Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.
All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.
Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.
La Fondazione compie un salto di qualità e si sviluppa ulteriormente divenedo il primo HUB in Italia ad unire addestramento BRIA e studi universitari: da luogo di sperimentazione e ricerca diventa learning hub universitario capace di integrare, in un unico ecosistema, docenze accademiche, metodologie BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), laboratori su casi reali e relazione quotidiana con le imprese. Grazie a tre convenzioni con atenei telematici, i nostri allievi possono conseguire la laurea triennale in Informatica, Cybersecurity e Intelligenza Artificiale rimanendo dentro la Fondazione, seguendo lezioni direttamente nelle nostre strutture e lavorando su progetti che nascono da bisogni concreti di cittadini, territori e aziende. Non offriamo un semplice “centro d’esame”: proponiamo un percorso universitario pienamente vissuto, dove la teoria è continuamente verificata nel fare.
Questa integrazione nasce da un dato evidente: la domanda di competenze digitali avanzate cresce più velocemente della capacità dei sistemi formativi tradizionali di produrle. Nel nostro modello, università e laboratorio convivono: i CFU si conquistano mentre si prototipano soluzioni, si sperimentano pipeline dati, si addestrano modelli, si versionano asset, si documentano metriche e impatti. Gli allievi arrivano già formati nel modello BRIA e quindi estremamente preparati: hanno familiarità con ambienti immersivi, processi di issue tracking e peer review, standard di sicurezza e privacy, e sono abituati a lavorare su dataset e scenari reali (sanità digitale, industria 4.0, smart building, GIS e digital twins, telemonitoraggio). Questo background consente tempi di apprendimento ridotti, una maturità progettuale superiore e risultati che parlano la lingua del mercato.
Dal punto di vista dei contenuti, l’indirizzo in Informatica consolida algoritmi, strutture dati, sistemi e reti, per poi verticalizzare su software engineering, data systems e computazione distribuita, pilastri necessari per costruire applicazioni affidabili e scalabili. Il percorso in Cybersecurity copre crittografia applicata, sicurezza delle reti, governance e compliance, con attenzione a threat modeling e secure coding come pratiche quotidiane e misurabili. L’asse di Intelligenza Artificiale affronta machine learning e deep learning, include i paradigmi dell’AI generativa, introduce MLOps per portare i modelli in produzione, e insiste su AI responsabile e spiegabilità, perché la qualità tecnica conta quanto la trasparenza e la sicurezza. Ogni asse viene rinforzato dai moduli BRIA e da progetti con commit cadenzati, revisioni strutturate e rilascio di prototipi: l’obiettivo non è solo “sapere”, ma saper fare e soprattutto saper trasferire tecnologia in contesti reali.
Il valore strategico di questa scelta è duplice. Da un lato, realizziamo occupabilità reale: i curricoli sono mappati sulle esigenze delle imprese e sugli standard che usiamo in laboratorio; dall’altro, garantiamo continuità tra aula, laboratorio e impresa, riducendo attriti e tempi morti. Non a caso, la collaborazione con 26 aziende del perimetro Confindustria/Confapi‑Unimatica si è tradotta in fabbisogni immediati: sono stati espressi almeno 142 profili BRIA da inserire nei prossimi cicli. Questo si chiama placement qualificato: accesso a ruoli tecnici e di ricerca stabili, dignitosi e con prospettiva, evitando percorsi precari o sottopagati. Le tecnologie e i processi che insegniamo sono in linea con il mercato dei prossimi anni e coerenti con le principali policy europee su competenze digitali, sicurezza e sostenibilità.
Dal punto di vista delle famiglie, il nostro modello offre un vantaggio economico concreto perché abbassa il costo totale della formazione (TCO). Restando “in Fondazione” si riducono o si azzerano molte spese tipiche dello studente fuori sede: affitto, utenze, trasporti di lungo raggio e duplicazioni di servizi. Aule studio, laboratori attrezzati, device condivisi e connettività già inclusi nell’ecosistema evitano costi accessori (co‑working, licenze individuali, spostamenti continui). Il calendario integrato lezione‑laboratorio limita il tempo improduttivo e consente tirocini e project work in loco, con ulteriore abbattimento del pendolarismo. Sono inoltre previste, ove disponibili, borse di studio, agevolazioni ISEE e piani di pagamento flessibili, per rendere il percorso accessibile e prevedibile nei costi anno per anno. A ciò si aggiunge il risparmio opportunità: l’accelerazione al placement riduce il tempo tra fine studi e primo reddito, mentre minori spostamenti significano anche minore impatto ambientale (coerente con i nostri impegni di sostenibilità).
A presidio della qualità, la Fondazione aderisce ai regolamenti didattici degli atenei e organizza la didattica nel rispetto di privacy e GDPR. Ogni attività è tracciata (registri, presenze, materiali, revisioni), i laboratori rispettano standard su sicurezza e salute, e i progetti sono monitorati con KPI chiari (apprendimento, ricerca, placement, impatto sociale). Un auditing periodico verifica la correttezza dei processi, l’allineamento ai criteri di IA affidabile e cybersecurity by design, e la coerenza con i nostri impegni etici e ambientali, perché l’innovazione deve essere responsabile, sicura e sostenibile.
Il vero vantaggio BRIA è nella formazione delle abitudini professionali. Oltre ai concetti, gli studenti apprendono prassi che rendono i risultati riutilizzabili e valutabili: gestione delle pipeline dati, versionamento del codice, documentazione tecnica rigorosa, prototipazione rapida ma verificabile, uso consapevole degli strumenti di AI generativa, lettura critica delle metriche, attenzione alla governance del dato. In questo contesto, tesi e capstone non sono un addendum teorico: sono artefatti trasferibili in azienda, spesso base per pubblicazioni o per l’evoluzione verso prodotti e servizi. La filiera si chiude con progetti ad impatto pubblico su sanità, scuola, sicurezza, energia e patrimonio, generando valore per i territori e rafforzando il ruolo sociale della tecnologia.
Per gli studenti, questa nuova veste significa un percorso continuo e coeso – lezioni, laboratorio, ricerca – nello stesso ambiente, con tutoraggio a doppia elica (un tutor accademico per la progressione nei piani di studio e un mentor della Fondazione per roadmap, portfolio e inserimento) e strumenti pronti per lavorare “come in azienda”. Per le imprese, significa accedere a una filiera del talento dove le competenze sono osservabili prima dell’assunzione: tesi co‑progettate, prototipi pronti al technology transfer, tempi di inserimento ridotti. Per i territori, significa trattenere competenze, avviare progetti ad alto valore pubblico e creare nuove professionalità in loco.
Le candidature ai percorsi universitari integrati sono aperte. Chi desidera approfondire piani di studio, visitare le sedi o partecipare a una sessione informativa può contattare la Fondazione, lcome anche e imprese e le PA interessate a co‑progettare tesi e capstone, o a definire percorsi di inserimento mirati.
Questa è la nostra promessa: un’università che vive nei laboratori, un laboratorio che parla il linguaggio dell’università, e un ponte stabile verso il lavoro qualificato e l’impatto sociale.
Con tre atenei telematici e il modello BRIA, la Fondazione è un vero learning hub universitario dove si conseguono lauree triennali in Informatica, Cybersecurity e IA senza uscire dai nostri laboratori, ottenendo l’abilitazione BRIA: si diventa bioinformatici e professionisti (uomini e donne) capaci di gestire situazioni critiche e guidare squadre di lavoro, riducendo i costi per le famiglie, assicurando qualità, etica e sostenibilità e accelerando un placement qualificato grazie a una filiera d’impresa già attiva.
Di Aida Maria Stefania Cocchianella
La Fondazione compie un salto di qualità e si sviluppa ulteriormente divenedo il primo HUB in Italia ad unire addestramento BRIA e studi universitari: da luogo di sperimentazione e ricerca diventa learning hub universitario capace di integrare, in un unico ecosistema, docenze accademiche, metodologie BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), laboratori su casi reali e relazione quotidiana con le imprese. Grazie a tre convenzioni con atenei telematici, i nostri allievi possono conseguire la laurea triennale in Informatica, Cybersecurity e Intelligenza Artificiale rimanendo dentro la Fondazione, seguendo lezioni direttamente nelle nostre strutture e lavorando su progetti che nascono da bisogni concreti di cittadini, territori e aziende. Non offriamo un semplice “centro d’esame”: proponiamo un percorso universitario pienamente vissuto, dove la teoria è continuamente verificata nel fare.
Questa integrazione nasce da un dato evidente: la domanda di competenze digitali avanzate cresce più velocemente della capacità dei sistemi formativi tradizionali di produrle. Nel nostro modello, università e laboratorio convivono: i CFU si conquistano mentre si prototipano soluzioni, si sperimentano pipeline dati, si addestrano modelli, si versionano asset, si documentano metriche e impatti. Gli allievi arrivano già formati nel modello BRIA e quindi estremamente preparati: hanno familiarità con ambienti immersivi, processi di issue tracking e peer review, standard di sicurezza e privacy, e sono abituati a lavorare su dataset e scenari reali (sanità digitale, industria 4.0, smart building, GIS e digital twins, telemonitoraggio). Questo background consente tempi di apprendimento ridotti, una maturità progettuale superiore e risultati che parlano la lingua del mercato.
Dal punto di vista dei contenuti, l’indirizzo in Informatica consolida algoritmi, strutture dati, sistemi e reti, per poi verticalizzare su software engineering, data systems e computazione distribuita, pilastri necessari per costruire applicazioni affidabili e scalabili. Il percorso in Cybersecurity copre crittografia applicata, sicurezza delle reti, governance e compliance, con attenzione a threat modeling e secure coding come pratiche quotidiane e misurabili. L’asse di Intelligenza Artificiale affronta machine learning e deep learning, include i paradigmi dell’AI generativa, introduce MLOps per portare i modelli in produzione, e insiste su AI responsabile e spiegabilità, perché la qualità tecnica conta quanto la trasparenza e la sicurezza. Ogni asse viene rinforzato dai moduli BRIA e da progetti con commit cadenzati, revisioni strutturate e rilascio di prototipi: l’obiettivo non è solo “sapere”, ma saper fare e soprattutto saper trasferire tecnologia in contesti reali.
Il valore strategico di questa scelta è duplice. Da un lato, realizziamo occupabilità reale: i curricoli sono mappati sulle esigenze delle imprese e sugli standard che usiamo in laboratorio; dall’altro, garantiamo continuità tra aula, laboratorio e impresa, riducendo attriti e tempi morti. Non a caso, la collaborazione con 26 aziende del perimetro Confindustria/Confapi‑Unimatica si è tradotta in fabbisogni immediati: sono stati espressi almeno 142 profili BRIA da inserire nei prossimi cicli. Questo si chiama placement qualificato: accesso a ruoli tecnici e di ricerca stabili, dignitosi e con prospettiva, evitando percorsi precari o sottopagati. Le tecnologie e i processi che insegniamo sono in linea con il mercato dei prossimi anni e coerenti con le principali policy europee su competenze digitali, sicurezza e sostenibilità.
Dal punto di vista delle famiglie, il nostro modello offre un vantaggio economico concreto perché abbassa il costo totale della formazione (TCO). Restando “in Fondazione” si riducono o si azzerano molte spese tipiche dello studente fuori sede: affitto, utenze, trasporti di lungo raggio e duplicazioni di servizi. Aule studio, laboratori attrezzati, device condivisi e connettività già inclusi nell’ecosistema evitano costi accessori (co‑working, licenze individuali, spostamenti continui). Il calendario integrato lezione‑laboratorio limita il tempo improduttivo e consente tirocini e project work in loco, con ulteriore abbattimento del pendolarismo. Sono inoltre previste, ove disponibili, borse di studio, agevolazioni ISEE e piani di pagamento flessibili, per rendere il percorso accessibile e prevedibile nei costi anno per anno. A ciò si aggiunge il risparmio opportunità: l’accelerazione al placement riduce il tempo tra fine studi e primo reddito, mentre minori spostamenti significano anche minore impatto ambientale (coerente con i nostri impegni di sostenibilità).
A presidio della qualità, la Fondazione aderisce ai regolamenti didattici degli atenei e organizza la didattica nel rispetto di privacy e GDPR. Ogni attività è tracciata (registri, presenze, materiali, revisioni), i laboratori rispettano standard su sicurezza e salute, e i progetti sono monitorati con KPI chiari (apprendimento, ricerca, placement, impatto sociale). Un auditing periodico verifica la correttezza dei processi, l’allineamento ai criteri di IA affidabile e cybersecurity by design, e la coerenza con i nostri impegni etici e ambientali, perché l’innovazione deve essere responsabile, sicura e sostenibile.
Il vero vantaggio BRIA è nella formazione delle abitudini professionali. Oltre ai concetti, gli studenti apprendono prassi che rendono i risultati riutilizzabili e valutabili: gestione delle pipeline dati, versionamento del codice, documentazione tecnica rigorosa, prototipazione rapida ma verificabile, uso consapevole degli strumenti di AI generativa, lettura critica delle metriche, attenzione alla governance del dato. In questo contesto, tesi e capstone non sono un addendum teorico: sono artefatti trasferibili in azienda, spesso base per pubblicazioni o per l’evoluzione verso prodotti e servizi. La filiera si chiude con progetti ad impatto pubblico su sanità, scuola, sicurezza, energia e patrimonio, generando valore per i territori e rafforzando il ruolo sociale della tecnologia.
Per gli studenti, questa nuova veste significa un percorso continuo e coeso – lezioni, laboratorio, ricerca – nello stesso ambiente, con tutoraggio a doppia elica (un tutor accademico per la progressione nei piani di studio e un mentor della Fondazione per roadmap, portfolio e inserimento) e strumenti pronti per lavorare “come in azienda”. Per le imprese, significa accedere a una filiera del talento dove le competenze sono osservabili prima dell’assunzione: tesi co‑progettate, prototipi pronti al technology transfer, tempi di inserimento ridotti. Per i territori, significa trattenere competenze, avviare progetti ad alto valore pubblico e creare nuove professionalità in loco.
Le candidature ai percorsi universitari integrati sono aperte. Chi desidera approfondire piani di studio, visitare le sedi o partecipare a una sessione informativa può contattare la Fondazione, lcome anche e imprese e le PA interessate a co‑progettare tesi e capstone, o a definire percorsi di inserimento mirati.
Questa è la nostra promessa: un’università che vive nei laboratori, un laboratorio che parla il linguaggio dell’università, e un ponte stabile verso il lavoro qualificato e l’impatto sociale.
Con tre atenei telematici e il modello BRIA, la Fondazione è un vero learning hub universitario dove si conseguono lauree triennali in Informatica, Cybersecurity e IA senza uscire dai nostri laboratori, ottenendo l’abilitazione BRIA: si diventa bioinformatici e professionisti (uomini e donne) capaci di gestire situazioni critiche e guidare squadre di lavoro, riducendo i costi per le famiglie, assicurando qualità, etica e sostenibilità e accelerando un placement qualificato grazie a una filiera d’impresa già attiva.
Modello di vita, studio e servizio nella Fondazione
Definizione e visione
La comunità educativa è un ecosistema residenziale e laboratoriale che integra vita, studio e responsabilità. Non è solo un luogo, ma un progetto intenzionale di crescita umana e professionale fondato su fraternità, disciplina morale, rispetto e cooperazione.
FraternitàDisciplinaServizioTecnologie BRIA
Valori e ispirazione
Principi francescani di sobrietà e solidarietà, dignità della persona e diritto allo studio. La tecnologia è umanizzata per formare persone libere, competenti e responsabili.
Umano al centro
Norme di riferimento
Codice Civile (artt. 14–42 c.c.)
Consente alle fondazioni di perseguire scopi educativi e gestire strutture come convitti, campus e studentati in coerenza con lo scopo statutario.
D.Lgs. 117/2017 — Codice del Terzo Settore
Artt. 5–6: attività di interesse generale educative e formative
Comprendono istruzione, formazione professionale e percorsi comunitari di crescita personale, anche in forma residenziale.; art. 55: co-programmazione e co-progettazione con PA.
Legge 328/2000 — Sistema integrato di interventi sociali
Riconosce le comunità educative come strumenti di inclusione e prevenzione della dispersione, nel quadro del principio di sussidiarietà.
D.P.R. 616/1977
Attribuisce alle Regioni competenze su riconoscimento e sostegno a strutture educative private con finalità pubbliche e sociali.
Convenzione ONU Diritti del Fanciullo
Artt. 29 e 31: diritto ad un’educazione che sviluppi pienamente la personalità e i talenti in contesti che promuovano dignità e solidarietà.
Compliance trasversale
GDPR (UE 2016/679) per protezione dati; D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza degli ambienti comunitari.
Struttura organizzativa
Direttore / Coordinatore Responsabile della disciplina, del regolamento e della gestione quotidiana.
Tutor e Formatori BRIA Guidano l’apprendimento tecnico e comportamentale; monitoraggio del percorso.
Educatori civici Custodi di fraternità, rispetto, inclusione, legalità e servizio alla comunità.
Cadetti Residenti o non residenti, selezionati e vincolati al giuramento e al regolamento interno.
Percorso tipo
Orientamento (3 mesi)
Accoglienza, studio del regolamento, fraternità, alfabetizzazione BRIA, sicurezza e privacy.
Addestramento (15 mesi)
Laboratori BRIA, project work, tirocinio interno, vita comunitaria assistita.
Studio accademico (fino a 36 mesi)
Laurea triennale in sincronia con l’addestramento: cybersecurity, informatica, IA.
Regolamento e responsabilità
Diritti e doveri, criteri di ammissione e permanenza.
Convivenza, turnazioni di servizio, decoro degli spazi comuni.
Salute, sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e protezione dati (GDPR).
Finalità
Personale e civica: responsabilità, appartenenza, autonomia e spirito critico.
Inclusione e dignità: vitto/alloggio solidale, supporto psicopedagogico, accesso equo.
Riconoscimento e vigilanza
Comunicazione ad autorità competenti (Regione, Comune, Prefettura) con regolamento, piano educativo e organigramma. Possibile riconoscimento come struttura educativa o ente di formazione accreditato, con co-finanziamento pubblico. Vigilanza su sicurezza, igiene e qualità formativa affidata a organi territoriali e al Consiglio della Fondazione.
Lavoro Integrativo art. 16.2.1 Titolo VII
Nel caso in cui un allievo, cadetto o discente iscritto alla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca si trovi in comprovata condizione di difficoltà economica, tale da non poter sostenere in autonomia le spese di partecipazione al percorso formativo, e tale condizione sia dimostrata ogni oltre ragionevole dubbio, la Fondazione si impegna, compatibilmente con le risorse e le disponibilità locali, ad attivare una procedura di supporto attraverso l’inserimento lavorativo temporaneo.
A tal fine, l’interessato dovrà produrre una lettera formale di richiesta, corredata da una relazione dettagliata, contenente ogni elemento utile alla piena comprensione del contesto economico, sociale e familiare, e ogni documento ritenuto idoneo a comprovare la condizione dichiarata.
Qualora la richiesta venga accolta, la Fondazione potrà stipulare convenzioni operative con attività economiche del territorio circostante alla sede presso cui l’allievo risiede o è in formazione, privilegiando soggetti già aderenti alla rete associativa della Fondazione o che ne condividano valori e finalità.
Non è tuttavia garantito che la Fondazione sia in grado di individuare un’attività lavorativa compatibile con il percorso di studio, in quanto tale possibilità dipende dalle caratteristiche del territorio, dalle disponibilità del momento e dall’equilibrio con gli impegni formativi. L’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente al di fuori degli orari programmati di studio.
Le condizioni di lavoro saranno definite in modo trasparente e condiviso tra il cadetto, l’attività convenzionata e un delegato incaricato dalla Fondazione, che avrà il compito di supervisionare l’accordo e verificarne la regolarità e l’equità. Al socio cadetto sarà comunque richiesta unicamente la quota mensile prevista dal regolamento vigente, che potrà essere oggetto di riduzione o parziale compensazione in base agli accordi.
La Fondazione provvederà a monitorare con continuità l’esperienza lavorativa attivata, verificando l’aderenza ai parametri stabiliti e intervenendo in caso di criticità.
Il rifiuto ingiustificato di due proposte lavorative consecutive compatibili con il percorso formativo sarà motivo valido per l’esclusione dell’allievo dalla Fondazione, fatto salvo il diritto dell’interessato di presentare osservazioni scritte che saranno valutate in via preliminare dal Consiglio di disciplina della Fondazione.
Qualora il socio allievo cadetto decida di interrompere il percorso di studio all’interno della fondazione questo non lo esonera dal pagamento completo della quota qualora mantenga in essere il lavoro procuratogli dalla fondazione, in questo caso l’allievo autorizza sin da ora i datori di lavoro a versare per suo conto sino ad estinzione del debito totale le quote dovute direttamente alla fondazione.
Valori Mantenimento ISEE
La quota di mantenimento è relativa a vitto, alloggio, abbigliamento, attrezzatura di base condivisa, servizi domestici interni, viaggi e trasferte programmate per motivi di studio ed addestramento, partecipazione e fiere e congressi, partecipazione a seminari, materiali didattici, licenze ed accessi ai sistemi informativi e quanto altro descritto nel manuale del percorso.