La collezione di crest della Fondazione OLITEC a Collalto Sabino, in un’elaborazione dell’immagine con illuminazione tricolore

Collalto Sabino accoglie due nuovi crest nella collezione museale della Fondazione OLITEC

Il crest del Comando delle Forze di Supporto al Combattimento e quello dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Vigonza–Villanova di Camposampiero arricchiscono un patrimonio dedicato alle persone che hanno servito, servono e serviranno il Paese.

A Collalto Sabino la collezione museale della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca – OLITEC si arricchisce di due nuovi crest: quello dell’Esercito Italiano riconducibile al Comando delle Forze di Supporto al Combattimento, già COMFOTER di Supporto, e quello dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Vigonza–Villanova di Camposampiero, in provincia di Padova. Due ingressi che aggiungono alla raccolta altrettante testimonianze di appartenenza e offrono l’occasione per ringraziare quanti stanno contribuendo alla sua crescita.

Il significato di questi emblemi si comprende guardando alle persone che rappresentano. Dietro lo scudo di un comando e quello di una sezione associativa ci sono esperienze di servizio, responsabilità assunte, legami tra colleghi e famiglie. Accoglierli nella sede della Fondazione significa dare a queste storie uno spazio nel quale possano essere riconosciute e trasmesse, anche a chi non ha mai indossato un’uniforme.

Il crest dell’Esercito e il valore della responsabilità

Il crest dell’Esercito presenta, su fondo rosso, la figura di Atlante inginocchiato che sostiene il globo. Sulla targhetta si legge «Il Comandante – Gen. C.A. Giovanni GAGLIANO». La composizione corrisponde al distintivo descritto dall’Esercito per il Comando delle Forze di Supporto al Combattimento e porta nella collezione un riferimento riconoscibile alla sua identità.

L’immagine di Atlante offre anche una chiave di lettura immediata per il visitatore: sostenere un peso richiama la responsabilità di un compito e la necessità di poter contare sugli altri. Nella vita militare la preparazione individuale si inserisce nel lavoro di una comunità, nella quale ogni funzione concorre al risultato complessivo. È una dimensione del servizio che spesso resta lontana dall’attenzione pubblica e che un percorso museale può aiutare a comprendere.

La Fondazione rivolge un sentito ringraziamento al Comando e al generale Giovanni Gagliano, il cui nome accompagna l’esemplare, e a quanti ne hanno reso possibile l’ingresso nella raccolta. Questo contributo arricchisce il racconto dell’Esercito custodito a Collalto Sabino e rafforza l’impegno a dare il giusto rilievo alla storia degli uomini e delle donne che ne fanno parte.

Da Vigonza e Villanova di Camposampiero una testimonianza dell’Arma

Il secondo crest reca l’emblema dell’Associazione Nazionale Carabinieri e la denominazione della sezione di Vigonza–Villanova di Camposampiero, Padova. La fiamma, i colori e il nome della sezione rendono visibile il legame tra la tradizione dell’Arma e una precisa comunità territoriale.

La presenza di un’associazione d’Arma nella collezione permette di raccontare ciò che continua dopo il servizio attivo: il rapporto con i colleghi, il ricordo delle esperienze condivise, l’affetto per l’istituzione e la volontà di conservare quel patrimonio umano. Una sezione locale porta con sé anche la storia dei luoghi e delle famiglie che hanno accompagnato quei percorsi.

All’Associazione Nazionale Carabinieri, alla sezione di Vigonza–Villanova di Camposampiero e a tutti i suoi appartenenti va la riconoscenza della Fondazione OLITEC. L’ingresso del loro crest stabilisce un legame di memoria tra il territorio padovano e Collalto Sabino, affidando alla raccolta un segno nel quale potranno riconoscersi persone di generazioni diverse.

Al centro il crest dell’Esercito con Atlante, a destra quello della sezione ANC di Vigonza–Villanova di Camposampiero
Al centro e a destra i due nuovi crest, accanto all’esemplare dei Cacciatori Calabria già presente nella collezione.

Una collezione che cresce attraverso la partecipazione

La Fondazione cresce giorno per giorno anche grazie a questi gesti. Ogni nuovo contributo amplia la rappresentatività della raccolta e permette di accostare storie provenienti da territori, reparti e realtà associative differenti. Nel percorso di Collalto Sabino i due crest si affiancano agli esemplari già accolti, tra i quali quello dello Squadrone Eliportato Carabinieri «Cacciatori Calabria», il cui ingresso è stato raccontato dalla Fondazione nel settembre 2026.

Il progetto museale avviato da OLITEC nasce per raccogliere, conservare e documentare gli emblemi, mantenendoli collegati alla loro provenienza. Una denominazione, una dedica o una targhetta possono offrire il primo elemento per ricostruire un passaggio di servizio, la vicenda di un reparto o l’identità di una comunità. Conservare queste informazioni è parte essenziale della cura dell’oggetto.

La crescita della collezione dipende quindi anche dalla fiducia di chi contribuisce. Affidare un crest alla Fondazione significa permettere che un ricordo esca dalla dimensione privata o circoscritta alla propria comunità e diventi occasione di conoscenza per altre persone. OLITEC accoglie questa fiducia con gratitudine e con la consapevolezza della responsabilità che comporta.

Il ricordo di chi ci ha protetto e il rispetto per chi serve oggi

La dedica ideale di questo patrimonio va agli uomini e alle donne che hanno speso la propria vita per proteggere e difendere gli altri. Comprende chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere, chi porta le conseguenze del servizio e chi ha dedicato anni di lavoro alla sicurezza della collettività, spesso senza che il proprio nome diventasse noto.

Ricordare queste persone significa riconoscere anche ciò che resta dietro le immagini ufficiali: la preparazione, i turni, la lontananza da casa, le decisioni difficili e il sostegno delle famiglie. Sono aspetti che restituiscono una misura umana al servizio e consentono di avvicinarsi alle istituzioni attraverso le vite di chi le rappresenta.

Lo stesso rispetto si rivolge a quanti sono oggi in attività. La collezione intende raccontare una storia che continua, nella quale la memoria di chi ha preceduto accompagna il lavoro di chi assume ogni giorno nuove responsabilità. Il riconoscimento della Fondazione abbraccia entrambe queste dimensioni, senza separare la gratitudine per il passato dall’attenzione al presente.

Un luogo di incontro per le nuove generazioni

Lo sguardo si estende ai giovani che domani sceglieranno di servire il Paese. Conoscere le storie custodite nei crest può aiutarli a comprendere che cosa comportino un impegno pubblico, il rispetto delle regole e la responsabilità verso altre persone. È un messaggio utile anche a chi seguirà una strada civile, professionale o scientifica.

Per una Fondazione impegnata nella ricerca e nella formazione, questa funzione educativa ha un significato particolare. Prepararsi al futuro richiede competenze, ma anche la capacità di riconoscere il valore delle persone e delle esperienze che hanno contribuito a costruire la società nella quale si vive. La collezione può offrire un’occasione concreta per sviluppare questa consapevolezza.

OLITEC vuole fare della propria sede di Collalto Sabino un punto di riferimento sempre più riconoscibile per le persone, per le famiglie e per le comunità che desiderano incontrarsi attorno a una memoria condivisa. I due nuovi crest danno ulteriore forza a questo percorso. Il ringraziamento a chi li ha affidati alla Fondazione si accompagna all’impegno a custodirne il significato, perché chi verrà domani possa conoscere e rispettare chi ha contribuito a proteggerci.

Immagine in evidenza: elaborazione illustrativa della collezione con luce tricolore.

Approfondimenti: il progetto della collezione di Collalto Sabino; il precedente ingresso del crest dei Cacciatori Calabria.


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