I cadetti all’udienza con Papa Leone XIV e poi nei Giardini Vaticani, accolti dalle suore benedettine insieme alla Gendarmeria
Città del Vaticano, 23 settembre 2026. Il nome della Fondazione Olitec pronunciato dal sagrato durante i saluti dell’udienza generale e diffuso in tutta piazza San Pietro. Per i cadetti presenti all’udienza generale con Papa Leone XIV, è questo il momento che dà voce al significato della giornata: ritrovare, in un luogo al quale guarda il mondo, il nome della comunità di cui fanno parte e alla quale dedicano il proprio impegno quotidiano.
I cadetti sono giunti da Rieti, Bergamo, Milano, Roma, Vicenza e Brescia. Sotto il cielo limpido di settembre, davanti alla basilica, i giovani hanno partecipato all’udienza insieme ai loro accompagnatori e alle religiose. La bandiera con lo stemma, tenuta aperta per la fotografia di gruppo e sollevata tra i partecipanti, ha reso visibile quell’appartenenza. Le immagini raccontano una comunità raccolta attorno ai suoi ragazzi, con le uniformi della Fondazione a unirli anche in mezzo alla folla dei pellegrini.

Ad accompagnare i cadetti per tutta la giornata sono state le Suore Missionarie Catechiste di Gesù Redentore: madre Immacolata Lauceri, suor Ivanca e suor Viviana.
Per i cadetti, l’orgoglio di quel momento porta con sé il significato del percorso intrapreso: le giornate di studio, la disciplina dell’addestramento, la fatica di imparare e la scelta di costruire il proprio futuro attraverso competenze da mettere a disposizione degli altri.
La catechesi del Santo Padre ha offerto un motivo ulteriore di riflessione. Proseguendo il cammino dedicato alla costituzione conciliare Gaudium et spes, Leone XIV ha affrontato il senso dell’attività umana nell’universo e il valore del progresso tecnico, sociale e scientifico. Al centro, il contributo che l’opera dell’uomo può dare al miglioramento delle condizioni di vita. Il progresso tecnico, ha ricordato il Pontefice, acquista pieno significato umano quando è orientato dalla carità.
La riflessione richiama una questione centrale nella formazione dei cadetti Olitec: quali benefici possono produrre le competenze tecnologiche e quali responsabilità comporta il loro impiego? Studiare un sistema, sviluppare un’applicazione o imparare a risolvere un problema richiede anche di comprendere chi ne riceverà beneficio e come cambierà la sua vita. In questa prospettiva, la giornata in Vaticano offre una pausa preziosa per interrogarsi sulla direzione del proprio lavoro.
Dopo l’udienza, la visita è proseguita grazie a un invito delle suore benedettine insieme alla Gendarmeria vaticana. Come riferisce la Fondazione, i cadetti hanno potuto accedere a una parte dei Giardini Vaticani non aperta al pubblico e storicamente frequentata dai Pontefici. Un’accoglienza che ha consentito loro di conoscere da vicino luoghi legati alla dimensione più raccolta della vita dei Papi.

Dalla grande piazza il gruppo è passato ai vialetti, alle zone verdi e agli edifici interni, cambiando passo e prospettiva. Nelle fotografie i ragazzi camminano insieme lungo i percorsi dei giardini, si fermano con le religiose, posano davanti a una statua della Madonna. Sono scene semplici, nelle quali la particolarità dei luoghi si accompagna alla naturalezza dell’incontro e al tempo condiviso.
L’invito ha aggiunto alla solennità dell’udienza il valore dell’ospitalità. Per una comunità educativa, essere accolti significa anche fare esperienza concreta dell’attenzione: qualcuno apre uno spazio, accompagna, rende accessibile una storia. Le suore benedettine e la Gendarmeria hanno offerto ai cadetti questa possibilità, rendendo la visita un’occasione di conoscenza e di vicinanza. A loro va il ringraziamento della Fondazione per la disponibilità riservata ai giovani e ai loro accompagnatori. Un ringraziamento speciale va inoltre a suor Jessica, che ha accolto i cadetti al termine delle attività.
Al ritorno, ciascun cadetto porterà con sé un’immagine diversa. Alla Fondazione resta anche un compito condiviso: tradurre l’emozione vissuta in cura del proprio lavoro, rispetto delle persone e disponibilità a essere utili. È nella serietà delle giornate che verranno, nelle aule e nei luoghi dell’addestramento, che quel nome risuonato in piazza San Pietro potrà trovare la sua testimonianza più concreta.
Riferimenti per la catechesi: Santa Sede, udienza generale del 23 settembre 2026; L’Osservatore Romano, 23 settembre 2026.
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