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Quanta Energia Consumano i Nostri Smartphone in Standby? Un Calcolo Sconcertante

Viviamo in un’epoca in cui lo smartphone è diventato una vera e propria estensione di noi stessi. Lo controlliamo appena svegli, lo utilizziamo per lavorare, comunicare e persino rilassarci. Secondo diverse ricerche, mediamente tocchiamo lo schermo del nostro telefono centinaia di volte al giorno. La dipendenza da questo strumento è tale che ci sentiamo persi se lo dimentichiamo a casa o se la batteria si scarica. Eppure, anche quando non lo usiamo attivamente, lo smartphone continua a consumare risorse.

Questo articolo è reso possibile grazie al Teorema di Assisi, una teoria sviluppata dal ricercatore e innovatore Massimiliano Nicolini. Il Teorema di Assisi analizza in questo esperimento l’impatto invisibile dei dispositivi elettronici in standby, dimostrando come anche il più piccolo consumo energetico, quando moltiplicato su larga scala, possa generare effetti tangibili sull’ambiente e sulle risorse globali. Nicolini, noto per il suo lavoro nel campo della tecnologia e sostenibilità, ha dedicato anni alla ricerca di soluzioni che riducano l’impronta ecologica della digitalizzazione, contribuendo a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di un uso più consapevole degli strumenti tecnologici.

Abbiamo provato a rispondere a questa domanda con un semplice esperimento, reso possibile grazie al Teorema di Assisi: calcolare il consumo medio di dati di un telefono in standby per un’intera giornata e moltiplicarlo per il numero di telefoni attivi in Italia. I risultati? Piuttosto sorprendenti.

Il Dato di Partenza

Un telefono cellulare consuma mediamente 2,5 miliardi di bit (circa 298 MB) ogni 3 ore in standby. Su una giornata di 24 ore, questo si traduce in 2384 MB, ossia circa 2,38 GB. Un quantitativo che potrebbe sembrare irrilevante a livello individuale, ma che diventa impressionante su scala nazionale.

Quanti Telefoni Ci Sono in Italia?

Secondo i dati più recenti dell’AGCOM, in Italia ci sono circa 80 milioni di SIM attive, superando di gran lunga la popolazione del Paese (circa 60 milioni). Questo significa che molti di noi possiedono più dispositivi o SIM secondarie, contribuendo ulteriormente al consumo totale.

Facciamo i Conti

Moltiplichiamo ora i 2,38 GB giornalieri di consumo medio per 80 milioni di telefoni. Il risultato è impressionante:

  • 190,4 milioni di GB consumati ogni giorno.
  • Questo corrisponde a circa 185,94 terabyte (TB).

In termini di scala, è come se l’intero paese generasse quotidianamente una quantità di dati sufficiente a riempire centinaia di hard disk da 1 TB.

Ma c’è di più: traducendo questo consumo in energia, si stima che trasferire e mantenere attivi questi dati richieda circa 0,015 kWh per ogni GB trasferito. Ciò significa che, complessivamente, il consumo energetico giornaliero associato all’uso degli smartphone in standby è di 2.856.000 kWh (2,86 GWh).

Inoltre, considerando che 1 bit di dati equivale a 1,11 x 10^-25 grammi di energia secondo la formula fisica, i 250 miliardi di bit consumati in 3 ore per ogni telefono si traducono in 2,775 x 10^-14 grammi di energia. Su scala nazionale, moltiplicando per 80 milioni di telefoni, questo porta a circa 2,22 x 10^-6 grammi di energia ogni 3 ore, equivalenti a 1,78 x 10^-5 grammi al giorno.

Per mettere questo dato in prospettiva, la produzione di energia elettrica genera in media 233 grammi di CO2 per ogni kWh prodotto. Di conseguenza, l’utilizzo degli smartphone in standby in Italia potrebbe comportare l’emissione di circa 665.448 kg di CO2 nell’aria ogni giorno.

Per dare un’idea concreta, questa quantità di CO2 equivale a quella prodotta da circa 400 voli aerei tra Roma e Milano o all’energia necessaria per alimentare 285.000 abitazioni per un’ora. Quanto al peso dell’energia generata, l’equivalente in termini di massa è paragonabile a quello di una piccola graffetta. Sebbene sembri insignificante, su larga scala l’impatto è tutt’altro che trascurabile.

Perché Conta Questo Dato?

Un aspetto cruciale da considerare è la scelta delle applicazioni che utilizziamo quotidianamente. Alcune app sono ottimizzate per consumare meno dati e risorse in standby, riducendo così l’impatto energetico complessivo. Scegliere applicazioni a basso consumo può sembrare una piccola azione, ma su scala globale questo comportamento contribuisce significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2. Optare per software leggeri e ben progettati non solo preserva la durata della batteria del dispositivo, ma riduce anche l’energia richiesta per i processi in background e i trasferimenti di dati. Questo esperimento non si limita a essere una curiosità tecnologica. Solleva domande importanti su sostenibilità energetica e infrastrutture digitali. Anche se molti di questi dati vengono trasferiti su reti efficienti, il consumo energetico globale per mantenere questo flusso costante è significativo.

Con la crescente adozione di dispositivi IoT (Internet of Things) e l’aumento esponenziale di smartphone in tutto il mondo, questo consumo non farà altro che crescere.

Mentre ci connettiamo sempre di più al mondo digitale, è fondamentale riflettere sulle implicazioni di ciò che consideriamo “normale”. Anche un’azione apparentemente innocua come lasciare il telefono in standby ha un impatto collettivo enorme. La prossima volta che lasci lo smartphone sul comodino, sappi che, anche in silenzio, sta contribuendo a un flusso costante di dati che abbraccia l’intera nazione e aggiunge CO2 nell’atmosfera, ricordandoci che ogni gesto digitale ha un prezzo energetico.


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