La piattaforma aperta alla consultazione della Fondazione OLITEC porta sulla mappa oltre 18 mila voci di catalogo e le loro impronte stimate. Energia, CO₂ e acqua diventano una chiave per leggere le infrastrutture del pianeta e le scelte strategiche dell’Italia, nel percorso di ricerca del Teorema di Assisi e della Scala NIC.
Il cloud ha indirizzi, edifici, connessioni elettriche e sistemi di raffreddamento. Dietro una ricerca online, un archivio aziendale o un servizio di intelligenza artificiale lavora un’infrastruttura fisica che impiega risorse e occupa un territorio. Connecto, la nuova piattaforma della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, porta questa realtà dentro un atlante interattivo: un punto di osservazione sulla geografia mondiale dei data center e sulle dimensioni energetiche e ambientali del loro funzionamento.
L’obiettivo indicato dalla Fondazione è collegare la conoscenza degli impianti a una lettura della loro efficienza coerente con la Scala NIC e con il Teorema di Assisi di Massimiliano Nicolini. Per l’Italia, il valore di un simile progetto riguarda la possibilità di comprendere dove si concentra la capacità digitale e quali informazioni servono per governarne lo sviluppo. Il riferimento pubblico di Connecto è connecto.fondazioneolitec.it.
Un atlante mondiale che si può interrogare
Nella consultazione del 31 ottobre 2026, Connecto presenta 18.110 voci di catalogo. Il pannello generale indica 153 paesi e 4.182 denominazioni di operatori. Sono numeri che descrivono l’estensione della raccolta disponibile, senza equivalere a un censimento completo e verificato di tutte le strutture esistenti. La piattaforma rende esplorabile questa base attraverso una mappa con raggruppamenti di punti, viste stradale, satellitare e ibrida, un elenco navigabile e schede dedicate alle singole voci.

La barra di ricerca accetta struttura, operatore, città, paese e indirizzo. I filtri permettono di restringere il campo per paese, operatore e precisione della posizione; gli strumenti di raggio e distanza aiutano a esplorare la prossimità geografica. Il pannello delle statistiche riassume la selezione, mentre un comando CSV offre una funzione di esportazione. L’interesse sta nel passaggio dalla panoramica al caso concreto: lo stesso ambiente consente di osservare una distribuzione mondiale e poi concentrarsi su un territorio o su un impianto.
Anche il significato dei punti è dichiarato. La mappa distingue coordinate originali, collocazioni a livello di città e centroidi di paese o stato. Questi ultimi non identificano l’edificio. Tale distinzione è essenziale quando si ragiona sulla distanza da una rete o da una risorsa: una posizione approssimativa serve all’orientamento, mentre una valutazione localizzativa richiede coordinate confermate. Nelle note, OLITEC attribuisce il dataset a Ringmast4r – Global-Data-Center-Map e ne segnala la natura aperta, incompleta e non verificata sul campo.
Energia acqua ed emissioni entrano nella stessa lettura
Sopra la mappa compaiono tre indicatori: elettricità, CO₂ e acqua. La loro presenza rende immediata una relazione che spesso rimane dispersa fra valutazioni tecniche separate. Per comprendere l’impatto di un servizio digitale occorre considerare sia il funzionamento informatico sia le risorse necessarie a sostenerlo. Le emissioni associate all’elettricità dipendono dal sistema energetico che la produce; il fabbisogno idrico dipende anche dal raffreddamento e dalle condizioni del luogo. La voce CO₂, inoltre, descrive una dimensione climatica e non esaurisce ogni possibile forma di inquinamento.
Connecto presenta questi valori come stime annuali. Le note spiegano che il modello considera elementi quali capacità dichiarata, operatore, stato dell’impianto e clima, e che nessuna scheda del dataset contiene un contatore elettrico. Per l’intero catalogo l’elettricità è calibrata sul riferimento IEA di 415 TWh relativo al 2024; nella schermata acquisita compaiono inoltre 149,1 milioni di tonnellate annue di CO₂ e 225,3 miliardi di litri d’acqua all’anno, prodotti dal modello della piattaforma. Il totale si ricalcola in funzione delle voci selezionate.
L’aggiornamento va letto con la stessa precisione: al caricamento della pagina viene recuperata la fonte, così una revisione del dataset può comparire senza sostituire manualmente un archivio locale. Il ricalcolo interattivo dei filtri e l’aggiornamento del catalogo sono funzioni diverse dalla telemetria continua degli impianti. Connecto offre dunque una consultazione dinamica di informazioni e stime; le schermate esaminate non documentano misure in tempo reale provenienti da tutti i data center del pianeta.
La dimensione della questione emerge anche dalle analisi internazionali più recenti. Nel rapporto Key Questions on Energy and AI, pubblicato nell’aprile 2026, l’Agenzia internazionale dell’energia stima per il 2025 un consumo mondiale dei data center pari a 485 TWh e prospetta circa 950 TWh nel 2030 nello scenario centrale. Questo aggiornamento è distinto dal riferimento 2024 utilizzato da Connecto: anno, perimetro e natura dei numeri devono restare visibili per consentire confronti corretti.
La Scala NIC porta il confronto verso l’efficienza del servizio
Il legame con il Teorema di Assisi riguarda la ricerca OLITEC sul rapporto fra informazione, risorse fisiche e risultato utile. La Scala NIC, proposta da Massimiliano Nicolini, organizza la valutazione su quindici livelli attraverso energia per bit, emissioni per bit e costo per bit. Il criterio invita a osservare quante risorse vengono impiegate rispetto all’informazione trattata, oltre al consumo complessivo di un’infrastruttura. È un’impostazione che può orientare il confronto tra architetture e l’individuazione degli sprechi.
Applicarla richiede dati coerenti su attività informatica, energia, emissioni e costi, con intervalli temporali e confini di misura comparabili. Il consumo d’acqua affianca questo quadro ambientale: non coincide con uno dei tre indicatori NIC descritti dalla Fondazione. L’indirizzo del progetto è rileggere l’atlante anche attraverso tale metodo; nelle schede pubbliche consultate, però, non è visibile un punteggio NIC per impianto. La connessione metodologica non va quindi presentata come una graduatoria già disponibile o come una certificazione attribuita a ogni struttura.
Per l’Italia una base per scegliere dove e come crescere
Applicando il filtro Italia, il catalogo restituisce 254 voci e 93 denominazioni di operatori. La selezione mostra circa 2,6 TWh annui di elettricità, 688.873 tonnellate annue di CO₂ e 1,2 miliardi di litri d’acqua all’anno. Sono gli aggregati del modello sulle voci selezionate, non un bilancio nazionale ufficiale. La loro utilità consiste nel rendere esplorabile il perimetro della raccolta e nel suggerire quali approfondimenti avviare con operatori, amministrazioni e gestori delle reti.

Per la pianificazione territoriale, un atlante può costituire il primo livello di una lettura congiunta delle infrastrutture digitali e delle risorse disponibili. Incrociando localizzazioni verificate con capacità della rete elettrica, disponibilità idrica, collegamenti e destinazioni urbanistiche, le istituzioni potrebbero individuare dove un nuovo insediamento trova condizioni favorevoli e dove richiede interventi aggiuntivi. Queste integrazioni rappresentano possibili impieghi della base informativa, non livelli cartografici già accertati nella piattaforma.
Per l’energia, la questione riguarda il coordinamento fra domanda informatica e infrastrutture che la devono sostenere. Per l’acqua, occorre considerare anche la disponibilità locale e stagionale: lo stesso volume può avere conseguenze diverse in territori differenti. Per le comunità, informazioni leggibili possono migliorare il confronto su progetti, benefici attesi e impegni degli operatori. La decisione resta fondata su dati progettuali e verifiche del sito, ma parte da una conoscenza più ordinata del contesto.
L’Italia potrebbe inoltre usare un atlante di questa portata per osservare la propria posizione rispetto ad altri mercati, individuare lacune informative e orientare la ricerca. Il numero di strutture, da solo, non misura la capacità di calcolo disponibile: servono potenza, dotazioni, carichi e servizi effettivamente erogati. Proprio per questo una mappa interrogabile è utile come punto di partenza di una strategia industriale documentata.
Dalla scheda di un impianto alle domande dei committenti
Aprendo una voce, l’atlante mette insieme operatore, indirizzo, coordinate, qualità della posizione e stime di impronta. La scheda consultata di Arezzo 1 mostra anche una potenza media stimata, un fattore emissivo della rete e un’intensità idrica, oltre alle strutture vicine. È un esempio concreto di come l’interfaccia accompagni dalla localizzazione alla lettura delle variabili che contribuiscono alla stima. I valori visualizzati appartengono al modello di Connecto e non sono presentati come dichiarazioni certificate dell’operatore.

Un’impresa che valuta servizi cloud può usare una consultazione preliminare per formulare richieste più precise al fornitore: quali strutture sostengono il servizio, quali dati energetici sono disponibili, quale parte del consumo viene attribuita al proprio utilizzo e come si documenta l’impronta ambientale. Il confronto commerciale acquista così una dimensione ulteriore rispetto a prezzo, spazio e prestazioni. La posizione geografica resta uno degli elementi da esaminare insieme a continuità operativa, protezione dei dati e condizioni contrattuali.
Per una pubblica amministrazione, lo stesso approccio può aiutare a preparare richieste informative e verifiche tecniche proporzionate al servizio da acquisire. Le stime dell’atlante possono indicare temi da approfondire; per valutare una specifica offerta occorrono evidenze riferite al servizio e al fornitore. Distinguere questi passaggi permette di usare Connecto come strumento di conoscenza e di dialogo, evitando di trasformare automaticamente un valore modellizzato in un giudizio sul singolo operatore.
Università, scuole tecniche e centri di ricerca trovano invece un ambiente nel quale collegare informatica, geografia ed economia delle risorse. La varietà delle posizioni e delle informazioni disponibili offre anche materia di studio sulla qualità dei dati: riconoscere un centroide, controllare una fonte o interpretare correttamente una stima diventa parte della competenza digitale.
Una geografia utile alla sovranità digitale
La sovranità digitale richiede conoscenza delle dipendenze materiali e organizzative dei servizi. Osservare dove sono censite le infrastrutture e quali operatori vi compaiono può aiutare a impostare analisi sulla concentrazione e sulla diversificazione delle forniture. Per ricostruire effettivamente una dipendenza servono poi informazioni ulteriori su proprietà, servizi, contratti, reti e luoghi di trattamento dei dati. Connecto può rendere più accessibile il primo tratto di questa indagine e favorire una discussione pubblica basata su elementi riconoscibili.
La prospettiva incontra un tema già presente nell’agenda europea. La Commissione europea collega lo sviluppo dei data center alla trasparenza su prestazioni energetiche e uso dell’acqua e, nel settembre 2026, ha presentato una proposta di schema comune di valutazione. Il percorso OLITEC resta distinto da quello istituzionale europeo, ma si muove dentro la stessa esigenza generale di rendere confrontabili le informazioni sulle infrastrutture che sostengono la trasformazione digitale.
Il valore pubblico di una piattaforma aperta
L’apertura alla consultazione allarga il numero di persone che possono comprendere questa infrastruttura. Un giornalista può partire dalla mappa per costruire un’inchiesta; un amministratore può preparare un confronto con gli operatori; un ricercatore può individuare dati da verificare e integrare. L’utilità cresce insieme alla qualità della raccolta, alla chiarezza delle ipotesi e alla possibilità di risalire alle fonti. La presenza di avvertenze sulla precisione e sulle stime aiuta il lettore ad attribuire il giusto significato a ciò che vede.
Connecto porta così la ricerca della Fondazione OLITEC dentro una forma consultabile. L’atlante rende visibile la distribuzione delle infrastrutture; il percorso del Teorema di Assisi e della Scala NIC propone di interrogare il rapporto fra informazione utile e risorse impiegate. Il loro collegamento indica una direzione di lavoro concreta: rendere le decisioni sul digitale più consapevoli del territorio, dell’energia e dei costi che le sostengono.
Per il nostro Paese, la prospettiva è poter progettare una crescita digitale informata: attrarre capacità e competenze, chiedere dati attendibili, riconoscere le inefficienze e discutere gli investimenti alla luce delle risorse disponibili. Connecto offre un luogo dal quale iniziare questa lettura. La piattaforma è presentata al pubblico attraverso l’indirizzo connecto.fondazioneolitec.it.
Fonti e riferimenti
Connecto, interfaccia, schede, statistiche e note sui dati; consultazione del 31 ottobre 2026. Riferimento pubblico: https://connecto.fondazioneolitec.it
Dataset attribuito dalla piattaforma a Ringmast4r, Global-Data-Center-Map: https://github.com/Ringmast4r/Global-Data-Center-Map
Fondazione OLITEC, Scala NIC e Il Teorema di Assisi: https://fondazioneolitec.com/scala-nic/ – https://fondazioneolitec.com/il-teorema-di-assisi/
IEA, Key Questions on Energy and AI, 16 aprile 2026: https://www.iea.org/reports/key-questions-on-energy-and-ai
Commissione europea, Energy performance of data centres, sezione Energy Efficiency, consultata il 31 ottobre 2026. I numeri delle schermate descrivono lo stato del catalogo alla consultazione.
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