Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Cita da Samina Sayeda su 24 Settembre 2026, 12:30 pm
I cadetti all’udienza con Papa Leone XIV e poi nei Giardini Vaticani, accolti dalle suore benedettine insieme alla Gendarmeria
Città del Vaticano, 23 settembre 2026. Il nome della Fondazione Olitec pronunciato dal sagrato durante i saluti dell’udienza generale e diffuso in tutta piazza San Pietro. Per i cadetti presenti all’udienza generale con Papa Leone XIV, è questo il momento che dà voce al significato della giornata: ritrovare, in un luogo al quale guarda il mondo, il nome della comunità di cui fanno parte e alla quale dedicano il proprio impegno quotidiano.
I cadetti sono giunti da Rieti, Bergamo, Milano, Roma, Vicenza e Brescia. Sotto il cielo limpido di settembre, davanti alla basilica, i giovani hanno partecipato all’udienza insieme ai loro accompagnatori e alle religiose. La bandiera con lo stemma, tenuta aperta per la fotografia di gruppo e sollevata tra i partecipanti, ha reso visibile quell’appartenenza. Le immagini raccontano una comunità raccolta attorno ai suoi ragazzi, con le uniformi della Fondazione a unirli anche in mezzo alla folla dei pellegrini.
I cadetti e gli accompagnatori della Fondazione Olitec in piazza San Pietro il 23 settembre 2026. Foto fornita dalla Fondazione.
Ad accompagnare i cadetti per tutta la giornata sono state le Suore Missionarie Catechiste di Gesù Redentore: madre Immacolata Lauceri, suor Ivanca e suor Viviana.
Per i cadetti, l’orgoglio di quel momento porta con sé il significato del percorso intrapreso: le giornate di studio, la disciplina dell’addestramento, la fatica di imparare e la scelta di costruire il proprio futuro attraverso competenze da mettere a disposizione degli altri.
La catechesi del Santo Padre ha offerto un motivo ulteriore di riflessione. Proseguendo il cammino dedicato alla costituzione conciliare Gaudium et spes, Leone XIV ha affrontato il senso dell’attività umana nell’universo e il valore del progresso tecnico, sociale e scientifico. Al centro, il contributo che l’opera dell’uomo può dare al miglioramento delle condizioni di vita. Il progresso tecnico, ha ricordato il Pontefice, acquista pieno significato umano quando è orientato dalla carità.
La riflessione richiama una questione centrale nella formazione dei cadetti Olitec: quali benefici possono produrre le competenze tecnologiche e quali responsabilità comporta il loro impiego? Studiare un sistema, sviluppare un’applicazione o imparare a risolvere un problema richiede anche di comprendere chi ne riceverà beneficio e come cambierà la sua vita. In questa prospettiva, la giornata in Vaticano offre una pausa preziosa per interrogarsi sulla direzione del proprio lavoro.
Dopo l’udienza, la visita è proseguita grazie a un invito delle suore benedettine insieme alla Gendarmeria vaticana. Come riferisce la Fondazione, i cadetti hanno potuto accedere a una parte dei Giardini Vaticani non aperta al pubblico e storicamente frequentata dai Pontefici. Un’accoglienza che ha consentito loro di conoscere da vicino luoghi legati alla dimensione più raccolta della vita dei Papi.
Dalla grande piazza il gruppo è passato ai vialetti, alle zone verdi e agli edifici interni, cambiando passo e prospettiva. Nelle fotografie i ragazzi camminano insieme lungo i percorsi dei giardini, si fermano con le religiose, posano davanti a una statua della Madonna. Sono scene semplici, nelle quali la particolarità dei luoghi si accompagna alla naturalezza dell’incontro e al tempo condiviso.
L’invito ha aggiunto alla solennità dell’udienza il valore dell’ospitalità. Per una comunità educativa, essere accolti significa anche fare esperienza concreta dell’attenzione: qualcuno apre uno spazio, accompagna, rende accessibile una storia. Le suore benedettine e la Gendarmeria hanno offerto ai cadetti questa possibilità, rendendo la visita un’occasione di conoscenza e di vicinanza. A loro va il ringraziamento della Fondazione per la disponibilità riservata ai giovani e ai loro accompagnatori. Un ringraziamento speciale va inoltre a suor Jessica, che ha accolto i cadetti al termine delle attività.
Al ritorno, ciascun cadetto porterà con sé un’immagine diversa. Alla Fondazione resta anche un compito condiviso: tradurre l’emozione vissuta in cura del proprio lavoro, rispetto delle persone e disponibilità a essere utili. È nella serietà delle giornate che verranno, nelle aule e nei luoghi dell’addestramento, che quel nome risuonato in piazza San Pietro potrà trovare la sua testimonianza più concreta.
I cadetti all’udienza con Papa Leone XIV e poi nei Giardini Vaticani, accolti dalle suore benedettine insieme alla Gendarmeria
Città del Vaticano, 23 settembre 2026. Il nome della Fondazione Olitec pronunciato dal sagrato durante i saluti dell’udienza generale e diffuso in tutta piazza San Pietro. Per i cadetti presenti all’udienza generale con Papa Leone XIV, è questo il momento che dà voce al significato della giornata: ritrovare, in un luogo al quale guarda il mondo, il nome della comunità di cui fanno parte e alla quale dedicano il proprio impegno quotidiano.
I cadetti sono giunti da Rieti, Bergamo, Milano, Roma, Vicenza e Brescia. Sotto il cielo limpido di settembre, davanti alla basilica, i giovani hanno partecipato all’udienza insieme ai loro accompagnatori e alle religiose. La bandiera con lo stemma, tenuta aperta per la fotografia di gruppo e sollevata tra i partecipanti, ha reso visibile quell’appartenenza. Le immagini raccontano una comunità raccolta attorno ai suoi ragazzi, con le uniformi della Fondazione a unirli anche in mezzo alla folla dei pellegrini.
I cadetti e gli accompagnatori della Fondazione Olitec in piazza San Pietro il 23 settembre 2026. Foto fornita dalla Fondazione.
Ad accompagnare i cadetti per tutta la giornata sono state le Suore Missionarie Catechiste di Gesù Redentore: madre Immacolata Lauceri, suor Ivanca e suor Viviana.
Per i cadetti, l’orgoglio di quel momento porta con sé il significato del percorso intrapreso: le giornate di studio, la disciplina dell’addestramento, la fatica di imparare e la scelta di costruire il proprio futuro attraverso competenze da mettere a disposizione degli altri.
La catechesi del Santo Padre ha offerto un motivo ulteriore di riflessione. Proseguendo il cammino dedicato alla costituzione conciliare Gaudium et spes, Leone XIV ha affrontato il senso dell’attività umana nell’universo e il valore del progresso tecnico, sociale e scientifico. Al centro, il contributo che l’opera dell’uomo può dare al miglioramento delle condizioni di vita. Il progresso tecnico, ha ricordato il Pontefice, acquista pieno significato umano quando è orientato dalla carità.
La riflessione richiama una questione centrale nella formazione dei cadetti Olitec: quali benefici possono produrre le competenze tecnologiche e quali responsabilità comporta il loro impiego? Studiare un sistema, sviluppare un’applicazione o imparare a risolvere un problema richiede anche di comprendere chi ne riceverà beneficio e come cambierà la sua vita. In questa prospettiva, la giornata in Vaticano offre una pausa preziosa per interrogarsi sulla direzione del proprio lavoro.
Dopo l’udienza, la visita è proseguita grazie a un invito delle suore benedettine insieme alla Gendarmeria vaticana. Come riferisce la Fondazione, i cadetti hanno potuto accedere a una parte dei Giardini Vaticani non aperta al pubblico e storicamente frequentata dai Pontefici. Un’accoglienza che ha consentito loro di conoscere da vicino luoghi legati alla dimensione più raccolta della vita dei Papi.
Dalla grande piazza il gruppo è passato ai vialetti, alle zone verdi e agli edifici interni, cambiando passo e prospettiva. Nelle fotografie i ragazzi camminano insieme lungo i percorsi dei giardini, si fermano con le religiose, posano davanti a una statua della Madonna. Sono scene semplici, nelle quali la particolarità dei luoghi si accompagna alla naturalezza dell’incontro e al tempo condiviso.
L’invito ha aggiunto alla solennità dell’udienza il valore dell’ospitalità. Per una comunità educativa, essere accolti significa anche fare esperienza concreta dell’attenzione: qualcuno apre uno spazio, accompagna, rende accessibile una storia. Le suore benedettine e la Gendarmeria hanno offerto ai cadetti questa possibilità, rendendo la visita un’occasione di conoscenza e di vicinanza. A loro va il ringraziamento della Fondazione per la disponibilità riservata ai giovani e ai loro accompagnatori. Un ringraziamento speciale va inoltre a suor Jessica, che ha accolto i cadetti al termine delle attività.
Al ritorno, ciascun cadetto porterà con sé un’immagine diversa. Alla Fondazione resta anche un compito condiviso: tradurre l’emozione vissuta in cura del proprio lavoro, rispetto delle persone e disponibilità a essere utili. È nella serietà delle giornate che verranno, nelle aule e nei luoghi dell’addestramento, che quel nome risuonato in piazza San Pietro potrà trovare la sua testimonianza più concreta.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.