Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
La visita di S.E. Winston Spadafora Franco apre il confronto su un percorso bilaterale per formare in Italia un primo gruppo di giovani panamensi, trasferire competenze e sviluppare capacità formative nel Paese.All’Ambasciatore conferito il titolo di Maestro Onorario dell’Opera.
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca ha accolto oggi S.E. Winston Spadafora Franco, Ambasciatore della Repubblica di Panama presso la Repubblica Italiana, per una visita istituzionale dedicata alla costruzione di un percorso di cooperazione scientifica, tecnologica e formativa. Al centro del confronto sono stati posti il Programma Magellano, la possibile formazione di un primo gruppo di giovani panamensi e il trasferimento di competenze necessario a sviluppare, nel tempo, una capacità formativa autonoma nel Paese.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le attività della Fondazione nei campi della bioinformatica, dell’intelligenza artificiale, della realtà immersiva, delle tecnologie per la salute e degli strumenti avanzati applicati alla protezione delle istituzioni. La visita ha permesso di collegare questi ambiti a una possibile prospettiva bilaterale: puntare sul capitale umano, creare relazioni tra strutture di ricerca e formazione e trasformare il dialogo diplomatico in programmi verificabili, costruiti intorno alle esigenze delle persone e dei territori.
Avviato nel 2025, il Programma Magellano è lo strumento attraverso il quale la Fondazione mette esperienza, strutture e competenze formative a disposizione dei Paesi amici. Il suo elemento distintivo è il principio del ritorno: i partecipanti vengono accolti nelle accademie italiane per acquisire conoscenze tecnologiche avanzate, metodo e capacità organizzativa, con l’obiettivo di rientrare successivamente nel proprio Paese e rendere quelle competenze utili alle istituzioni, al sistema produttivo e alla comunità di provenienza.
Per Panama è stata illustrata un’ipotesi progettuale rivolta a otto giovani, donne e uomini, da individuare attraverso interlocuzioni istituzionali e procedure di selezione dedicate. Il gruppo costituirebbe il primo nucleo di una cooperazione formativa pensata per preparare competenze avanzate e collegarle alle priorità scientifiche, tecnologiche e sociali del Paese.
Il modello illustrato accompagna ciascun partecipante dall’ingresso nel programma fino al rientro a Panama: valutazione iniziale, definizione del percorso, addestramento specialistico, verifiche progressive e preparazione all’impiego delle competenze nel contesto nazionale. L’accesso è fondato sulle capacità, sulla motivazione e sulla disponibilità ad affrontare un impegno intensivo; la selezione avviene attraverso canali istituzionali, colloqui e prove di ingresso.
La formazione proposta non si limita all’apprendimento tecnico. Studio, attività fisica, vita comunitaria, cura degli spazi, turni organizzativi e iniziative di supporto civico concorrono a sviluppare autonomia, affidabilità e senso di responsabilità. Il traguardo è preparare professionisti capaci di operare nei settori più complessi dell’innovazione e, nello stesso tempo, persone consapevoli delle conseguenze sociali delle tecnologie che saranno chiamate a progettare o governare.
Questa impostazione evita che la mobilità formativa diventi una sottrazione permanente di talento ai Paesi di origine. Magellano è concepito come un programma di rafforzamento delle capacità locali: si parte dalla crescita del singolo, ma si punta alla creazione di nuclei in grado di moltiplicare le conoscenze. Per questo, tra gli otto partecipanti panamensi, due potrebbero ricevere una preparazione specifica per contribuire alla futura costituzione di un centro di formazione a Panama, con il possibile sostegno scientifico e metodologico della Fondazione.
Il centro locale costituisce una prospettiva da sviluppare e non l’esito di un accordo già sottoscritto. L’ipotesi discussa prevede un progressivo trasferimento di metodi di selezione, orientamento e formazione, affinché interlocutori panamensi possano adattarli al proprio contesto e assumere una funzione sempre più autonoma. Il rapporto con le strutture italiane rimarrebbe un collegamento stabile per l’aggiornamento dei programmi, il confronto tra docenti e ricercatori e l’eventuale crescita di nuove iniziative.
È in questo passaggio che il Programma Magellano diventa uno strumento di diplomazia scientifica. La conoscenza offre infatti un terreno di cooperazione capace di sopravvivere alla durata di una singola visita: crea linguaggi condivisi, mette in relazione giovani, istituzioni e comunità professionali e produce risultati osservabili nelle persone formate, nei protocolli trasferiti e nei progetti comuni. La scienza non sostituisce la diplomazia politica, ma può darle continuità e contenuto operativo.
La prospettiva è particolarmente significativa negli ambiti nei quali trasformazione digitale, salute, sicurezza dei dati e capacità istituzionale sono ormai strettamente connesse. Condividere competenze in intelligenza artificiale, bioinformatica, realtà immersiva e tecnologie sanitarie significa creare le condizioni perché ciascun Paese possa comprendere, adattare e governare strumenti destinati a incidere profondamente sulla vita collettiva.
Nel colloquio è emerso anche il potenziale ruolo di Panama quale punto di collegamento tra l’Europa e il continente americano. La sua posizione e la sua vocazione internazionale rendono il Paese un interlocutore naturale per iniziative che, partendo da una cooperazione bilaterale, possano in futuro aprirsi a una dimensione regionale. La Fondazione ha richiamato l’esperienza maturata in America Latina come base metodologica per costruire il percorso con gradualità e in raccordo con i soggetti locali.
È stata inoltre presa in esame la possibilità di organizzare una futura missione istituzionale a Panama, subordinata alla ricezione di un invito formale. Alla delegazione potrebbero affiancarsi imprese della rete della Fondazione interessate a esplorare collaborazioni scientifiche, tecnologiche e industriali. I materiali informativi e la documentazione sulle realtà partner saranno trasmessi alla rappresentanza diplomatica per una prima ricognizione degli ambiti di interesse condiviso.
La giornata ha avuto anche un momento di particolare valore simbolico con il conferimento a S.E. Winston Spadafora Franco del titolo di Maestro Onorario dell’Opera. Si tratta di un riconoscimento interno, culturale e scientifico, attribuito dalla Fondazione a personalità che, attraverso il servizio pubblico, la ricerca, la cultura o il dialogo tra i popoli, sostengono la trasmissione responsabile della conoscenza. Il titolo non assegna funzioni operative né incarichi di rappresentanza.
Il conferimento è destinato a essere ricordato nell’Albo d’Oro della Fondazione, custodito presso il Santuario di Santa Maria in Collalto Sabino. La motivazione richiama l’amicizia, la stima e la condivisione dei valori del dialogo, della cooperazione e della pace tra i popoli. Il riconoscimento non rappresenta soltanto un omaggio personale all’Ambasciatore, ma anche un segno di amicizia rivolto alla Repubblica di Panama e l’auspicio di una cooperazione a favore dei giovani e della scienza.
Eventuali successivi confronti dovranno definire gli interlocutori operativi, i criteri di selezione, i tempi, le responsabilità e le modalità organizzative necessarie a rendere operativo il progetto. La visita del 4 settembre può dunque rappresentare l’avvio di un percorso: la sua concretezza sarà misurata dalla capacità di trasformare le linee esaminate in opportunità formative reali e di fare degli otto giovani non semplici destinatari, ma futuri protagonisti della crescita tecnologica del proprio Paese.
Con il Programma Magellano, la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca propone una forma di cooperazione fondata sul capitale umano e sulla restituzione sociale del sapere. L’obiettivo è costruire un ponte durevole tra Italia e Panama nel quale formazione, ricerca ed etica del servizio concorrano a generare competenze locali, autonomia e nuove possibilità di collaborazione internazionale.
La visita di S.E. Winston Spadafora Franco apre il confronto su un percorso bilaterale per formare in Italia un primo gruppo di giovani panamensi, trasferire competenze e sviluppare capacità formative nel Paese.All’Ambasciatore conferito il titolo di Maestro Onorario dell’Opera.
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca ha accolto oggi S.E. Winston Spadafora Franco, Ambasciatore della Repubblica di Panama presso la Repubblica Italiana, per una visita istituzionale dedicata alla costruzione di un percorso di cooperazione scientifica, tecnologica e formativa. Al centro del confronto sono stati posti il Programma Magellano, la possibile formazione di un primo gruppo di giovani panamensi e il trasferimento di competenze necessario a sviluppare, nel tempo, una capacità formativa autonoma nel Paese.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le attività della Fondazione nei campi della bioinformatica, dell’intelligenza artificiale, della realtà immersiva, delle tecnologie per la salute e degli strumenti avanzati applicati alla protezione delle istituzioni. La visita ha permesso di collegare questi ambiti a una possibile prospettiva bilaterale: puntare sul capitale umano, creare relazioni tra strutture di ricerca e formazione e trasformare il dialogo diplomatico in programmi verificabili, costruiti intorno alle esigenze delle persone e dei territori.
Avviato nel 2025, il Programma Magellano è lo strumento attraverso il quale la Fondazione mette esperienza, strutture e competenze formative a disposizione dei Paesi amici. Il suo elemento distintivo è il principio del ritorno: i partecipanti vengono accolti nelle accademie italiane per acquisire conoscenze tecnologiche avanzate, metodo e capacità organizzativa, con l’obiettivo di rientrare successivamente nel proprio Paese e rendere quelle competenze utili alle istituzioni, al sistema produttivo e alla comunità di provenienza.
Per Panama è stata illustrata un’ipotesi progettuale rivolta a otto giovani, donne e uomini, da individuare attraverso interlocuzioni istituzionali e procedure di selezione dedicate. Il gruppo costituirebbe il primo nucleo di una cooperazione formativa pensata per preparare competenze avanzate e collegarle alle priorità scientifiche, tecnologiche e sociali del Paese.
Il modello illustrato accompagna ciascun partecipante dall’ingresso nel programma fino al rientro a Panama: valutazione iniziale, definizione del percorso, addestramento specialistico, verifiche progressive e preparazione all’impiego delle competenze nel contesto nazionale. L’accesso è fondato sulle capacità, sulla motivazione e sulla disponibilità ad affrontare un impegno intensivo; la selezione avviene attraverso canali istituzionali, colloqui e prove di ingresso.
La formazione proposta non si limita all’apprendimento tecnico. Studio, attività fisica, vita comunitaria, cura degli spazi, turni organizzativi e iniziative di supporto civico concorrono a sviluppare autonomia, affidabilità e senso di responsabilità. Il traguardo è preparare professionisti capaci di operare nei settori più complessi dell’innovazione e, nello stesso tempo, persone consapevoli delle conseguenze sociali delle tecnologie che saranno chiamate a progettare o governare.
Questa impostazione evita che la mobilità formativa diventi una sottrazione permanente di talento ai Paesi di origine. Magellano è concepito come un programma di rafforzamento delle capacità locali: si parte dalla crescita del singolo, ma si punta alla creazione di nuclei in grado di moltiplicare le conoscenze. Per questo, tra gli otto partecipanti panamensi, due potrebbero ricevere una preparazione specifica per contribuire alla futura costituzione di un centro di formazione a Panama, con il possibile sostegno scientifico e metodologico della Fondazione.
Il centro locale costituisce una prospettiva da sviluppare e non l’esito di un accordo già sottoscritto. L’ipotesi discussa prevede un progressivo trasferimento di metodi di selezione, orientamento e formazione, affinché interlocutori panamensi possano adattarli al proprio contesto e assumere una funzione sempre più autonoma. Il rapporto con le strutture italiane rimarrebbe un collegamento stabile per l’aggiornamento dei programmi, il confronto tra docenti e ricercatori e l’eventuale crescita di nuove iniziative.
È in questo passaggio che il Programma Magellano diventa uno strumento di diplomazia scientifica. La conoscenza offre infatti un terreno di cooperazione capace di sopravvivere alla durata di una singola visita: crea linguaggi condivisi, mette in relazione giovani, istituzioni e comunità professionali e produce risultati osservabili nelle persone formate, nei protocolli trasferiti e nei progetti comuni. La scienza non sostituisce la diplomazia politica, ma può darle continuità e contenuto operativo.
La prospettiva è particolarmente significativa negli ambiti nei quali trasformazione digitale, salute, sicurezza dei dati e capacità istituzionale sono ormai strettamente connesse. Condividere competenze in intelligenza artificiale, bioinformatica, realtà immersiva e tecnologie sanitarie significa creare le condizioni perché ciascun Paese possa comprendere, adattare e governare strumenti destinati a incidere profondamente sulla vita collettiva.
Nel colloquio è emerso anche il potenziale ruolo di Panama quale punto di collegamento tra l’Europa e il continente americano. La sua posizione e la sua vocazione internazionale rendono il Paese un interlocutore naturale per iniziative che, partendo da una cooperazione bilaterale, possano in futuro aprirsi a una dimensione regionale. La Fondazione ha richiamato l’esperienza maturata in America Latina come base metodologica per costruire il percorso con gradualità e in raccordo con i soggetti locali.
È stata inoltre presa in esame la possibilità di organizzare una futura missione istituzionale a Panama, subordinata alla ricezione di un invito formale. Alla delegazione potrebbero affiancarsi imprese della rete della Fondazione interessate a esplorare collaborazioni scientifiche, tecnologiche e industriali. I materiali informativi e la documentazione sulle realtà partner saranno trasmessi alla rappresentanza diplomatica per una prima ricognizione degli ambiti di interesse condiviso.
La giornata ha avuto anche un momento di particolare valore simbolico con il conferimento a S.E. Winston Spadafora Franco del titolo di Maestro Onorario dell’Opera. Si tratta di un riconoscimento interno, culturale e scientifico, attribuito dalla Fondazione a personalità che, attraverso il servizio pubblico, la ricerca, la cultura o il dialogo tra i popoli, sostengono la trasmissione responsabile della conoscenza. Il titolo non assegna funzioni operative né incarichi di rappresentanza.
Il conferimento è destinato a essere ricordato nell’Albo d’Oro della Fondazione, custodito presso il Santuario di Santa Maria in Collalto Sabino. La motivazione richiama l’amicizia, la stima e la condivisione dei valori del dialogo, della cooperazione e della pace tra i popoli. Il riconoscimento non rappresenta soltanto un omaggio personale all’Ambasciatore, ma anche un segno di amicizia rivolto alla Repubblica di Panama e l’auspicio di una cooperazione a favore dei giovani e della scienza.
Eventuali successivi confronti dovranno definire gli interlocutori operativi, i criteri di selezione, i tempi, le responsabilità e le modalità organizzative necessarie a rendere operativo il progetto. La visita del 4 settembre può dunque rappresentare l’avvio di un percorso: la sua concretezza sarà misurata dalla capacità di trasformare le linee esaminate in opportunità formative reali e di fare degli otto giovani non semplici destinatari, ma futuri protagonisti della crescita tecnologica del proprio Paese.
Con il Programma Magellano, la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca propone una forma di cooperazione fondata sul capitale umano e sulla restituzione sociale del sapere. L’obiettivo è costruire un ponte durevole tra Italia e Panama nel quale formazione, ricerca ed etica del servizio concorrano a generare competenze locali, autonomia e nuove possibilità di collaborazione internazionale.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.