Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
🔥 OPM Child Shield: L’invenzione italiana che può salvare una generazione 🔥
Nel silenzio dei laboratori della Fondazione Olitec, guidati da Massimiliano Nicolini, è nata una tecnologia destinata a cambiare per sempre il modo in cui proteggiamo i più fragili nella giungla digitale. Il suo nome è OPM Child Shield – ma chiamarlo “software” sarebbe riduttivo. Perché ciò che Nicolini e il suo team hanno ideato è un vero e proprio scudo invisibile, un guardiano digitale sempre vigile, capace di intercettare minacce, prevenirle e talvolta persino prevederle, prima ancora che si manifestino.
Viviamo in un’epoca in cui i bambini ricevono un cellulare prima ancora di imparare a leggere, in cui le persone fragili vengono bersagliate da messaggi manipolatori, fake news e cyberpredatori ogni giorno. E mentre il mondo discute, mentre le famiglie si preoccupano e i governi faticano a tenere il passo con le trasformazioni digitali, qualcuno ha già fatto un passo avanti. Con OPM Child Shield, la protezione non è più un’illusione: è un fatto concreto, reale, tecnologicamente avanzatissimo.
Questo scudo digitale è capace di analizzare ogni messaggio ricevuto, ogni immagine visualizzata, ogni comportamento in rete, grazie a tecnologie come Edge AI, computer vision, analisi semantica avanzata, sentiment analysis, machine learning, crittografia omomorfica e differential privacy. Non è solo un filtro, ma un’entità digitale attenta, discreta, silenziosa, in grado di distinguere un messaggio scherzoso da una minaccia nascosta, una conversazione innocente da un tentativo di adescamento. E lo fa senza invadere la privacy, senza inviare dati ai server, elaborando tutto in locale sul dispositivo, in tempo reale. Una rivoluzione etica, oltre che tecnologica.
Immaginate un bambino che riceve un messaggio coercitivo da un finto coetaneo: “Mi devi mandare una foto, se vuoi essere mio amico”. OPM Child Shield lo legge, lo comprende, lo classifica come potenzialmente pericoloso e invia un alert. Oppure blocca la visualizzazione. O avvisa i genitori. Tutto, prima ancora che l’occhio del bambino si accorga del rischio. Lo stesso avviene con i contenuti multimediali: un'immagine contraffatta, un deepfake, un video alterato? Il sistema li analizza con tecniche forensi, riconosce i segni della manipolazione, isola il contenuto e protegge l’utente. Ma non solo. Sa individuare un cambiamento nello stile di scrittura, nella velocità di digitazione, nelle tempistiche delle risposte. Se il profilo comportamentale dell’utente cambia improvvisamente, OPMCS lo nota. Se un aggressore prende il controllo dell’account, il software se ne accorge. E agisce.
Non c'è nulla di simile sul mercato. Altri software si limitano a filtrare siti o parole chiave. OPM Child Shield, invece, costruisce una vera e propria intelligenza relazionale, che osserva, impara, previene. È il primo sistema al mondo in grado di difendere una persona non solo da ciò che vede, ma anche da ciò che potrebbe accadere. Dall’adescamento online al cyberbullismo, dalla manipolazione affettiva ai tentativi di phishing, dalle frodi romantiche alla diffusione di fake news: niente sfugge al radar sensibile e raffinato di questa creazione tutta italiana.
E la cosa più incredibile? Non rallenta il dispositivo, non interferisce con le app, non controlla indiscriminatamente. Agisce solo quando serve. È come se la tecnologia avesse finalmente imparato a prendersi cura degli esseri umani senza invadere la loro libertà.
A Brescia, cuore operativo della Fondazione Olitec, e a Valmontone, dove si testano i moduli avanzati del sistema, è già in corso la fase di distribuzione in istituzioni educative, centri di assistenza e famiglie che chiedono un’alternativa reale alle paure quotidiane legate al digitale. Le prime sperimentazioni parlano chiaro: i casi di esposizione a contenuti pericolosi sono crollati, gli episodi di truffa sventati sono aumentati. Ma, soprattutto, è cambiata la consapevolezza: ora c’è un alleato invisibile che veglia sui nostri figli, sui nostri anziani, sui più deboli.
Massimiliano Nicolini e la sua squadra non si sono limitati a progettare un dispositivo. Hanno acceso un faro nella notte oscura del web. Un faro che non giudica, non punisce, non spia: protegge. Un faro che illumina la strada verso un futuro in cui la tecnologia non sarà più un rischio, ma un abbraccio. E in un mondo dove troppo spesso le soluzioni arrivano tardi, questa è già qui. Viva. Attiva. Pronta a entrare in ogni casa, in ogni scuola, in ogni tasca.
La domanda ora è una sola: tu, sei pronto ad accendere questo scudo?
OPM Child Shield – Perché ogni click conta. E ogni vita vale.
🔥 OPM Child Shield: L’invenzione italiana che può salvare una generazione 🔥
Nel silenzio dei laboratori della Fondazione Olitec, guidati da Massimiliano Nicolini, è nata una tecnologia destinata a cambiare per sempre il modo in cui proteggiamo i più fragili nella giungla digitale. Il suo nome è OPM Child Shield – ma chiamarlo “software” sarebbe riduttivo. Perché ciò che Nicolini e il suo team hanno ideato è un vero e proprio scudo invisibile, un guardiano digitale sempre vigile, capace di intercettare minacce, prevenirle e talvolta persino prevederle, prima ancora che si manifestino.
Viviamo in un’epoca in cui i bambini ricevono un cellulare prima ancora di imparare a leggere, in cui le persone fragili vengono bersagliate da messaggi manipolatori, fake news e cyberpredatori ogni giorno. E mentre il mondo discute, mentre le famiglie si preoccupano e i governi faticano a tenere il passo con le trasformazioni digitali, qualcuno ha già fatto un passo avanti. Con OPM Child Shield, la protezione non è più un’illusione: è un fatto concreto, reale, tecnologicamente avanzatissimo.
Questo scudo digitale è capace di analizzare ogni messaggio ricevuto, ogni immagine visualizzata, ogni comportamento in rete, grazie a tecnologie come Edge AI, computer vision, analisi semantica avanzata, sentiment analysis, machine learning, crittografia omomorfica e differential privacy. Non è solo un filtro, ma un’entità digitale attenta, discreta, silenziosa, in grado di distinguere un messaggio scherzoso da una minaccia nascosta, una conversazione innocente da un tentativo di adescamento. E lo fa senza invadere la privacy, senza inviare dati ai server, elaborando tutto in locale sul dispositivo, in tempo reale. Una rivoluzione etica, oltre che tecnologica.
Immaginate un bambino che riceve un messaggio coercitivo da un finto coetaneo: “Mi devi mandare una foto, se vuoi essere mio amico”. OPM Child Shield lo legge, lo comprende, lo classifica come potenzialmente pericoloso e invia un alert. Oppure blocca la visualizzazione. O avvisa i genitori. Tutto, prima ancora che l’occhio del bambino si accorga del rischio. Lo stesso avviene con i contenuti multimediali: un'immagine contraffatta, un deepfake, un video alterato? Il sistema li analizza con tecniche forensi, riconosce i segni della manipolazione, isola il contenuto e protegge l’utente. Ma non solo. Sa individuare un cambiamento nello stile di scrittura, nella velocità di digitazione, nelle tempistiche delle risposte. Se il profilo comportamentale dell’utente cambia improvvisamente, OPMCS lo nota. Se un aggressore prende il controllo dell’account, il software se ne accorge. E agisce.
Non c'è nulla di simile sul mercato. Altri software si limitano a filtrare siti o parole chiave. OPM Child Shield, invece, costruisce una vera e propria intelligenza relazionale, che osserva, impara, previene. È il primo sistema al mondo in grado di difendere una persona non solo da ciò che vede, ma anche da ciò che potrebbe accadere. Dall’adescamento online al cyberbullismo, dalla manipolazione affettiva ai tentativi di phishing, dalle frodi romantiche alla diffusione di fake news: niente sfugge al radar sensibile e raffinato di questa creazione tutta italiana.
E la cosa più incredibile? Non rallenta il dispositivo, non interferisce con le app, non controlla indiscriminatamente. Agisce solo quando serve. È come se la tecnologia avesse finalmente imparato a prendersi cura degli esseri umani senza invadere la loro libertà.
A Brescia, cuore operativo della Fondazione Olitec, e a Valmontone, dove si testano i moduli avanzati del sistema, è già in corso la fase di distribuzione in istituzioni educative, centri di assistenza e famiglie che chiedono un’alternativa reale alle paure quotidiane legate al digitale. Le prime sperimentazioni parlano chiaro: i casi di esposizione a contenuti pericolosi sono crollati, gli episodi di truffa sventati sono aumentati. Ma, soprattutto, è cambiata la consapevolezza: ora c’è un alleato invisibile che veglia sui nostri figli, sui nostri anziani, sui più deboli.
Massimiliano Nicolini e la sua squadra non si sono limitati a progettare un dispositivo. Hanno acceso un faro nella notte oscura del web. Un faro che non giudica, non punisce, non spia: protegge. Un faro che illumina la strada verso un futuro in cui la tecnologia non sarà più un rischio, ma un abbraccio. E in un mondo dove troppo spesso le soluzioni arrivano tardi, questa è già qui. Viva. Attiva. Pronta a entrare in ogni casa, in ogni scuola, in ogni tasca.
La domanda ora è una sola: tu, sei pronto ad accendere questo scudo?
OPM Child Shield – Perché ogni click conta. E ogni vita vale.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.