Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
A Collalto Sabino la presentazione di I malacarni ha aperto un confronto sulle mafie globali e sul contributo dei giovani alla cultura della legalità
Quali conseguenze può produrre una tecnologia nelle mani di chi la utilizza? È attorno a questa domanda che ha preso forma l’incontro del 19 settembre tra il Tenente Colonnello Paola la Salvia, della Guardia di Finanza, e i cadetti della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca a Collalto Sabino. La presentazione del suo libro I malacarni. Come la mafia è diventata globale ha portato dentro il percorso dei ragazzi una riflessione sulle responsabilità che accompagnano la conoscenza scientifica e la capacità di costruire strumenti digitali.
Il Tenente Colonnello Paola la Salvia con i cadetti della Fondazione Olitec, 19 settembre 2026.
Rivolgendosi a giovani che studiano bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha collegato il racconto della criminalità organizzata alle competenze che stanno acquisendo. Il punto di partenza è stato concreto: le possibilità offerte dall’innovazione possono essere sfruttate anche per commettere reati.
La lezione ha insistito sul ruolo del giudizio umano. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha invitato i cadetti ad accompagnare la preparazione tecnica con un’etica professionale capace di orientare le decisioni. L’efficacia di una soluzione informatica acquista un significato preciso quando viene messa in relazione con la libertà delle persone, la sicurezza e il bene comune.
Il volume ha fornito la prospettiva storica entro cui collocare questa riflessione. Nel presentarlo, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha richiamato le origini delle mafie, le caratteristiche delle diverse organizzazioni e la loro espansione oltre i territori di provenienza. Ha descritto il passaggio verso forme di presenza sempre più intrecciate con l’economia e con la circolazione internazionale dei capitali. Ai ragazzi è stato proposto di approfondire queste trasformazioni attraverso la lettura, per comprendere un fenomeno che cambia strumenti e modalità di azione.
Su questo terreno si è sviluppato il confronto con i partecipanti. Le domande hanno riguardato l’impiego dell’intelligenza artificiale, il riciclaggio attraverso i circuiti finanziari e le criptovalute, i rapporti di complicità che possono favorire le infiltrazioni. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha sollecitato un’attenzione ai segnali meno evidenti della presenza criminale, spiegando perché la diminuzione della violenza visibile non basti, da sola, a descrivere la forza o la debolezza di un’organizzazione mafiosa.
Il richiamo alla prevenzione ha dato alla lezione un risvolto vicino al futuro professionale dei cadetti. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha indicato possibili ambiti nei quali competenze digitali elevate possono offrire un contributo, dal riconoscimento di una frode all’individuazione di flussi anomali di criptovalute. Il suo invito è stato a coltivare curiosità e capacità di analisi, comprendendo come gli strumenti che i ragazzi imparano a usare possano diventare utili a chi tutela la legalità.
Una parte del dialogo ha riguardato la capacità della criminalità di attirare consenso tra i giovani. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha parlato dei contenuti diffusi sui social che presentano denaro, oggetti costosi e ostentazione come misure del successo personale. Ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei contesti in cui le opportunità sono scarse e queste rappresentazioni possono esercitare una forte attrazione. L’educazione e la possibilità di immaginare un percorso diverso assumono, in questa lettura, un ruolo concreto nel contrasto alla cultura mafiosa.
Le domande sullo sfruttamento del lavoro e sulle difficoltà economiche hanno consentito di affrontare anche la dimensione sociale del fenomeno. Nel corso dell’incontro è emerso come la fragilità delle persone e delle imprese possa diventare un’occasione di pressione criminale. La discussione ha così collegato la tutela dell’economia legale alla dignità del lavoro e alla capacità delle comunità di offrire prospettive ai propri giovani.
Nel congedarsi dai ragazzi, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha espresso fiducia nelle loro possibilità e nel valore dell’innovazione guidata da una coscienza etica. Ha lasciato l’invito a continuare a conoscere e a studiare, mantenendo un atteggiamento positivo verso il futuro. La Fondazione Olitec le rivolge il proprio ringraziamento per una visita che ha offerto agli allievi l’occasione di misurarsi direttamente con l’esperienza di un’ufficiale della Guardia di Finanza e con il lavoro di approfondimento raccolto nel suo libro.
A Collalto Sabino la presentazione di I malacarni ha aperto un confronto sulle mafie globali e sul contributo dei giovani alla cultura della legalità
Quali conseguenze può produrre una tecnologia nelle mani di chi la utilizza? È attorno a questa domanda che ha preso forma l’incontro del 19 settembre tra il Tenente Colonnello Paola la Salvia, della Guardia di Finanza, e i cadetti della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca a Collalto Sabino. La presentazione del suo libro I malacarni. Come la mafia è diventata globale ha portato dentro il percorso dei ragazzi una riflessione sulle responsabilità che accompagnano la conoscenza scientifica e la capacità di costruire strumenti digitali.
Il Tenente Colonnello Paola la Salvia con i cadetti della Fondazione Olitec, 19 settembre 2026.
Rivolgendosi a giovani che studiano bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha collegato il racconto della criminalità organizzata alle competenze che stanno acquisendo. Il punto di partenza è stato concreto: le possibilità offerte dall’innovazione possono essere sfruttate anche per commettere reati.
La lezione ha insistito sul ruolo del giudizio umano. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha invitato i cadetti ad accompagnare la preparazione tecnica con un’etica professionale capace di orientare le decisioni. L’efficacia di una soluzione informatica acquista un significato preciso quando viene messa in relazione con la libertà delle persone, la sicurezza e il bene comune.
Il volume ha fornito la prospettiva storica entro cui collocare questa riflessione. Nel presentarlo, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha richiamato le origini delle mafie, le caratteristiche delle diverse organizzazioni e la loro espansione oltre i territori di provenienza. Ha descritto il passaggio verso forme di presenza sempre più intrecciate con l’economia e con la circolazione internazionale dei capitali. Ai ragazzi è stato proposto di approfondire queste trasformazioni attraverso la lettura, per comprendere un fenomeno che cambia strumenti e modalità di azione.
Su questo terreno si è sviluppato il confronto con i partecipanti. Le domande hanno riguardato l’impiego dell’intelligenza artificiale, il riciclaggio attraverso i circuiti finanziari e le criptovalute, i rapporti di complicità che possono favorire le infiltrazioni. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha sollecitato un’attenzione ai segnali meno evidenti della presenza criminale, spiegando perché la diminuzione della violenza visibile non basti, da sola, a descrivere la forza o la debolezza di un’organizzazione mafiosa.
Il richiamo alla prevenzione ha dato alla lezione un risvolto vicino al futuro professionale dei cadetti. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha indicato possibili ambiti nei quali competenze digitali elevate possono offrire un contributo, dal riconoscimento di una frode all’individuazione di flussi anomali di criptovalute. Il suo invito è stato a coltivare curiosità e capacità di analisi, comprendendo come gli strumenti che i ragazzi imparano a usare possano diventare utili a chi tutela la legalità.
Una parte del dialogo ha riguardato la capacità della criminalità di attirare consenso tra i giovani. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha parlato dei contenuti diffusi sui social che presentano denaro, oggetti costosi e ostentazione come misure del successo personale. Ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei contesti in cui le opportunità sono scarse e queste rappresentazioni possono esercitare una forte attrazione. L’educazione e la possibilità di immaginare un percorso diverso assumono, in questa lettura, un ruolo concreto nel contrasto alla cultura mafiosa.
Le domande sullo sfruttamento del lavoro e sulle difficoltà economiche hanno consentito di affrontare anche la dimensione sociale del fenomeno. Nel corso dell’incontro è emerso come la fragilità delle persone e delle imprese possa diventare un’occasione di pressione criminale. La discussione ha così collegato la tutela dell’economia legale alla dignità del lavoro e alla capacità delle comunità di offrire prospettive ai propri giovani.
Nel congedarsi dai ragazzi, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha espresso fiducia nelle loro possibilità e nel valore dell’innovazione guidata da una coscienza etica. Ha lasciato l’invito a continuare a conoscere e a studiare, mantenendo un atteggiamento positivo verso il futuro. La Fondazione Olitec le rivolge il proprio ringraziamento per una visita che ha offerto agli allievi l’occasione di misurarsi direttamente con l’esperienza di un’ufficiale della Guardia di Finanza e con il lavoro di approfondimento raccolto nel suo libro.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.