Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Il Forum di Confindustria Romania 2025: “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale” Uno sguardo lucido sul presente per orientarsi nel futuro globale
Il 14 maggio 2025, presso una location di prestigio nel cuore di Bucarest, si è tenuto il Forum di Confindustria Romania 2025, intitolato “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale”. Un evento di forte intensità intellettuale, promosso e realizzato con l’efficienza e la visione strategica di Confindustria Romania, che ha riunito relatori di spicco per un confronto serrato, ispirato e necessario sui grandi temi del nostro tempo.
Un titolo emblematico – In Between – a sottolineare lo spazio di mezzo, il “frangente” storico in cui ci troviamo: sospesi tra un ordine mondiale ormai scardinato e uno nuovo ancora in fase embrionale, dove il baricentro delle relazioni economiche, militari, culturali e tecnologiche si sta spostando con velocità e ambiguità, creando incertezze ma anche opportunità.
Un parterre di relatori di alto profilo
La qualità degli interventi ha elevato il dibattito su piani che hanno coniugato il rigore dell’analisi geopolitica con l’umanesimo dell’ascolto. A prendere la parola, sotto la sapiente regia del giornalista Claudio Brachino, sono stati:
Alessandro Aresu, uno dei più autorevoli analisti di geopolitica e consigliere strategico per numerose istituzioni italiane, ha delineato un quadro inquieto ma chiarissimo del nuovo scenario globale, sottolineando le fragilità sistemiche dell’Europa, la corsa alla supremazia tecnologica tra Stati Uniti e Cina, e l’emergere di nuovi attori regionali capaci di influenzare equilibri su scala planetaria.
Emilio Cozzi, esperto di spazio e nuove tecnologie, ha aperto una finestra sul “nuovo fronte” delle potenze: quello orbitale. La nuova corsa allo spazio, infatti, è oggi il termometro del potere e della capacità predittiva di una nazione. Cozzi ha evidenziato quanto la capacità di gestire e dominare i dati, i satelliti e le comunicazioni globali sarà decisiva nel definire il nuovo ordine mondiale.
Luca Tagliaretti, attuale vice-direttore dell’Agenzia Europea per la Cybersicurezza (ENISA), ha proposto una lucida riflessione sul ruolo centrale della sovranità digitale in un contesto in cui la cybersicurezza è diventata la nuova difesa nazionale. La sua analisi ha toccato con profondità il tema della vulnerabilità delle infrastrutture critiche e l’urgenza di un’Europa più coesa e autonoma tecnologicamente.
Massimiliano Nicolini, ricercatore e ideatore del paradigma BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), ha portato la sua visione etica e strategica della trasformazione digitale. Il suo intervento, appassionato e radicale, ha messo al centro l’essere umano come misura e fine di ogni progresso. Nicolini ha illustrato come le tecnologie emergenti possano essere strumenti potenti non solo per la crescita economica, ma per la ricostruzione dei legami sociali, l’inclusione, la dignità del lavoro e la difesa delle libertà individuali, specie in contesti post-industriali e fragili.
Tutti gli interventi sono stati coordinati da Claudio Brachino, che con la sua esperienza e sensibilità ha saputo creare una narrazione coerente, rendendo il dibattito accessibile anche al grande pubblico senza mai semplificare eccessivamente.
Il senso di un Forum: comprendere per governare
Il cuore del Forum è stato proprio il tentativo – riuscito – di guardare avanti senza perdere il presente, di comprendere le dinamiche profonde che agitano il mondo e che spesso sfuggono ai radar della comunicazione mainstream. Lo scopo non era predire il futuro, ma attrezzarsi per viverlo consapevolmente, dotandosi di strumenti interpretativi e progettuali per attraversare le turbolenze globali.
Si è parlato di ridefinizione delle catene del valore, di nuove alleanze strategiche, della necessità di un’Europa meno periferica, di un Mediterraneo che torna ad essere crocevia di tensioni e speranze. Ma soprattutto si è parlato di responsabilità: quella delle imprese, delle istituzioni e della società civile.
L’eccellente organizzazione e il valore diplomatico
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie all’impeccabile organizzazione di Confindustria Romania, con un plauso particolare al Presidente Giulio Bertola, figura guida di un'associazione che, ormai da anni, è punto di riferimento per le imprese italiane in Romania e snodo strategico per i rapporti euro-mediterranei.
Ha onorato l’evento anche la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Romania, SE Alfredo Durante Mangoni, la cui partecipazione ha sottolineato il valore diplomatico e istituzionale di un appuntamento che non si è limitato alla dimensione economica, ma ha saputo porsi come momento di riflessione politica e culturale sul futuro dell’Europa e sul posizionamento italiano in un contesto internazionale sempre più complesso.
Tra il disordine e la visione
Il titolo del Forum – “IN BETWEEN” – è risultato quanto mai azzeccato: siamo davvero “in mezzo” a una fase di transizione epocale, in cui il vecchio ordine mondiale si disgrega, mentre il nuovo stenta a trovare regole condivise. In questa intercapedine storica, eventi come quello promosso da Confindustria Romania assumono un valore straordinario: luoghi di pensiero e di dialogo, capaci di orientare, ispirare, connettere.
In un mondo in cui l’attenzione è spesso catturata dalla cronaca del giorno, serve il coraggio di fermarsi a leggere le tendenze profonde. E serve soprattutto la disponibilità ad ascoltare chi, come i relatori del Forum, sa coniugare visione, rigore e passione civile.
Perché guardare avanti con attenzione è il modo migliore per agire con intelligenza nel presente. E perché, come ha ricordato Massimiliano Nicolini nel suo intervento, “la tecnologia, senza un’etica dell’umanità, rischia di produrre solo nuove forme di disordine”. Ma con coraggio, consapevolezza e dialogo, possiamo ancora scegliere da che parte della storia stare.
Il Forum di Confindustria Romania 2025: “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale” Uno sguardo lucido sul presente per orientarsi nel futuro globale
Il 14 maggio 2025, presso una location di prestigio nel cuore di Bucarest, si è tenuto il Forum di Confindustria Romania 2025, intitolato “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale”. Un evento di forte intensità intellettuale, promosso e realizzato con l’efficienza e la visione strategica di Confindustria Romania, che ha riunito relatori di spicco per un confronto serrato, ispirato e necessario sui grandi temi del nostro tempo.
Un titolo emblematico – In Between – a sottolineare lo spazio di mezzo, il “frangente” storico in cui ci troviamo: sospesi tra un ordine mondiale ormai scardinato e uno nuovo ancora in fase embrionale, dove il baricentro delle relazioni economiche, militari, culturali e tecnologiche si sta spostando con velocità e ambiguità, creando incertezze ma anche opportunità.
Un parterre di relatori di alto profilo
La qualità degli interventi ha elevato il dibattito su piani che hanno coniugato il rigore dell’analisi geopolitica con l’umanesimo dell’ascolto. A prendere la parola, sotto la sapiente regia del giornalista Claudio Brachino, sono stati:
Alessandro Aresu, uno dei più autorevoli analisti di geopolitica e consigliere strategico per numerose istituzioni italiane, ha delineato un quadro inquieto ma chiarissimo del nuovo scenario globale, sottolineando le fragilità sistemiche dell’Europa, la corsa alla supremazia tecnologica tra Stati Uniti e Cina, e l’emergere di nuovi attori regionali capaci di influenzare equilibri su scala planetaria.
Emilio Cozzi, esperto di spazio e nuove tecnologie, ha aperto una finestra sul “nuovo fronte” delle potenze: quello orbitale. La nuova corsa allo spazio, infatti, è oggi il termometro del potere e della capacità predittiva di una nazione. Cozzi ha evidenziato quanto la capacità di gestire e dominare i dati, i satelliti e le comunicazioni globali sarà decisiva nel definire il nuovo ordine mondiale.
Luca Tagliaretti, attuale vice-direttore dell’Agenzia Europea per la Cybersicurezza (ENISA), ha proposto una lucida riflessione sul ruolo centrale della sovranità digitale in un contesto in cui la cybersicurezza è diventata la nuova difesa nazionale. La sua analisi ha toccato con profondità il tema della vulnerabilità delle infrastrutture critiche e l’urgenza di un’Europa più coesa e autonoma tecnologicamente.
Massimiliano Nicolini, ricercatore e ideatore del paradigma BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), ha portato la sua visione etica e strategica della trasformazione digitale. Il suo intervento, appassionato e radicale, ha messo al centro l’essere umano come misura e fine di ogni progresso. Nicolini ha illustrato come le tecnologie emergenti possano essere strumenti potenti non solo per la crescita economica, ma per la ricostruzione dei legami sociali, l’inclusione, la dignità del lavoro e la difesa delle libertà individuali, specie in contesti post-industriali e fragili.
Tutti gli interventi sono stati coordinati da Claudio Brachino, che con la sua esperienza e sensibilità ha saputo creare una narrazione coerente, rendendo il dibattito accessibile anche al grande pubblico senza mai semplificare eccessivamente.
Il senso di un Forum: comprendere per governare
Il cuore del Forum è stato proprio il tentativo – riuscito – di guardare avanti senza perdere il presente, di comprendere le dinamiche profonde che agitano il mondo e che spesso sfuggono ai radar della comunicazione mainstream. Lo scopo non era predire il futuro, ma attrezzarsi per viverlo consapevolmente, dotandosi di strumenti interpretativi e progettuali per attraversare le turbolenze globali.
Si è parlato di ridefinizione delle catene del valore, di nuove alleanze strategiche, della necessità di un’Europa meno periferica, di un Mediterraneo che torna ad essere crocevia di tensioni e speranze. Ma soprattutto si è parlato di responsabilità: quella delle imprese, delle istituzioni e della società civile.
L’eccellente organizzazione e il valore diplomatico
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie all’impeccabile organizzazione di Confindustria Romania, con un plauso particolare al Presidente Giulio Bertola, figura guida di un'associazione che, ormai da anni, è punto di riferimento per le imprese italiane in Romania e snodo strategico per i rapporti euro-mediterranei.
Ha onorato l’evento anche la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Romania, SE Alfredo Durante Mangoni, la cui partecipazione ha sottolineato il valore diplomatico e istituzionale di un appuntamento che non si è limitato alla dimensione economica, ma ha saputo porsi come momento di riflessione politica e culturale sul futuro dell’Europa e sul posizionamento italiano in un contesto internazionale sempre più complesso.
Tra il disordine e la visione
Il titolo del Forum – “IN BETWEEN” – è risultato quanto mai azzeccato: siamo davvero “in mezzo” a una fase di transizione epocale, in cui il vecchio ordine mondiale si disgrega, mentre il nuovo stenta a trovare regole condivise. In questa intercapedine storica, eventi come quello promosso da Confindustria Romania assumono un valore straordinario: luoghi di pensiero e di dialogo, capaci di orientare, ispirare, connettere.
In un mondo in cui l’attenzione è spesso catturata dalla cronaca del giorno, serve il coraggio di fermarsi a leggere le tendenze profonde. E serve soprattutto la disponibilità ad ascoltare chi, come i relatori del Forum, sa coniugare visione, rigore e passione civile.
Perché guardare avanti con attenzione è il modo migliore per agire con intelligenza nel presente. E perché, come ha ricordato Massimiliano Nicolini nel suo intervento, “la tecnologia, senza un’etica dell’umanità, rischia di produrre solo nuove forme di disordine”. Ma con coraggio, consapevolezza e dialogo, possiamo ancora scegliere da che parte della storia stare.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.