Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
Gli allievi della fondazione depongono la corona ai caduti durante la commemorazione del 23 agosto.
Una partecipazione intensa, solenne e profondamente sentita ha caratterizzato la presenza della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca alle manifestazioni commemorative organizzate nel Comune di Carsoli, alle quali la Fondazione ha preso parte al fianco di Uniarma e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Il momento centrale della cerimonia è stato rappresentato dalla deposizione di una corona in memoria dei Caduti, portata con compostezza e orgoglio dagli allievi della Fondazione. Il loro ingresso ha richiamato immediatamente l’attenzione dei cittadini presenti: giovani ordinati, consapevoli del significato del gesto che erano chiamati a compiere e capaci di manifestare, attraverso il comportamento e il silenzio, un autentico rispetto per coloro che hanno sacrificato la propria vita al servizio dello Stato, delle istituzioni e della collettività.
Accanto agli allievi era presente la bandiera della Fondazione, rappresentativa del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare, portata con la dignità riservata ai simboli che racchiudono identità, appartenenza e responsabilità. La sua presenza ha offerto un’immagine particolarmente significativa: da una parte il dovere della memoria, dall’altra la ricerca scientifica rivolta al futuro, alla sicurezza, alla protezione della vita umana e allo sviluppo di nuove competenze al servizio del Paese.
La partecipazione della Fondazione non ha avuto, infatti, un valore puramente formale. Essa ha voluto esprimere concretamente la vicinanza dell’istituzione e dei suoi giovani alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine, alle associazioni d’Arma e a tutte le persone che continuano a custodire e trasmettere i valori del servizio, della disciplina, della lealtà e del senso dello Stato.
Particolarmente significativo è stato il cammino degli allievi verso il monumento ai Caduti. La corona, sostenuta con attenzione e rispetto, è diventata il simbolo di un passaggio ideale tra le generazioni. I giovani della Fondazione non hanno soltanto accompagnato un omaggio floreale: hanno assunto pubblicamente l’impegno morale di conoscere la storia, conservarne la memoria e trasformarla in responsabilità quotidiana.
Durante la deposizione, il raccoglimento dei presenti ha conferito alla cerimonia una forza autentica. Per alcuni istanti, il silenzio ha unito rappresentanti delle associazioni, cittadini, famiglie, giovani e persone anziane in un sentimento comune di gratitudine. È proprio in questi momenti che una comunità riscopre le proprie radici e comprende quanto il ricordo dei Caduti non appartenga soltanto al passato, ma continui a parlare al presente.
La presenza congiunta di Uniarma, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e della Fondazione ha rappresentato un’immagine concreta di collaborazione tra esperienza, memoria e nuove generazioni. Da un lato, uomini e donne che hanno servito o continuano a rappresentare le istituzioni e i valori dell’Arma; dall’altro, giovani impegnati in percorsi di formazione avanzata, ricerca scientifica e crescita personale. Insieme, hanno mostrato come l’innovazione non debba mai allontanarsi dalla storia e come la tecnologia possa trovare il proprio significato più alto quando viene posta al servizio della persona e della comunità.
Il Reparto di Studio di Bioinformatica Militare della Fondazione nasce proprio all’interno di questa visione. Lo studio delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale, dell’analisi dei dati biologici e delle loro possibili applicazioni in ambito sanitario, operativo e di sicurezza richiede una preparazione scientifica rigorosa, ma anche una solida formazione etica. La bandiera presente a Carsoli ha quindi rappresentato non soltanto un settore di ricerca, ma l’impegno a formare persone capaci di utilizzare la conoscenza con equilibrio, prudenza e senso di responsabilità.
Numerosi cittadini hanno osservato con attenzione il passaggio degli allievi e la presenza della bandiera. Molti hanno manifestato apprezzamento per il contegno dei giovani, per la loro partecipazione composta e per la capacità della Fondazione di affiancare alla ricerca e alla formazione una presenza concreta nella vita delle comunità.
Tra il pubblico, il sentimento più diffuso poteva essere riassunto in parole semplici ma molto significative: «È bello vedere giovani così rispettosi partecipare a una cerimonia dedicata ai Caduti». Altri presenti hanno evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: «Questi momenti fanno comprendere ai ragazzi che la libertà e la sicurezza non devono mai essere date per scontate».
Particolare curiosità e interesse ha suscitato anche la bandiera del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare. Alcuni cittadini si sono avvicinati per chiedere informazioni sulle attività formative e scientifiche della Fondazione, riconoscendo nella presenza del reparto un segnale di apertura verso discipline innovative e strategiche. Una delle impressioni espresse tra i presenti è stata: «Vedere insieme la memoria dei Caduti e un reparto dedicato alla ricerca scientifica fa capire che il futuro deve essere costruito senza dimenticare chi ci ha preceduto».
Non è mancato l’apprezzamento per la compostezza degli allievi durante tutte le fasi della manifestazione. «Sono ragazzi educati, preparati e consapevoli del luogo in cui si trovano», è stata una delle considerazioni ascoltate tra le persone che assistevano alla cerimonia. Un’altra voce ha sottolineato: «La corona portata dai giovani assume un significato ancora più forte, perché rappresenta la continuità della memoria».
Le persone più anziane hanno osservato il gruppo con particolare partecipazione. Per molti di loro, la presenza delle nuove generazioni davanti al monumento ai Caduti ha rappresentato una rassicurazione: la dimostrazione che i valori della riconoscenza, del servizio e dell’amore per il Paese possono ancora essere trasmessi. «Finché i giovani saranno presenti in occasioni come questa, il sacrificio dei Caduti non verrà dimenticato», è stata una frase capace di esprimere l’emozione di quella giornata.
Anche le famiglie presenti hanno accolto positivamente il messaggio educativo della cerimonia. La partecipazione degli allievi ha dimostrato che la formazione non può limitarsi alle competenze tecniche o professionali. Educare significa anche insegnare il rispetto dei simboli, delle istituzioni e della storia nazionale, offrendo ai giovani occasioni nelle quali possano sentirsi parte di una comunità più grande.
La Fondazione considera questo aspetto essenziale nel proprio percorso formativo. Un giovane ricercatore, tecnico o professionista non deve essere soltanto competente nella propria disciplina, ma deve comprendere le conseguenze sociali delle proprie azioni e il valore del servizio. La bioinformatica, l’intelligenza artificiale e le tecnologie applicate alla sicurezza possono produrre risultati straordinari, ma devono essere accompagnate da una cultura della responsabilità, della legalità e della tutela della dignità umana.
La manifestazione di Carsoli ha permesso di rendere visibile questa impostazione. La bandiera del reparto scientifico non è apparsa come un elemento distante dal significato della commemorazione, ma come la testimonianza di un impegno che prosegue attraverso strumenti nuovi. I Caduti vengono onorati non soltanto con il ricordo, ma anche costruendo istituzioni, competenze e comunità capaci di proteggere la pace, la sicurezza e la libertà conquistate grazie al loro sacrificio.
L’incontro con Uniarma e con l’Associazione Nazionale Carabinieri ha inoltre rafforzato un sentimento di vicinanza fondato su valori condivisi. La collaborazione tra associazioni d’Arma, realtà formative e istituzioni di ricerca può contribuire a creare nuove opportunità di dialogo, divulgazione e formazione, specialmente per i giovani che desiderano comprendere più profondamente il significato del servizio pubblico.
Per gli allievi della Fondazione, la partecipazione ha rappresentato un’esperienza di grande valore. Portare la corona, accompagnare la bandiera e prendere parte al raccoglimento non sono stati gesti marginali, ma momenti di crescita. Ogni allievo ha avuto la possibilità di comprendere che rappresentare una Fondazione significa assumersi una responsabilità anche nei confronti delle comunità, delle istituzioni e dei simboli che costituiscono il patrimonio morale del Paese.
Al termine della cerimonia, l’atmosfera era quella di una comunità che aveva vissuto un momento autentico. I sorrisi, le strette di mano, le parole di incoraggiamento rivolte ai ragazzi e le richieste di informazioni sulle attività della Fondazione hanno confermato il favore con cui la partecipazione è stata accolta. Molti cittadini hanno espresso il desiderio che iniziative di questo genere possano ripetersi, coinvolgendo sempre più giovani e creando ulteriori occasioni di incontro tra il mondo della ricerca, le associazioni d’Arma e il territorio.
«La vostra presenza ha dato alla cerimonia un’immagine giovane e piena di speranza», ha sintetizzato una delle persone presenti. Una frase semplice, ma capace di racchiudere il senso più profondo della giornata: ricordare chi ha donato la propria vita e, nello stesso tempo, affidare alle nuove generazioni il compito di custodire ciò che è stato conquistato.
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca torna da Carsoli con un sentimento di profonda gratitudine. Gratitudine verso il Comune e gli organizzatori, verso Uniarma, verso l’Associazione Nazionale Carabinieri, verso i cittadini che hanno accolto con calore gli allievi e verso tutti coloro che continuano a mantenere vivo il ricordo dei Caduti.
La corona deposta rappresenta un omaggio, ma anche una promessa. La promessa di non dimenticare, di continuare a educare i giovani al rispetto delle istituzioni e di orientare la ricerca scientifica verso il bene comune. La presenza della bandiera del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare ha reso questa promessa ancora più evidente: la memoria guida la ricerca, la storia dà significato all’innovazione e il futuro diventa realmente possibile soltanto quando viene costruito con responsabilità, disciplina e spirito di servizio.
Gli allievi della fondazione depongono la corona ai caduti durante la commemorazione del 23 agosto.
Una partecipazione intensa, solenne e profondamente sentita ha caratterizzato la presenza della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca alle manifestazioni commemorative organizzate nel Comune di Carsoli, alle quali la Fondazione ha preso parte al fianco di Uniarma e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Il momento centrale della cerimonia è stato rappresentato dalla deposizione di una corona in memoria dei Caduti, portata con compostezza e orgoglio dagli allievi della Fondazione. Il loro ingresso ha richiamato immediatamente l’attenzione dei cittadini presenti: giovani ordinati, consapevoli del significato del gesto che erano chiamati a compiere e capaci di manifestare, attraverso il comportamento e il silenzio, un autentico rispetto per coloro che hanno sacrificato la propria vita al servizio dello Stato, delle istituzioni e della collettività.
Accanto agli allievi era presente la bandiera della Fondazione, rappresentativa del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare, portata con la dignità riservata ai simboli che racchiudono identità, appartenenza e responsabilità. La sua presenza ha offerto un’immagine particolarmente significativa: da una parte il dovere della memoria, dall’altra la ricerca scientifica rivolta al futuro, alla sicurezza, alla protezione della vita umana e allo sviluppo di nuove competenze al servizio del Paese.
La partecipazione della Fondazione non ha avuto, infatti, un valore puramente formale. Essa ha voluto esprimere concretamente la vicinanza dell’istituzione e dei suoi giovani alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine, alle associazioni d’Arma e a tutte le persone che continuano a custodire e trasmettere i valori del servizio, della disciplina, della lealtà e del senso dello Stato.
Particolarmente significativo è stato il cammino degli allievi verso il monumento ai Caduti. La corona, sostenuta con attenzione e rispetto, è diventata il simbolo di un passaggio ideale tra le generazioni. I giovani della Fondazione non hanno soltanto accompagnato un omaggio floreale: hanno assunto pubblicamente l’impegno morale di conoscere la storia, conservarne la memoria e trasformarla in responsabilità quotidiana.
Durante la deposizione, il raccoglimento dei presenti ha conferito alla cerimonia una forza autentica. Per alcuni istanti, il silenzio ha unito rappresentanti delle associazioni, cittadini, famiglie, giovani e persone anziane in un sentimento comune di gratitudine. È proprio in questi momenti che una comunità riscopre le proprie radici e comprende quanto il ricordo dei Caduti non appartenga soltanto al passato, ma continui a parlare al presente.
La presenza congiunta di Uniarma, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e della Fondazione ha rappresentato un’immagine concreta di collaborazione tra esperienza, memoria e nuove generazioni. Da un lato, uomini e donne che hanno servito o continuano a rappresentare le istituzioni e i valori dell’Arma; dall’altro, giovani impegnati in percorsi di formazione avanzata, ricerca scientifica e crescita personale. Insieme, hanno mostrato come l’innovazione non debba mai allontanarsi dalla storia e come la tecnologia possa trovare il proprio significato più alto quando viene posta al servizio della persona e della comunità.
Il Reparto di Studio di Bioinformatica Militare della Fondazione nasce proprio all’interno di questa visione. Lo studio delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale, dell’analisi dei dati biologici e delle loro possibili applicazioni in ambito sanitario, operativo e di sicurezza richiede una preparazione scientifica rigorosa, ma anche una solida formazione etica. La bandiera presente a Carsoli ha quindi rappresentato non soltanto un settore di ricerca, ma l’impegno a formare persone capaci di utilizzare la conoscenza con equilibrio, prudenza e senso di responsabilità.
Numerosi cittadini hanno osservato con attenzione il passaggio degli allievi e la presenza della bandiera. Molti hanno manifestato apprezzamento per il contegno dei giovani, per la loro partecipazione composta e per la capacità della Fondazione di affiancare alla ricerca e alla formazione una presenza concreta nella vita delle comunità.
Tra il pubblico, il sentimento più diffuso poteva essere riassunto in parole semplici ma molto significative: «È bello vedere giovani così rispettosi partecipare a una cerimonia dedicata ai Caduti». Altri presenti hanno evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: «Questi momenti fanno comprendere ai ragazzi che la libertà e la sicurezza non devono mai essere date per scontate».
Particolare curiosità e interesse ha suscitato anche la bandiera del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare. Alcuni cittadini si sono avvicinati per chiedere informazioni sulle attività formative e scientifiche della Fondazione, riconoscendo nella presenza del reparto un segnale di apertura verso discipline innovative e strategiche. Una delle impressioni espresse tra i presenti è stata: «Vedere insieme la memoria dei Caduti e un reparto dedicato alla ricerca scientifica fa capire che il futuro deve essere costruito senza dimenticare chi ci ha preceduto».
Non è mancato l’apprezzamento per la compostezza degli allievi durante tutte le fasi della manifestazione. «Sono ragazzi educati, preparati e consapevoli del luogo in cui si trovano», è stata una delle considerazioni ascoltate tra le persone che assistevano alla cerimonia. Un’altra voce ha sottolineato: «La corona portata dai giovani assume un significato ancora più forte, perché rappresenta la continuità della memoria».
Le persone più anziane hanno osservato il gruppo con particolare partecipazione. Per molti di loro, la presenza delle nuove generazioni davanti al monumento ai Caduti ha rappresentato una rassicurazione: la dimostrazione che i valori della riconoscenza, del servizio e dell’amore per il Paese possono ancora essere trasmessi. «Finché i giovani saranno presenti in occasioni come questa, il sacrificio dei Caduti non verrà dimenticato», è stata una frase capace di esprimere l’emozione di quella giornata.
Anche le famiglie presenti hanno accolto positivamente il messaggio educativo della cerimonia. La partecipazione degli allievi ha dimostrato che la formazione non può limitarsi alle competenze tecniche o professionali. Educare significa anche insegnare il rispetto dei simboli, delle istituzioni e della storia nazionale, offrendo ai giovani occasioni nelle quali possano sentirsi parte di una comunità più grande.
La Fondazione considera questo aspetto essenziale nel proprio percorso formativo. Un giovane ricercatore, tecnico o professionista non deve essere soltanto competente nella propria disciplina, ma deve comprendere le conseguenze sociali delle proprie azioni e il valore del servizio. La bioinformatica, l’intelligenza artificiale e le tecnologie applicate alla sicurezza possono produrre risultati straordinari, ma devono essere accompagnate da una cultura della responsabilità, della legalità e della tutela della dignità umana.
La manifestazione di Carsoli ha permesso di rendere visibile questa impostazione. La bandiera del reparto scientifico non è apparsa come un elemento distante dal significato della commemorazione, ma come la testimonianza di un impegno che prosegue attraverso strumenti nuovi. I Caduti vengono onorati non soltanto con il ricordo, ma anche costruendo istituzioni, competenze e comunità capaci di proteggere la pace, la sicurezza e la libertà conquistate grazie al loro sacrificio.
L’incontro con Uniarma e con l’Associazione Nazionale Carabinieri ha inoltre rafforzato un sentimento di vicinanza fondato su valori condivisi. La collaborazione tra associazioni d’Arma, realtà formative e istituzioni di ricerca può contribuire a creare nuove opportunità di dialogo, divulgazione e formazione, specialmente per i giovani che desiderano comprendere più profondamente il significato del servizio pubblico.
Per gli allievi della Fondazione, la partecipazione ha rappresentato un’esperienza di grande valore. Portare la corona, accompagnare la bandiera e prendere parte al raccoglimento non sono stati gesti marginali, ma momenti di crescita. Ogni allievo ha avuto la possibilità di comprendere che rappresentare una Fondazione significa assumersi una responsabilità anche nei confronti delle comunità, delle istituzioni e dei simboli che costituiscono il patrimonio morale del Paese.
Al termine della cerimonia, l’atmosfera era quella di una comunità che aveva vissuto un momento autentico. I sorrisi, le strette di mano, le parole di incoraggiamento rivolte ai ragazzi e le richieste di informazioni sulle attività della Fondazione hanno confermato il favore con cui la partecipazione è stata accolta. Molti cittadini hanno espresso il desiderio che iniziative di questo genere possano ripetersi, coinvolgendo sempre più giovani e creando ulteriori occasioni di incontro tra il mondo della ricerca, le associazioni d’Arma e il territorio.
«La vostra presenza ha dato alla cerimonia un’immagine giovane e piena di speranza», ha sintetizzato una delle persone presenti. Una frase semplice, ma capace di racchiudere il senso più profondo della giornata: ricordare chi ha donato la propria vita e, nello stesso tempo, affidare alle nuove generazioni il compito di custodire ciò che è stato conquistato.
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca torna da Carsoli con un sentimento di profonda gratitudine. Gratitudine verso il Comune e gli organizzatori, verso Uniarma, verso l’Associazione Nazionale Carabinieri, verso i cittadini che hanno accolto con calore gli allievi e verso tutti coloro che continuano a mantenere vivo il ricordo dei Caduti.
La corona deposta rappresenta un omaggio, ma anche una promessa. La promessa di non dimenticare, di continuare a educare i giovani al rispetto delle istituzioni e di orientare la ricerca scientifica verso il bene comune. La presenza della bandiera del Reparto di Studio di Bioinformatica Militare ha reso questa promessa ancora più evidente: la memoria guida la ricerca, la storia dà significato all’innovazione e il futuro diventa realmente possibile soltanto quando viene costruito con responsabilità, disciplina e spirito di servizio.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.