Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Scienziati e ricercatori sono ormai i veri artisti del XXI Secolo, traducendo algoritmi e informazioni complesse in narrazioni visive e immersive, in cui il pubblico partecipa attivamente e diventa co-creatore dell’opera
L'arte ha sempre avuto un rapporto intenso con la tecnologia. Pensiamo ai futuristi che quasi veneravano la velocità, o a un genio come Nam June Paik che ha stravolto il mezzo televisivo, fino ad arrivare alla net art degli anni Novanta che ha fatto del web un laboratorio estetico.
Oggi, però, siamo a un punto di svolta che mi appassiona particolarmente: le tecnologie BRIA non sono solo nuovi strumenti per l'artista; stanno ridefinendo il suo intero ruolo. Non si tratta più soltanto di produrre qualcosa di bello da guardare. Molti scienziati si fanno artisti, e trasformano dati grezzi, reti e algoritmi in esperienze sensoriali e condivise. La ricerca scientifica è diventata la materia prima per la creazione artistica. Tutta la complessità dei fenomeni studiati si trasforma in una narrazione visiva e interattiva, che ha il potere di coinvolgere le persone e, soprattutto, di stimolare una riflessione profonda.
CoMeta APS: Un Ponte tra Arte e Tecnologia
Quando ho avuto l'idea di fondare CoMeta APS insieme a Mario Esposito, avevamo un obiettivo chiaro e ambizioso: usare l'arte come megafono per raccontare e rendere accessibili le trasformazioni tecnologiche. Volevamo creare un ponte tra linguaggi complessi – come l’AI, la realtà immersiva o il Web3 – e la vita di tutti i giorni. Non mi interessava solo spiegare l'innovazione; il nostro desiderio era trasformarla in esperienza culturale. Così sono nate le nostre esposizioni artistiche, i dibattiti, i panel, dove l'arte è il vettore comunicativo capace di suscitare emozioni e, contemporaneamente, di innescare domande importanti.
Dal Web al Web3: Nuove Vie di Condivisione
Il legame tra arte e digitale ha radici solide. C'era già la net art che sperimentava reti e link, e la new media art che esplorava video e interattività. Oggi, il Web3 è l'erede di quella tensione sperimentale. NFT e blockchain offrono agli artisti la possibilità di connettersi con comunità globali e, di fatto, di reinventare l'economia dell'arte.
L'AI in Veste d'Artista: La Creatività Algoritmica
L'avvento dell'intelligenza artificiale ha introdotto, a mio avviso, una grammatica della creazione completamente nuova. La generative art prendono dataset e modelli di calcolo e li trasformano in materia viva per opere che non sono fisse, ma che mutano. L'artista, in questo scenario, diventa un po' un regista di sistemi complessi: non mette da parte la sua sensibilità, anzi, la espande,
orchestrando algoritmi come fossero i suoi pennelli.
Un esempio che mi colpisce sempre è quello di Refik Anadol con la sua opera "Machine Hallucinations". Lui usa gli algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare milioni di immagini e crea paesaggi visivi incredibili, veri e propri flussi di dati meteo o urbani. Le sue opere sono vive: si modificano, reagiscono a nuovi dati e raccontano storie sempre diverse.
L'Opera che si Fa Esperienza: Immersione e Partecipazione
La realtà immersiva e aumentata è una vera rivoluzione nel modo in cui viviamo l'arte. Lo spettatore non è più passivo: entra attivamente nell'opera. Le installazioni e gli ambienti virtuali trasformano la fruizione in un'esperienza quasi corporea. Un caso che mi ha lasciato il segno è "Deep Connection" di Marilene Oliver, presentata nel 2021. È un'installazione in realtà virtuale che usa dati di scansioni mediche per creare un corpo umano virtuale da esplorare. L'interazione ti permette di vedere il battito cardiaco e il respiro del corpo, creando una connessione profonda con l'opera stessa.
Lo Scienziato-Artista: Una Figura Essenziale Oggi
Sono convinto che l'artista contemporaneo debba essere molto più di un semplice creatore di immagini: deve diventare un mediatore tra la scienza e la società. Questa è l'essenza dello scienziato-artista: colui che sa prendere l'astrazione del dato e trasformarla in forme concrete, capaci di emozionare e stimolare il pensiero critico.
Penso a persone come Mauro Martino, ricercatore e artista italiano che fonde scienza, design e intelligenza artificiale. Fondatore e direttore del Visual AI Lab presso IBM Research, Martino ha sviluppato tecniche innovative per visualizzare dati complessi, trasformandoli in esperienze interattive e immersive.
Un esempio significativo è "Strolling Cities", presentato nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2021. Utilizzando l'intelligenza artificiale, Martino ha creato paesaggi urbani generativi che rispondono a input vocali, combinando poesia, architettura e dati urbani.
Anche in CoMeta APS, il nostro lavoro segue questa stessa direzione: utilizzare l’arte digitale come spazio di confronto critico e strumento per aumentare la consapevolezza delle trasformazioni tecnologiche nella società.
Conclusione: Abitare la Complessità Insieme
Le tecnologie BRIA stanno già plasmando il nostro presente. In questo contesto, l'arte digitale non è affatto una moda di nicchia; è un terreno fondamentale su cui possiamo imparare a decifrare la complessità che ci circonda. Con il lavoro di CoMeta APS, porto avanti un impegno che sento profondamente mio: rendere accessibili queste trasformazioni attraverso l'arte, creare luoghi in cui le persone si sentano libere di riflettere, emozionarsi, confrontarsi. Il mio scopo non è semplificare il futuro, ma aprire la strada per abitare la sua complessità. Per me, essere scienziati-artisti significa proprio questo: assumersi la responsabilità di tradurre la tecnologia in esperienza culturale, in una narrazione che possiamo condividere, in una visione collettiva. È un compito che non riguarda solo gli artisti, ma chiunque desideri partecipare in modo consapevole al futuro che stiamo costruendo, giorno dopo giorno.
Di Antonio Barbato
Scienziati e ricercatori sono ormai i veri artisti del XXI Secolo, traducendo algoritmi e informazioni complesse in narrazioni visive e immersive, in cui il pubblico partecipa attivamente e diventa co-creatore dell’opera
L'arte ha sempre avuto un rapporto intenso con la tecnologia. Pensiamo ai futuristi che quasi veneravano la velocità, o a un genio come Nam June Paik che ha stravolto il mezzo televisivo, fino ad arrivare alla net art degli anni Novanta che ha fatto del web un laboratorio estetico.
Oggi, però, siamo a un punto di svolta che mi appassiona particolarmente: le tecnologie BRIA non sono solo nuovi strumenti per l'artista; stanno ridefinendo il suo intero ruolo. Non si tratta più soltanto di produrre qualcosa di bello da guardare. Molti scienziati si fanno artisti, e trasformano dati grezzi, reti e algoritmi in esperienze sensoriali e condivise. La ricerca scientifica è diventata la materia prima per la creazione artistica. Tutta la complessità dei fenomeni studiati si trasforma in una narrazione visiva e interattiva, che ha il potere di coinvolgere le persone e, soprattutto, di stimolare una riflessione profonda.
CoMeta APS: Un Ponte tra Arte e Tecnologia
Quando ho avuto l'idea di fondare CoMeta APS insieme a Mario Esposito, avevamo un obiettivo chiaro e ambizioso: usare l'arte come megafono per raccontare e rendere accessibili le trasformazioni tecnologiche. Volevamo creare un ponte tra linguaggi complessi – come l’AI, la realtà immersiva o il Web3 – e la vita di tutti i giorni. Non mi interessava solo spiegare l'innovazione; il nostro desiderio era trasformarla in esperienza culturale. Così sono nate le nostre esposizioni artistiche, i dibattiti, i panel, dove l'arte è il vettore comunicativo capace di suscitare emozioni e, contemporaneamente, di innescare domande importanti.
Dal Web al Web3: Nuove Vie di Condivisione
Il legame tra arte e digitale ha radici solide. C'era già la net art che sperimentava reti e link, e la new media art che esplorava video e interattività. Oggi, il Web3 è l'erede di quella tensione sperimentale. NFT e blockchain offrono agli artisti la possibilità di connettersi con comunità globali e, di fatto, di reinventare l'economia dell'arte.
L'AI in Veste d'Artista: La Creatività Algoritmica
L'avvento dell'intelligenza artificiale ha introdotto, a mio avviso, una grammatica della creazione completamente nuova. La generative art prendono dataset e modelli di calcolo e li trasformano in materia viva per opere che non sono fisse, ma che mutano. L'artista, in questo scenario, diventa un po' un regista di sistemi complessi: non mette da parte la sua sensibilità, anzi, la espande,
orchestrando algoritmi come fossero i suoi pennelli.
Un esempio che mi colpisce sempre è quello di Refik Anadol con la sua opera "Machine Hallucinations". Lui usa gli algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare milioni di immagini e crea paesaggi visivi incredibili, veri e propri flussi di dati meteo o urbani. Le sue opere sono vive: si modificano, reagiscono a nuovi dati e raccontano storie sempre diverse.
L'Opera che si Fa Esperienza: Immersione e Partecipazione
La realtà immersiva e aumentata è una vera rivoluzione nel modo in cui viviamo l'arte. Lo spettatore non è più passivo: entra attivamente nell'opera. Le installazioni e gli ambienti virtuali trasformano la fruizione in un'esperienza quasi corporea. Un caso che mi ha lasciato il segno è "Deep Connection" di Marilene Oliver, presentata nel 2021. È un'installazione in realtà virtuale che usa dati di scansioni mediche per creare un corpo umano virtuale da esplorare. L'interazione ti permette di vedere il battito cardiaco e il respiro del corpo, creando una connessione profonda con l'opera stessa.
Lo Scienziato-Artista: Una Figura Essenziale Oggi
Sono convinto che l'artista contemporaneo debba essere molto più di un semplice creatore di immagini: deve diventare un mediatore tra la scienza e la società. Questa è l'essenza dello scienziato-artista: colui che sa prendere l'astrazione del dato e trasformarla in forme concrete, capaci di emozionare e stimolare il pensiero critico.
Penso a persone come Mauro Martino, ricercatore e artista italiano che fonde scienza, design e intelligenza artificiale. Fondatore e direttore del Visual AI Lab presso IBM Research, Martino ha sviluppato tecniche innovative per visualizzare dati complessi, trasformandoli in esperienze interattive e immersive.
Un esempio significativo è "Strolling Cities", presentato nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2021. Utilizzando l'intelligenza artificiale, Martino ha creato paesaggi urbani generativi che rispondono a input vocali, combinando poesia, architettura e dati urbani.
Anche in CoMeta APS, il nostro lavoro segue questa stessa direzione: utilizzare l’arte digitale come spazio di confronto critico e strumento per aumentare la consapevolezza delle trasformazioni tecnologiche nella società.
Conclusione: Abitare la Complessità Insieme
Le tecnologie BRIA stanno già plasmando il nostro presente. In questo contesto, l'arte digitale non è affatto una moda di nicchia; è un terreno fondamentale su cui possiamo imparare a decifrare la complessità che ci circonda. Con il lavoro di CoMeta APS, porto avanti un impegno che sento profondamente mio: rendere accessibili queste trasformazioni attraverso l'arte, creare luoghi in cui le persone si sentano libere di riflettere, emozionarsi, confrontarsi. Il mio scopo non è semplificare il futuro, ma aprire la strada per abitare la sua complessità. Per me, essere scienziati-artisti significa proprio questo: assumersi la responsabilità di tradurre la tecnologia in esperienza culturale, in una narrazione che possiamo condividere, in una visione collettiva. È un compito che non riguarda solo gli artisti, ma chiunque desideri partecipare in modo consapevole al futuro che stiamo costruendo, giorno dopo giorno.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.