
Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
La Fondazione Olitec all’Udienza Generale di Papa Leone XIV con una delegazione di cinquanta persone
Cita da Fondazione Olitec su 10 Settembre 2026, 4:32 pmLa Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, conosciuta anche come Fondazione Olitec, annuncia che nel prossimo mese di settembre una propria rappresentanza composta da cinquanta persone sarà ricevuta in Vaticano nell’ambito dell’Udienza Generale presieduta da Sua Santità Papa Leone XIV, in un appuntamento che assumerà un significato particolarmente importante per l’intera comunità dell’ente e per il percorso umano, educativo e istituzionale sviluppato dalla Fondazione nel corso degli ultimi anni.
L’Udienza Generale è prevista per mercoledì 23 settembre 2026 alle ore 10.00, secondo quanto indicato nel calendario ufficiale delle attività del Santo Padre pubblicato dalla Santa Sede. La delegazione della Fondazione sarà composta da giovani impegnati nei percorsi formativi, ricercatori, responsabili delle attività, formatori, volontari e persone che, con differenti funzioni e responsabilità, contribuiscono quotidianamente alla realizzazione dei programmi scientifici, educativi e sociali dell’ente.
La partecipazione di un gruppo così numeroso è stata concepita affinché l’incontro non riguardi soltanto i vertici della Fondazione, ma rappresenti nel modo più ampio possibile la comunità che ne anima le attività, con particolare attenzione ai giovani che hanno scelto di dedicare una parte significativa della propria vita allo studio, alla formazione, alla ricerca e al servizio verso gli altri. La presenza di cinquanta persone consentirà infatti di portare simbolicamente davanti al Santo Padre non soltanto il nome dell’ente, ma le esperienze concrete, le speranze, le difficoltà e le aspirazioni di coloro che partecipano ai suoi progetti e che vedono nella conoscenza uno strumento attraverso il quale costruire un futuro più consapevole, responsabile e solidale.
Per la Fondazione, l’Udienza con Papa Leone XIV non rappresenterà una semplice occasione protocollare, né sarà considerata esclusivamente come un momento di particolare prestigio istituzionale, poiché il significato più profondo dell’iniziativa risiede nella possibilità di riflettere sul rapporto tra il progresso scientifico e la dignità della persona. Le attività della Fondazione si sviluppano in settori nei quali le decisioni tecniche possono produrre conseguenze sempre più profonde sulla vita degli individui e delle comunità, dall’intelligenza artificiale alla medicina digitale, dalla sicurezza informatica alla protezione dei dati, dalla formazione delle nuove generazioni alla rigenerazione dei piccoli borghi, rendendo necessario mantenere costantemente aperta una riflessione sui valori che devono orientare l’innovazione.
La crescita delle capacità tecnologiche non può infatti essere separata dalla responsabilità con la quale tali strumenti vengono progettati, sperimentati e utilizzati, perché dietro ogni sistema informatico, ogni algoritmo e ogni applicazione esistono persone reali, con diritti, fragilità, aspettative e bisogni che non possono essere ridotti a semplici informazioni da elaborare. Una piattaforma destinata alla salute deve avere al centro il paziente e la sua dignità, un programma educativo deve riconoscere l’unicità di ogni giovane, una tecnologia assistiva deve contribuire a restituire autonomia alle persone più fragili, mentre un progetto dedicato alle aree interne deve partire dall’ascolto delle comunità e dalla comprensione delle condizioni nelle quali esse vivono.
La presenza della Fondazione all’Udienza Generale sarà quindi vissuta come un’occasione per riaffermare che la ricerca scientifica raggiunge il proprio valore più alto quando viene posta al servizio dell’essere umano, quando contribuisce a ridurre le disuguaglianze e quando produce opportunità accessibili anche per coloro che rischiano di rimanere esclusi dai processi di trasformazione economica e digitale. La velocità dell’innovazione contemporanea richiede infatti una capacità altrettanto forte di interrogarsi sulle sue conseguenze, affinché l’efficienza non prevalga sulla giustizia, la disponibilità dei dati non cancelli il diritto alla riservatezza e l’automazione non privi le persone della possibilità di comprendere e contestare le decisioni che le riguardano.
Questo orientamento assume una rilevanza ancora maggiore nei programmi dedicati ai giovani, ai quali la Fondazione chiede non soltanto di acquisire competenze tecniche, ma di sviluppare disciplina, responsabilità, capacità di collaborazione e consapevolezza delle conseguenze del proprio lavoro. Formare un ricercatore, un programmatore o un professionista dell’innovazione non significa esclusivamente trasmettere conoscenze specialistiche, ma accompagnare la crescita di una persona chiamata a utilizzare tali competenze all’interno di una società complessa, nella quale le decisioni tecnologiche possono incidere sulla libertà, sul lavoro, sull’accesso ai servizi e sulla qualità delle relazioni umane.
La partecipazione dei giovani all’incontro con Papa Leone XIV avrà pertanto un valore educativo particolarmente significativo, perché consentirà loro di vivere direttamente un momento nel quale la dimensione della conoscenza si incontra con quella della coscienza e della responsabilità. Essi porteranno con sé il lavoro svolto nei percorsi formativi, le esperienze maturate all’interno della Fondazione e la volontà di costruire il proprio futuro attraverso l’impegno, comprendendo allo stesso tempo che nessuna competenza può essere considerata pienamente realizzata quando non viene accompagnata dal rispetto degli altri e dalla disponibilità a mettere una parte delle proprie capacità al servizio della collettività.
L’Udienza del 23 settembre si inserirà inoltre nel più ampio programma di apertura istituzionale che la Fondazione avvierà nello stesso mese, attraverso una serie di inviti e interlocuzioni rivolti alle principali Istituzioni italiane, alle Autorità indipendenti, ai vertici delle strutture pubbliche, al mondo accademico e alle rappresentanze diplomatiche straniere presenti nel Paese. In tale contesto, la presenza in Vaticano assumerà il valore di un momento capace di richiamare la dimensione umana ed etica che dovrà accompagnare l’intero percorso, affinché il confronto con le Istituzioni non si limiti alla presentazione dei risultati raggiunti, ma diventi una possibilità concreta di ascolto, verifica e crescita.
La Fondazione intende infatti far conoscere il proprio ruolo non attraverso affermazioni autoreferenziali, ma aprendo le proprie attività al confronto con coloro che esercitano responsabilità pubbliche, scientifiche, educative e sociali. La medesima disponibilità sarà proposta alle comunità locali, alle università, agli organismi di ricerca e alle realtà impegnate nella tutela delle persone, nella convinzione che un ente che opera in ambiti delicati debba essere capace di spiegare in modo trasparente le proprie scelte, accogliere osservazioni qualificate e riconoscere i limiti entro i quali la tecnologia deve essere sviluppata.
La presenza all’Udienza Generale rappresenterà anche un momento di raccoglimento per l’intera comunità della Fondazione, la quale riconosce nella dimensione spirituale e nei valori cristiani una fonte di responsabilità verso le persone più fragili, verso coloro che cercano una nuova opportunità e verso i giovani che hanno bisogno di essere accompagnati senza essere privati della possibilità di scegliere e di costruire autonomamente il proprio percorso. La fede professata dalla Fondazione non vuole tradursi in una dichiarazione astratta, ma deve trovare espressione concreta nell’accoglienza, nella formazione, nel rispetto della persona, nella disponibilità al perdono e nella volontà di trasformare la conoscenza in una forma di servizio.
Portare cinquanta persone all’incontro con il Santo Padre significa quindi riconoscere che la Fondazione non coincide con una singola figura o con il lavoro di pochi responsabili, ma è costituita dall’insieme delle persone che ne condividono quotidianamente gli impegni, le responsabilità e le speranze. Ciascun partecipante rappresenterà idealmente anche coloro che non potranno essere presenti, insieme ai collaboratori, agli studenti, ai volontari, ai partner scientifici e alle comunità che hanno incontrato la Fondazione durante le sue iniziative formative e divulgative.
La delegazione si preparerà all’appuntamento con la consapevolezza di partecipare a un momento che resterà nella storia dell’ente, non per la sola solennità del luogo o per l’importanza dell’incontro, ma per il messaggio che esso potrà trasmettere alle nuove generazioni. In una fase storica nella quale il progresso sembra misurarsi soprattutto attraverso la velocità dei sistemi, la quantità dei dati e la capacità delle macchine, la Fondazione vuole riaffermare che il futuro dovrà continuare a essere valutato attraverso la qualità della vita delle persone, la protezione dei più deboli, la possibilità di costruire comunità solidali e la capacità di utilizzare la scienza senza perdere il senso del limite.
Il 23 settembre 2026, la Fondazione Olitec porterà quindi in Vaticano una rappresentanza ampia e pluralistica della propria comunità, unita dalla volontà di vivere l’Udienza Generale di Papa Leone XIV come un’esperienza di riflessione, responsabilità e speranza. Sarà un’occasione per rinnovare l’impegno affinché la ricerca, la tecnologia e la formazione rimangano sempre strumenti al servizio della persona e affinché ogni risultato raggiunto possa contribuire non soltanto alla crescita dell’ente, ma alla costruzione di una società più giusta, più consapevole e maggiormente capace di non lasciare indietro nessuno.
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, conosciuta anche come Fondazione Olitec, annuncia che nel prossimo mese di settembre una propria rappresentanza composta da cinquanta persone sarà ricevuta in Vaticano nell’ambito dell’Udienza Generale presieduta da Sua Santità Papa Leone XIV, in un appuntamento che assumerà un significato particolarmente importante per l’intera comunità dell’ente e per il percorso umano, educativo e istituzionale sviluppato dalla Fondazione nel corso degli ultimi anni.
L’Udienza Generale è prevista per mercoledì 23 settembre 2026 alle ore 10.00, secondo quanto indicato nel calendario ufficiale delle attività del Santo Padre pubblicato dalla Santa Sede. La delegazione della Fondazione sarà composta da giovani impegnati nei percorsi formativi, ricercatori, responsabili delle attività, formatori, volontari e persone che, con differenti funzioni e responsabilità, contribuiscono quotidianamente alla realizzazione dei programmi scientifici, educativi e sociali dell’ente.
La partecipazione di un gruppo così numeroso è stata concepita affinché l’incontro non riguardi soltanto i vertici della Fondazione, ma rappresenti nel modo più ampio possibile la comunità che ne anima le attività, con particolare attenzione ai giovani che hanno scelto di dedicare una parte significativa della propria vita allo studio, alla formazione, alla ricerca e al servizio verso gli altri. La presenza di cinquanta persone consentirà infatti di portare simbolicamente davanti al Santo Padre non soltanto il nome dell’ente, ma le esperienze concrete, le speranze, le difficoltà e le aspirazioni di coloro che partecipano ai suoi progetti e che vedono nella conoscenza uno strumento attraverso il quale costruire un futuro più consapevole, responsabile e solidale.
Per la Fondazione, l’Udienza con Papa Leone XIV non rappresenterà una semplice occasione protocollare, né sarà considerata esclusivamente come un momento di particolare prestigio istituzionale, poiché il significato più profondo dell’iniziativa risiede nella possibilità di riflettere sul rapporto tra il progresso scientifico e la dignità della persona. Le attività della Fondazione si sviluppano in settori nei quali le decisioni tecniche possono produrre conseguenze sempre più profonde sulla vita degli individui e delle comunità, dall’intelligenza artificiale alla medicina digitale, dalla sicurezza informatica alla protezione dei dati, dalla formazione delle nuove generazioni alla rigenerazione dei piccoli borghi, rendendo necessario mantenere costantemente aperta una riflessione sui valori che devono orientare l’innovazione.
La crescita delle capacità tecnologiche non può infatti essere separata dalla responsabilità con la quale tali strumenti vengono progettati, sperimentati e utilizzati, perché dietro ogni sistema informatico, ogni algoritmo e ogni applicazione esistono persone reali, con diritti, fragilità, aspettative e bisogni che non possono essere ridotti a semplici informazioni da elaborare. Una piattaforma destinata alla salute deve avere al centro il paziente e la sua dignità, un programma educativo deve riconoscere l’unicità di ogni giovane, una tecnologia assistiva deve contribuire a restituire autonomia alle persone più fragili, mentre un progetto dedicato alle aree interne deve partire dall’ascolto delle comunità e dalla comprensione delle condizioni nelle quali esse vivono.
La presenza della Fondazione all’Udienza Generale sarà quindi vissuta come un’occasione per riaffermare che la ricerca scientifica raggiunge il proprio valore più alto quando viene posta al servizio dell’essere umano, quando contribuisce a ridurre le disuguaglianze e quando produce opportunità accessibili anche per coloro che rischiano di rimanere esclusi dai processi di trasformazione economica e digitale. La velocità dell’innovazione contemporanea richiede infatti una capacità altrettanto forte di interrogarsi sulle sue conseguenze, affinché l’efficienza non prevalga sulla giustizia, la disponibilità dei dati non cancelli il diritto alla riservatezza e l’automazione non privi le persone della possibilità di comprendere e contestare le decisioni che le riguardano.
Questo orientamento assume una rilevanza ancora maggiore nei programmi dedicati ai giovani, ai quali la Fondazione chiede non soltanto di acquisire competenze tecniche, ma di sviluppare disciplina, responsabilità, capacità di collaborazione e consapevolezza delle conseguenze del proprio lavoro. Formare un ricercatore, un programmatore o un professionista dell’innovazione non significa esclusivamente trasmettere conoscenze specialistiche, ma accompagnare la crescita di una persona chiamata a utilizzare tali competenze all’interno di una società complessa, nella quale le decisioni tecnologiche possono incidere sulla libertà, sul lavoro, sull’accesso ai servizi e sulla qualità delle relazioni umane.
La partecipazione dei giovani all’incontro con Papa Leone XIV avrà pertanto un valore educativo particolarmente significativo, perché consentirà loro di vivere direttamente un momento nel quale la dimensione della conoscenza si incontra con quella della coscienza e della responsabilità. Essi porteranno con sé il lavoro svolto nei percorsi formativi, le esperienze maturate all’interno della Fondazione e la volontà di costruire il proprio futuro attraverso l’impegno, comprendendo allo stesso tempo che nessuna competenza può essere considerata pienamente realizzata quando non viene accompagnata dal rispetto degli altri e dalla disponibilità a mettere una parte delle proprie capacità al servizio della collettività.
L’Udienza del 23 settembre si inserirà inoltre nel più ampio programma di apertura istituzionale che la Fondazione avvierà nello stesso mese, attraverso una serie di inviti e interlocuzioni rivolti alle principali Istituzioni italiane, alle Autorità indipendenti, ai vertici delle strutture pubbliche, al mondo accademico e alle rappresentanze diplomatiche straniere presenti nel Paese. In tale contesto, la presenza in Vaticano assumerà il valore di un momento capace di richiamare la dimensione umana ed etica che dovrà accompagnare l’intero percorso, affinché il confronto con le Istituzioni non si limiti alla presentazione dei risultati raggiunti, ma diventi una possibilità concreta di ascolto, verifica e crescita.
La Fondazione intende infatti far conoscere il proprio ruolo non attraverso affermazioni autoreferenziali, ma aprendo le proprie attività al confronto con coloro che esercitano responsabilità pubbliche, scientifiche, educative e sociali. La medesima disponibilità sarà proposta alle comunità locali, alle università, agli organismi di ricerca e alle realtà impegnate nella tutela delle persone, nella convinzione che un ente che opera in ambiti delicati debba essere capace di spiegare in modo trasparente le proprie scelte, accogliere osservazioni qualificate e riconoscere i limiti entro i quali la tecnologia deve essere sviluppata.
La presenza all’Udienza Generale rappresenterà anche un momento di raccoglimento per l’intera comunità della Fondazione, la quale riconosce nella dimensione spirituale e nei valori cristiani una fonte di responsabilità verso le persone più fragili, verso coloro che cercano una nuova opportunità e verso i giovani che hanno bisogno di essere accompagnati senza essere privati della possibilità di scegliere e di costruire autonomamente il proprio percorso. La fede professata dalla Fondazione non vuole tradursi in una dichiarazione astratta, ma deve trovare espressione concreta nell’accoglienza, nella formazione, nel rispetto della persona, nella disponibilità al perdono e nella volontà di trasformare la conoscenza in una forma di servizio.
Portare cinquanta persone all’incontro con il Santo Padre significa quindi riconoscere che la Fondazione non coincide con una singola figura o con il lavoro di pochi responsabili, ma è costituita dall’insieme delle persone che ne condividono quotidianamente gli impegni, le responsabilità e le speranze. Ciascun partecipante rappresenterà idealmente anche coloro che non potranno essere presenti, insieme ai collaboratori, agli studenti, ai volontari, ai partner scientifici e alle comunità che hanno incontrato la Fondazione durante le sue iniziative formative e divulgative.
La delegazione si preparerà all’appuntamento con la consapevolezza di partecipare a un momento che resterà nella storia dell’ente, non per la sola solennità del luogo o per l’importanza dell’incontro, ma per il messaggio che esso potrà trasmettere alle nuove generazioni. In una fase storica nella quale il progresso sembra misurarsi soprattutto attraverso la velocità dei sistemi, la quantità dei dati e la capacità delle macchine, la Fondazione vuole riaffermare che il futuro dovrà continuare a essere valutato attraverso la qualità della vita delle persone, la protezione dei più deboli, la possibilità di costruire comunità solidali e la capacità di utilizzare la scienza senza perdere il senso del limite.
Il 23 settembre 2026, la Fondazione Olitec porterà quindi in Vaticano una rappresentanza ampia e pluralistica della propria comunità, unita dalla volontà di vivere l’Udienza Generale di Papa Leone XIV come un’esperienza di riflessione, responsabilità e speranza. Sarà un’occasione per rinnovare l’impegno affinché la ricerca, la tecnologia e la formazione rimangano sempre strumenti al servizio della persona e affinché ogni risultato raggiunto possa contribuire non soltanto alla crescita dell’ente, ma alla costruzione di una società più giusta, più consapevole e maggiormente capace di non lasciare indietro nessuno.

