo simbolico nel cuore dell’Europa, deve poter affrontare la trasformazione tecnologica senza perdere autonomia, senza subire modelli imposti dall’esterno e senza dipendere da infrastrutture che non siano pienamente coerenti con la propria sovranità.

In questa prospettiva, uno dei temi principali affrontati è stato quello dei data center. Nicolini ha espresso al Segretario di Stato Alessandro Bevitori la piena disponibilità della propria istituzione a supportare la Repubblica di San Marino nella valutazione, progettazione, corretta installazione e integrazione di un data center sul territorio sammarinese, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una reale sovranità digitale.

Oggi un data center non può essere considerato semplicemente un’infrastruttura tecnica. Non è soltanto un edificio popolato da server, sistemi di raffreddamento, connessioni e apparati informatici. Un data center è una struttura strategica, un presidio di indipendenza, un luogo dove vengono custoditi dati, servizi, applicazioni, processi amministrativi, sanitari, industriali, finanziari e istituzionali. È una delle forme più concrete della sovranità contemporanea.

Per una Repubblica come San Marino, dotarsi di una visione autonoma e consapevole in materia di infrastrutture digitali significa compiere un passaggio essenziale. Significa decidere dove devono risiedere i dati, come devono essere protetti, con quali garanzie devono essere trattati, quali modelli di sicurezza devono presidiarli e in che modo devono essere messi al servizio del sistema pubblico, del tessuto produttivo, delle imprese e dei cittadini.

Nicolini ha sottolineato come l’Italia possa offrire sostegno a San Marino in questo percorso, non con un atteggiamento invasivo, ma con spirito di collaborazione, rispetto istituzionale e visione europea. San Marino può diventare un laboratorio avanzato di sovranità digitale, capace di coniugare la propria tradizione di libertà con le nuove esigenze della società algoritmica.

Accanto alla sovranità digitale è stato affrontato anche il tema della sovranità energetica. La trasformazione tecnologica, infatti, non può essere separata dalla questione energetica. Ogni infrastruttura digitale evoluta, ogni data center, ogni piattaforma di intelligenza artificiale, ogni sistema di calcolo avanzato richiede energia. Energia continua, sicura, programmabile, sostenibile e compatibile con una prospettiva di autonomia strategica.

Per questo, durante l’incontro con il Segretario di Stato Bevitori, è stato avviato anche un ragionamento sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza rispetto al futuro delle nuove fonti energetiche. Non si tratta soltanto di valutare ciò che è già disponibile oggi, ma di comprendere quali saranno gli scenari dei prossimi anni e quali tecnologie potranno garantire continuità, sostenibilità, indipendenza e capacità di programmazione industriale.

In questo quadro è stato fatto anche un accenno alla questione nucleare di nuova generazione, con particolare riferimento agli SMR, i piccoli reattori modulari. Gli Small Modular Reactors rappresentano una delle frontiere più discusse nel panorama energetico internazionale, perché propongono un modello diverso rispetto alle grandi centrali tradizionali: più contenuto nelle dimensioni, potenzialmente più flessibile, più integrabile in contesti territoriali specifici e pensato per rispondere a esigenze energetiche stabili e programmabili.

L’obiettivo non è quello di proporre scorciatoie o soluzioni semplicistiche, ma di aprire una fase di studio serio, consapevole e responsabile. Ogni scelta energetica richiede approfondimenti tecnici, normativi, ambientali, economici e geopolitici. Tuttavia, non guardare a questi scenari significherebbe lasciare che altri decidano il futuro. Una Repubblica che vuole difendere la propria libertà deve almeno conoscere, valutare e comprendere tutte le possibilità che la tecnologia rende disponibili.

Un altro punto centrale dell’incontro ha riguardato il trasferimento di competenze. Nicolini ha proposto al Segretario di Stato Alessandro Bevitori di identificare venti giovani della Repubblica di San Marino, dieci uomini e dieci donne, da inserire in un percorso di alta specializzazione nelle discipline BRIA: Bioinformatica, Realtà Immersiva e Intelligenza Artificiale.

La proposta ha un valore strategico molto preciso. Non si tratta semplicemente di ospitare giovani in un corso di formazione, ma di costruire un primo nucleo sammarinese di competenze avanzate, capace di rientrare in patria e trasferire conoscenza sul territorio. L’obiettivo è creare figure in grado di comprendere i linguaggi della nuova tecnologia, applicarli nei contesti pubblici e privati, sostenere le imprese, dialogare con le istituzioni, supportare la sicurezza digitale, contribuire alla modernizzazione dei servizi e diventare moltiplicatori di competenze.

La scelta di proporre un gruppo equilibrato, composto da dieci uomini e dieci donne, risponde a una visione precisa: il futuro tecnologico deve essere costruito con pari dignità, pari accesso e pari responsabilità. Le discipline BRIA non possono diventare un territorio ristretto, riservato a pochi o sbilanciato culturalmente. Devono rappresentare un’opportunità per una nuova generazione di professionisti e professioniste capaci di servire il proprio Paese.

La formazione BRIA, in questa prospettiva, assume una funzione nazionale. Bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale sono infatti tre aree destinate a incidere in modo trasversale su sanità, industria, pubblica amministrazione, sicurezza, scuola, ricerca, turismo, beni culturali, giustizia, ambiente ed energia. Preparare giovani sammarinesi su queste competenze significa dare alla Repubblica strumenti concreti per affrontare il cambiamento non come spettatrice, ma come protagonista.

Durante l’incontro è stata inoltre rappresentata la disponibilità a offrire supporto alla Repubblica di San Marino anche nel campo della cybersecurity e della cyber intelligence, con particolare riferimento alle forze di polizia e alla Gendarmeria.

Questo tema è particolarmente delicato e strategico. La sicurezza contemporanea non si gioca più soltanto sul territorio fisico, ma anche nello spazio digitale. Le minacce informatiche possono colpire istituzioni, imprese, infrastrutture, servizi pubblici, archivi, identità digitali, sistemi sanitari, reti energetiche e apparati amministrativi. Nessuno Stato, grande o piccolo che sia, può permettersi di considerare la cybersecurity un settore secondario.

Per una Repubblica come San Marino, rafforzare le competenze in materia di sicurezza digitale significa proteggere la propria autonomia, il proprio sistema istituzionale e il proprio tessuto economico. Significa dotare le forze di polizia di strumenti conoscitivi e metodologici adeguati alla nuova dimensione del rischio. Significa comprendere le logiche della prevenzione, dell’analisi, della protezione dei dati, della risposta agli incidenti e dell’intelligence applicata allo spazio cibernetico.

La disponibilità espressa da Nicolini si inserisce dunque in una logica di cooperazione istituzionale, tecnica e formativa. Non si tratta di sostituirsi agli organismi sammarinesi, ma di affiancarli, quando richiesto, nella costruzione di competenze, protocolli, modelli di analisi e percorsi di addestramento utili a rafforzare la capacità autonoma della Repubblica.

L’incontro con Alessandro Bevitori si colloca anche dentro un percorso di collaborazione già avviato con San Marino Innovation, in particolare nell’ambito delle sperimentazioni algoritmiche sanitarie. Questo elemento conferma che il dialogo non nasce da una proposta occasionale, ma da una relazione già esistente, fondata su progettualità, ricerca e sperimentazione.

Le sperimentazioni algoritmiche sanitarie rappresentano uno dei campi più promettenti e delicati dell’innovazione. L’intelligenza artificiale applicata alla sanità può contribuire alla prevenzione, all’analisi dei dati clinici, alla medicina predittiva, all’organizzazione dei servizi e alla personalizzazione dei percorsi di cura. Tuttavia, proprio per la delicatezza dei dati sanitari e per l’impatto sulle persone, questo settore richiede competenza, etica, trasparenza, controllo umano, sicurezza e piena consapevolezza istituzionale.

Proseguire il lavoro con San Marino Innovation significa quindi consolidare una traiettoria già aperta, estendendola a un quadro più ampio che comprende infrastrutture digitali, data center, formazione BRIA, cybersecurity, cyber intelligence ed energia. È un passaggio naturale: dalla sperimentazione tecnologica alla costruzione di una vera strategia nazionale di innovazione.

Il valore dell’incontro sta proprio in questa visione d’insieme. Data center, energia, formazione, cybersicurezza e sanità algoritmica non sono settori separati. Sono parti di un unico ecosistema. Un data center richiede energia. L’energia richiede pianificazione strategica. Le infrastrutture digitali richiedono sicurezza. La sicurezza richiede competenze. Le competenze richiedono formazione. La formazione richiede una visione politica e industriale. E la visione, per diventare realtà, richiede istituzioni capaci di dialogare e collaborare.

San Marino può rappresentare un modello interessante proprio perché, per dimensione, storia e struttura istituzionale, può sperimentare percorsi agili, coerenti e integrati. Può diventare un luogo dove si costruisce una nuova idea di sovranità: non chiusa, non isolata, non nostalgica, ma moderna, tecnologica, europea e responsabile.

Nicolini ha ribadito che la sua istituzione è pronta a mettere a disposizione competenze italiane per sostenere la Repubblica in questa fase. La proposta non è quella di esportare un modello rigido, ma di accompagnare San Marino nella costruzione di un percorso proprio, rispettoso della sua identità, delle sue prerogative istituzionali e delle sue esigenze strategiche.

In un tempo in cui i dati valgono quanto le materie prime, l’energia determina la libertà tecnologica e le competenze decidono il futuro delle economie, un Paese che vuole rimanere libero deve saper governare questi tre pilastri. La sovranità digitale, la sovranità energetica e la sovranità formativa sono ormai elementi inseparabili.

L’incontro con Alessandro Bevitori, Membro del Congresso di Stato della Repubblica di San Marino in qualità di Segretario di Stato al Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con l’A.A.S.S., la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica, ha dunque aperto una prospettiva concreta: costruire una collaborazione stabile tra una istituzione italiana impegnata nell’innovazione e la Repubblica di San Marino, affinché il Paese possa rafforzare la propria capacità tecnologica, proteggere i propri dati, formare i propri giovani, sostenere le proprie forze di sicurezza e guardare con consapevolezza alle nuove frontiere energetiche.

San Marino è storicamente la patria della libertà. Oggi quella libertà deve essere difesa anche nel mondo digitale, energetico e algoritmico. Perché nel futuro non sarà libero chi possiede soltanto confini, storia e istituzioni, ma chi saprà custodire i propri dati, produrre o governare la propria energia, formare le proprie competenze e scegliere autonomamente il proprio destino tecnologico.