Il Forum di Confindustria Romania 2025: “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale”

Il Forum di Confindustria Romania 2025: “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale”
Uno sguardo lucido sul presente per orientarsi nel futuro globale

Il 14 maggio 2025, presso una location di prestigio nel cuore di Bucarest, si è tenuto il Forum di Confindustria Romania 2025, intitolato “IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale”. Un evento di forte intensità intellettuale, promosso e realizzato con l’efficienza e la visione strategica di Confindustria Romania, che ha riunito relatori di spicco per un confronto serrato, ispirato e necessario sui grandi temi del nostro tempo.

Un titolo emblematico – In Between – a sottolineare lo spazio di mezzo, il “frangente” storico in cui ci troviamo: sospesi tra un ordine mondiale ormai scardinato e uno nuovo ancora in fase embrionale, dove il baricentro delle relazioni economiche, militari, culturali e tecnologiche si sta spostando con velocità e ambiguità, creando incertezze ma anche opportunità.

Un parterre di relatori di alto profilo

La qualità degli interventi ha elevato il dibattito su piani che hanno coniugato il rigore dell’analisi geopolitica con l’umanesimo dell’ascolto. A prendere la parola, sotto la sapiente regia del giornalista Claudio Brachino, sono stati:

Alessandro Aresu, uno dei più autorevoli analisti di geopolitica e consigliere strategico per numerose istituzioni italiane, ha delineato un quadro inquieto ma chiarissimo del nuovo scenario globale, sottolineando le fragilità sistemiche dell’Europa, la corsa alla supremazia tecnologica tra Stati Uniti e Cina, e l’emergere di nuovi attori regionali capaci di influenzare equilibri su scala planetaria.

Emilio Cozzi, esperto di spazio e nuove tecnologie, ha aperto una finestra sul “nuovo fronte” delle potenze: quello orbitale. La nuova corsa allo spazio, infatti, è oggi il termometro del potere e della capacità predittiva di una nazione. Cozzi ha evidenziato quanto la capacità di gestire e dominare i dati, i satelliti e le comunicazioni globali sarà decisiva nel definire il nuovo ordine mondiale.

Luca Tagliaretti, attuale vice-direttore dell’Agenzia Europea per la Cybersicurezza (ENISA), ha proposto una lucida riflessione sul ruolo centrale della sovranità digitale in un contesto in cui la cybersicurezza è diventata la nuova difesa nazionale. La sua analisi ha toccato con profondità il tema della vulnerabilità delle infrastrutture critiche e l’urgenza di un’Europa più coesa e autonoma tecnologicamente.

Massimiliano Nicolini, ricercatore e ideatore del paradigma BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), ha portato la sua visione etica e strategica della trasformazione digitale. Il suo intervento, appassionato e radicale, ha messo al centro l’essere umano come misura e fine di ogni progresso. Nicolini ha illustrato come le tecnologie emergenti possano essere strumenti potenti non solo per la crescita economica, ma per la ricostruzione dei legami sociali, l’inclusione, la dignità del lavoro e la difesa delle libertà individuali, specie in contesti post-industriali e fragili.

Tutti gli interventi sono stati coordinati da Claudio Brachino, che con la sua esperienza e sensibilità ha saputo creare una narrazione coerente, rendendo il dibattito accessibile anche al grande pubblico senza mai semplificare eccessivamente.

Il Forum Economico 2025 in corso a Bucarest, con relatori e partecipanti in un dibattito su economia e geopolitica, sullo sfondo del tema 'IN BETWEEN. Economia & Geopolitica – Il nuovo (DIS)ORDINE Mondiale'.

Il senso di un Forum: comprendere per governare

Il cuore del Forum è stato proprio il tentativo – riuscito – di guardare avanti senza perdere il presente, di comprendere le dinamiche profonde che agitano il mondo e che spesso sfuggono ai radar della comunicazione mainstream. Lo scopo non era predire il futuro, ma attrezzarsi per viverlo consapevolmente, dotandosi di strumenti interpretativi e progettuali per attraversare le turbolenze globali.

Si è parlato di ridefinizione delle catene del valore, di nuove alleanze strategiche, della necessità di un’Europa meno periferica, di un Mediterraneo che torna ad essere crocevia di tensioni e speranze. Ma soprattutto si è parlato di responsabilità: quella delle imprese, delle istituzioni e della società civile.

L’eccellente organizzazione e il valore diplomatico

Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie all’impeccabile organizzazione di Confindustria Romania, con un plauso particolare al Presidente Giulio Bertola, figura guida di un’associazione che, ormai da anni, è punto di riferimento per le imprese italiane in Romania e snodo strategico per i rapporti euro-mediterranei.

Ha onorato l’evento anche la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Romania, SE Alfredo Durante Mangoni, la cui partecipazione ha sottolineato il valore diplomatico e istituzionale di un appuntamento che non si è limitato alla dimensione economica, ma ha saputo porsi come momento di riflessione politica e culturale sul futuro dell’Europa e sul posizionamento italiano in un contesto internazionale sempre più complesso.

Tra il disordine e la visione

Il titolo del Forum – “IN BETWEEN” – è risultato quanto mai azzeccato: siamo davvero “in mezzo” a una fase di transizione epocale, in cui il vecchio ordine mondiale si disgrega, mentre il nuovo stenta a trovare regole condivise. In questa intercapedine storica, eventi come quello promosso da Confindustria Romania assumono un valore straordinario: luoghi di pensiero e di dialogo, capaci di orientare, ispirare, connettere.

In un mondo in cui l’attenzione è spesso catturata dalla cronaca del giorno, serve il coraggio di fermarsi a leggere le tendenze profonde. E serve soprattutto la disponibilità ad ascoltare chi, come i relatori del Forum, sa coniugare visione, rigore e passione civile.

Perché guardare avanti con attenzione è il modo migliore per agire con intelligenza nel presente. E perché, come ha ricordato Massimiliano Nicolini nel suo intervento, “la tecnologia, senza un’etica dell’umanità, rischia di produrre solo nuove forme di disordine”. Ma con coraggio, consapevolezza e dialogo, possiamo ancora scegliere da che parte della storia stare.


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