Da ottobre 2026 la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca avvia tre Osservatori nazionali per trasformare studio, confronto e analisi indipendente in proposte operative per il Paese

Di Redazione

Da ottobre 2026 la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca avvierà un nuovo ciclo di attività istituzionali attraverso la costituzione di tre Osservatori tematici dedicati ad ambiti ritenuti strategici per il futuro del Paese: la crittografia quantistica, il sistema scolastico e formativo TVET, ITS e ITIS, e la proliferazione delle armi di guerra cognitiva.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che alcune trasformazioni tecnologiche, educative e geopolitiche stanno avanzando con una velocità superiore alla capacità ordinaria delle istituzioni di comprenderle, normarle, indirizzarle e governarle. In questo scenario, la Fondazione intende offrire uno spazio stabile di studio, confronto e proposta, capace di riunire competenze scientifiche, tecniche, istituzionali, formative e operative, con l’obiettivo di produrre analisi indipendenti e strumenti concreti a supporto delle decisioni pubbliche.

Gli Osservatori non saranno semplici tavoli di discussione, né luoghi di produzione teorica fine a sé stessa. La loro funzione sarà quella di raccogliere dati, ascoltare esperti, confrontare esperienze, individuare criticità, definire lo stato dell’arte nei rispettivi ambiti di studio e trasformare il lavoro svolto in white paper operativi, contenenti analisi, scenari, raccomandazioni e linee di indirizzo rivolte ai decisori politici, ai dirigenti delle istituzioni, alle Forze Armate, agli apparati dello Stato, agli enti pubblici competenti e all’intero arco parlamentare.

Gli Osservatori vedranno la partecipazione di personalità nazionali di alto livello e di riconosciuto profilo, provenienti dal mondo istituzionale, scientifico, accademico, militare, industriale, formativo e della ricerca applicata. La Fondazione intende costruire luoghi di confronto autorevoli, nei quali competenze diverse possano dialogare senza rigidità formali, senza appartenenze precostituite e senza condizionamenti di parte, con l’unico obiettivo di contribuire alla qualità delle decisioni pubbliche e alla capacità del Paese di affrontare fenomeni complessi con lucidità, metodo e visione strategica.

Tutte le sedute degli Osservatori si svolgeranno secondo la regola di Chatham House, al fine di garantire libertà di espressione, profondità del confronto e riservatezza delle valutazioni personali. I contenuti emersi durante gli incontri potranno essere utilizzati per l’elaborazione delle analisi e dei documenti finali, ma non potranno essere attribuiti nominalmente ai singoli partecipanti, salvo esplicita autorizzazione. Questa impostazione consentirà ai componenti degli Osservatori di intervenire con piena franchezza, favorendo un confronto sostanziale, indipendente e realmente utile alla costruzione dei white paper operativi.

La Fondazione ritiene infatti che il compito di un centro di ricerca non sia soltanto osservare il cambiamento, ma contribuire a renderlo comprensibile, misurabile e governabile. Per questo gli Osservatori saranno strutturati come strumenti di servizio al Paese, fondati su indipendenza di giudizio, rigore metodologico, confronto interdisciplinare e orientamento operativo.


Tre ambiti strategici per il futuro nazionale

Il primo ambito riguarda la crittografia quantistica, tema destinato a incidere profondamente sulla sicurezza delle comunicazioni, sulla protezione delle infrastrutture critiche, sulla tutela dei dati sensibili, sulla sovranità digitale e sulla capacità dello Stato di proteggere informazioni strategiche in un contesto tecnologico in rapida evoluzione.

L’Osservatorio dedicato a questo settore avrà il compito di analizzare lo stato attuale delle tecnologie quantistiche applicate alla sicurezza, valutare i possibili impatti sui sistemi pubblici e privati, individuare rischi emergenti, opportunità industriali, esigenze formative e priorità di investimento. La crittografia quantistica non può essere considerata soltanto una materia specialistica riservata a pochi addetti ai lavori, ma deve diventare parte di una riflessione nazionale più ampia sulla sicurezza, sull’autonomia tecnologica e sulla resilienza delle infrastrutture digitali.

Il secondo ambito riguarda il sistema scolastico e formativo TVET, ITS e ITIS, cioè quella parte del sistema educativo che più direttamente collega formazione, competenze tecniche, innovazione, industria, occupazione e sviluppo territoriale. In un Paese che deve affrontare la transizione digitale, la trasformazione del lavoro, la carenza di profili tecnici qualificati e la necessità di costruire percorsi formativi più aderenti ai bisogni reali dell’economia, il tema della formazione tecnica e professionale assume un valore decisivo.

L’Osservatorio sul sistema TVET, ITS e ITIS lavorerà per analizzare punti di forza, criticità, disallineamenti e potenzialità del sistema italiano, con particolare attenzione al rapporto tra scuola, impresa, territori, nuove tecnologie e inserimento lavorativo. L’obiettivo sarà quello di produrre proposte concrete per rafforzare la qualità dei percorsi, migliorare l’orientamento, valorizzare gli istituti tecnici e professionali, sostenere gli ITS Academy e costruire una visione più integrata della formazione tecnica come leva di crescita nazionale.

Il terzo ambito riguarda la proliferazione delle armi di guerra cognitiva, un tema che impone una riflessione profonda sul modo in cui informazione, disinformazione, manipolazione percettiva, sistemi algoritmici, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, pressione psicologica e operazioni di influenza possono incidere sulla libertà di giudizio delle persone, sulla coesione sociale, sulla fiducia nelle istituzioni e sulla sicurezza democratica.

L’Osservatorio dedicato alle armi cognitive avrà il compito di studiare fenomeni, tecniche, strumenti e scenari nei quali la dimensione mentale, emotiva e informativa diventa terreno di conflitto. La guerra cognitiva non si esaurisce nella propaganda tradizionale, ma coinvolge la capacità di orientare percezioni, paure, comportamenti collettivi, opinioni pubbliche e processi decisionali. Per questo è necessario dotarsi di strumenti di analisi, prevenzione e consapevolezza che consentano alle istituzioni di comprendere tali minacce senza ridurle a semplice comunicazione ostile o a generiche campagne di disinformazione.


Un confronto autorevole, libero e riservato

La qualità degli Osservatori dipenderà dalla qualità delle persone coinvolte e dalla possibilità di creare un ambiente di lavoro serio, riservato e indipendente. Per questa ragione la Fondazione inviterà personalità nazionali di elevato profilo, selezionate per competenza, esperienza, responsabilità pubblica, conoscenza dei sistemi complessi e capacità di contribuire a una riflessione realmente orientata all’interesse generale.

Il metodo di lavoro sarà pensato per favorire un confronto franco, non rituale e non mediatico. Gli Osservatori non nasceranno per produrre dichiarazioni pubbliche estemporanee, ma per costruire analisi solide, verificabili e utilizzabili. La regola di Chatham House consentirà di proteggere la libertà del dibattito, evitando che singole affermazioni vengano estrapolate dal contesto o trasformate in posizionamenti personali. Ciò che verrà valorizzato sarà il contenuto del contributo, non la sua esposizione pubblica.

Questa scelta metodologica è particolarmente importante perché i tre ambiti di lavoro toccano temi sensibili: sicurezza nazionale, tecnologie emergenti, formazione strategica, autonomia del Paese, difesa delle istituzioni democratiche, protezione delle infrastrutture e preparazione delle nuove generazioni. Materie di tale rilevanza richiedono serietà, prudenza, competenza e capacità di distinguere tra analisi tecnica, responsabilità politica e comunicazione pubblica.


Un metodo fondato su analisi indipendente, confronto e responsabilità pubblica

Gli Osservatori saranno organizzati secondo una metodologia comune. Ogni ambito di studio sarà affrontato attraverso incontri periodici, sessioni di approfondimento, audizioni tecniche, raccolta di documentazione, analisi comparate, valutazioni di scenario e confronto tra competenze diverse. La Fondazione intende favorire un dialogo ordinato tra ricercatori, docenti, esperti di settore, rappresentanti istituzionali, operatori pubblici, professionisti, dirigenti, personale tecnico e soggetti impegnati nei rispettivi ambiti di riferimento.

Il primo obiettivo sarà definire con precisione lo stato dell’arte attuale. Prima di proporre soluzioni, è infatti necessario comprendere il livello reale di maturità tecnologica, normativa, organizzativa e culturale dei diversi settori. Troppo spesso il dibattito pubblico corre più veloce della conoscenza effettiva dei fenomeni, generando semplificazioni, allarmismi o entusiasmi privi di adeguato fondamento. Gli Osservatori nasceranno proprio per colmare questo spazio, costruendo una base conoscitiva più solida e condivisibile.

Il secondo obiettivo sarà individuare le criticità e le aree di intervento. Ogni Osservatorio dovrà rispondere ad alcune domande essenziali: quali sono i rischi principali? Quali opportunità non devono essere perdute? Quali competenze mancano? Quali norme risultano insufficienti o superate? Quali infrastrutture devono essere rafforzate? Quali decisioni strategiche devono essere assunte nel breve, medio e lungo periodo?

Il terzo obiettivo sarà produrre un white paper operativo, non un semplice documento descrittivo. Ogni rapporto dovrà contenere una lettura chiara del contesto, una mappatura dei problemi, una valutazione degli scenari possibili e una serie di proposte realistiche, indirizzate a chi ha responsabilità di governo, amministrazione, sicurezza, formazione, ricerca e pianificazione strategica.


White paper per decidere meglio

I white paper elaborati dagli Osservatori saranno pensati come strumenti di lavoro per le istituzioni. La loro finalità non sarà quella di sostituirsi al decisore pubblico, ma di offrire elementi di valutazione indipendenti, ordinati e utilizzabili. Ogni documento dovrà essere comprensibile anche al lettore non specialista, ma sufficientemente rigoroso da poter orientare tavoli tecnici, atti di indirizzo, audizioni parlamentari, programmi istituzionali, piani formativi, strategie di investimento e iniziative normative.

La Fondazione intende rivolgersi in modo trasversale a tutto l’arco parlamentare, nella convinzione che temi come sicurezza tecnologica, formazione tecnica, difesa cognitiva, protezione delle infrastrutture e sviluppo delle competenze nazionali non possano essere confinati entro appartenenze politiche contingenti. Si tratta di questioni di interesse generale, che riguardano la capacità del Paese di prepararsi al futuro, proteggere la propria autonomia e costruire risposte adeguate a trasformazioni già in atto.

Per questa ragione, gli Osservatori avranno una vocazione istituzionale e non partitica. Le analisi saranno prodotte con spirito di servizio, nella consapevolezza che il sapere tecnico e scientifico acquista pieno valore pubblico solo quando riesce a tradursi in orientamento, responsabilità e decisione.


Una Fondazione al servizio del Paese

Con l’avvio degli Osservatori, la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca conferma la propria volontà di operare come luogo di connessione tra ricerca, istituzioni, formazione, sicurezza e innovazione. In un tempo nel quale le sfide diventano sempre più complesse, nessun settore può essere affrontato in modo isolato. La crittografia quantistica richiama il tema della sovranità tecnologica; il sistema TVET, ITS e ITIS richiama la capacità di formare generazioni competenti; la guerra cognitiva richiama la protezione della mente collettiva, della libertà democratica e della tenuta delle istituzioni.

Questi tre ambiti, pur diversi tra loro, condividono una stessa urgenza: impedire che il Paese arrivi impreparato davanti a fenomeni che stanno già modificando il presente. La prevenzione strategica nasce dalla conoscenza, ma la conoscenza deve essere organizzata, verificata, resa accessibile e trasformata in proposte operative.

Da ottobre 2026 gli Osservatori della Fondazione inizieranno quindi un percorso di lavoro aperto, responsabile e orientato al risultato. L’obiettivo è costruire una piattaforma permanente di analisi indipendente, capace di produrre documenti utili, seri e immediatamente spendibili nel confronto istituzionale.

Non si tratta soltanto di osservare ciò che accade. Si tratta di comprendere prima, decidere meglio e contribuire a preparare l’Italia alle sfide che definiranno la sicurezza, la formazione e la sovranità tecnologica dei prossimi anni.


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