Di Paolo Ardigò
Dalla sicurezza urbana alla mobilità, dal volontariato alla solidarietà: la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca presenta alla comunità le iniziative avanzate e rinnova la propria disponibilità a collaborare con il Comune e con gli enti competenti, dal 2025 presentate sei proposte a totale copertura finanziaria della fondazione.

Non una singola proposta occasionale, ma un programma articolato di interventi costruito nel tempo, rivolto alla sicurezza, alla mobilità, alla cura degli spazi pubblici, alla solidarietà e alla partecipazione dei giovani alla vita della comunità. È questo il quadro delle iniziative che la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca ha presentato al Comune di Collalto Sabino a partire dal maggio 2025.
Le proposte sono diverse per contenuto, dimensione e modalità di realizzazione, ma sono unite da un elemento preciso: la Fondazione non ha chiesto di ricevere risorse per sé, bensì ha messo a disposizione risorse proprie, capacità organizzative, disponibilità dei propri giovani e, in alcuni casi, la possibilità di acquistare o donare direttamente opere e beni destinati al territorio.
A oggi, tuttavia, queste iniziative non si sono ancora trasformate negli interventi e nei servizi per i quali erano state formulate. Sono rimaste, purtroppo, lettera morta: progetti illustrati, disponibilità manifestate, documenti trasmessi e richieste di coordinamento che non hanno ancora condotto all’apertura di un cantiere, all’attivazione di un servizio o alla definizione di un programma operativo condiviso.
La volontà della Fondazione è ora quella di ricostruire pubblicamente il percorso seguito, senza spirito di contrapposizione, affinché la cittadinanza possa conoscere le proposte e comprendere quali opportunità potrebbero ancora essere valutate nell’interesse di Collalto Sabino.
Il passaggio amministrativo più organico risale al 16 luglio 2026, quando la Fondazione ha trasmesso alla Provincia di Rieti, con il Comune di Collalto Sabino formalmente in copia, un’istanza unitaria per coordinare tre iniziative già avanzate in precedenza: la riqualificazione delle ringhiere comunali e della segnaletica stradale, l’istituzione di una fermata COTRAL in Via Roma n. 60 e l’installazione di due lampioni fotovoltaici con una pensilina al bivio tra Collalto Sabino e le direttrici verso Nespolo e Collegiove.
Il documento non aveva natura esplorativa. La Fondazione chiedeva un provvedimento espresso che le consentisse di incaricare professionisti e imprese qualificate, predisporre gli elaborati tecnici necessari e procedere, dopo il rilascio delle autorizzazioni, alla realizzazione delle opere a proprio carico. Al Comune veniva chiesto di partecipare all’istruttoria, esprimere gli assensi di competenza e coordinare gli eventuali atti riguardanti viabilità, patrimonio, segnaletica e circolazione.
La cronologia contenuta nel fascicolo richiama la proposta del 30 settembre 2025 per le ringhiere e la segnaletica, la richiesta del 9 gennaio 2026 per la fermata COTRAL e la proposta del 21 gennaio 2026 per i lampioni fotovoltaici e la pensilina. Dopo l’invio delle comunicazioni si era svolto anche un incontro presso la Provincia di Rieti, durante il quale erano state illustrate le finalità degli interventi e la disponibilità della Fondazione a sostenerne i costi.
L’obiettivo comune era utilizzare risorse private per migliorare la sicurezza stradale, l’accessibilità al trasporto pubblico, la protezione degli utenti e il decoro degli spazi. Gli interventi erano proposti a titolo di donazione, secondo le forme giuridiche e le modalità di acquisizione che gli enti avrebbero ritenuto appropriate. La richiesta, quindi, non riguardava l’erogazione di un finanziamento pubblico, ma gli assensi necessari per impiegare risorse della Fondazione a beneficio della collettività.
La proposta relativa alle ringhiere nasceva dall’osservazione di alcune strutture pubbliche collocate nelle aree panoramiche e lungo le vie del centro, comprese quelle prossime alla Stazione dei Carabinieri.
Il progetto non prevedeva una semplice verniciatura superficiale, ma un intervento completo: sopralluogo, valutazione dello stato di conservazione, messa in sicurezza, eventuale smontaggio, trattamento del ferro, applicazione del fondo protettivo, verniciatura ferromicacea, verifica degli ancoraggi, rimontaggio e collaudo. Era stata prevista anche la possibile integrazione di illuminazione solare a LED lungo il corrimano.
Alla riqualificazione delle ringhiere si aggiungeva la proposta di migliorare la segnaletica per rendere immediatamente individuabili il Municipio, la Stazione dei Carabinieri e il Centro di ricerca. Il progetto perseguiva contemporaneamente finalità di sicurezza, decoro urbano, valorizzazione delle aree panoramiche e maggiore orientamento per residenti e visitatori.
La seconda iniziativa riguardava l’istituzione di una fermata COTRAL in prossimità di Via Roma n. 60.
La richiesta nasceva dalle necessità quotidiane di una struttura frequentata da giovani, studenti, minori, mamme con bambini e altre persone impegnate in percorsi educativi e formativi. La fermata utilizzata si trova a una distanza significativa ed è raggiungibile attraverso un tratto in pendenza, privo di un’area di attesa adeguatamente protetta. La difficoltà aumenta quando occorre trasportare valigie, borse, materiale personale o strumenti destinati alle attività formative.
COTRAL aveva già indicato l’assenza di problematiche di propria competenza, subordinando l’attivazione della fermata alla preventiva autorizzazione dell’ente responsabile. Per agevolare la ricerca della collocazione più sicura e funzionale, la Fondazione aveva messo a disposizione anche uno spazio privato adiacente alla struttura, da disciplinare mediante un atto concordato con il Comune.
Il progetto avrebbe potuto migliorare gli spostamenti non soltanto dei giovani presenti nella Fondazione, ma anche dei residenti, delle famiglie, delle persone anziane e dei visitatori. Una nuova fermata avrebbe richiesto la definizione della posizione, la posa della palina, la segnaletica verticale e orizzontale, la delimitazione dell’area di attesa e gli eventuali provvedimenti sulla sosta e sulla circolazione.
La terza proposta formale interessava il bivio tra Collalto Sabino e le direttrici verso Nespolo e Collegiove, un punto utilizzato per l’attesa del trasporto pubblico e, in determinate circostanze, per i controlli stradali.
L’area presenta durante le ore serali e notturne una condizione di illuminazione ridotta, che può rendere meno leggibile il nodo viario e meno visibili le persone presenti. La Fondazione aveva quindi proposto di acquistare e installare due lampioni fotovoltaici autonomi, dotati di sistema di accumulo, insieme a una pensilina per gli utenti del trasporto pubblico.
La soluzione era pensata come una piccola infrastruttura multifunzionale: illuminazione del bivio, protezione delle persone in attesa, maggiore visibilità durante le attività di controllo e migliore riconoscibilità dell’area. Anche in questo caso, il costo di acquisto delle strutture sarebbe stato sostenuto dalla Fondazione, mentre posizione, fondazioni, distanze dalla carreggiata e caratteristiche tecniche sarebbero state definite con gli uffici competenti.
Prima ancora delle proposte infrastrutturali, il 20 maggio 2025 era stata messa a disposizione del Comune la partecipazione dei ragazzi e dei cadetti della Fondazione ad attività di pubblica utilità.
La disponibilità riguardava iniziative da organizzare sotto il coordinamento dell’amministrazione: supporto alle manifestazioni, collaborazione nelle attività locali, piccoli interventi di cura degli spazi, aiuto alle persone anziane o fragili e altri servizi compatibili con l’età, la formazione e la sicurezza dei partecipanti.
Questa proposta aveva anche un valore educativo. Coinvolgere i giovani nel volontariato civico significa permettere loro di conoscere il territorio, assumere responsabilità, comprendere le necessità delle persone e costruire un rapporto concreto con la comunità. Non soltanto, quindi, forza operativa messa a disposizione del Comune, ma un percorso di cittadinanza attiva.
Nello stesso mese di maggio 2025 era stata avanzata anche la proposta di destinare generi alimentari a persone indigenti, anziane o appartenenti a famiglie in difficoltà.
La Fondazione aveva messo a disposizione beni essenziali come pasta, riso, olio e altri prodotti di prima necessità, da distribuire attraverso modalità organizzate e rispettose della dignità dei destinatari. Anche questa iniziativa non ha trovato una concreta attuazione, ma rimane una disponibilità che potrebbe essere ripresa e inserita in un programma coordinato con i servizi sociali, le associazioni del territorio e gli enti competenti.
Un capitolo particolare riguarda l’ambulanza.
Da tempo la Fondazione discuteva privatamente con membri della Protezione Civile e del Comune della necessità di disporre di un mezzo di questo tipo per il territorio. Da quelle interlocuzioni era nata la disponibilità della Fondazione a sostenere direttamente l’acquisto.
L’impegno non rimase sulla carta: l’ambulanza venne effettivamente acquistata e fatta arrivare a Collalto Sabino. In un momento successivo venne comunicato che non vi era interesse a destinarla al territorio e alla Fondazione fu suggerito di donarla al Comune di Carsoli.
Anche questa esperienza può diventare un punto di partenza per migliorare il coordinamento futuro. Quando un soggetto privato si dichiara disponibile a sostenere un investimento significativo per un servizio di interesse collettivo, è utile definire preventivamente e formalmente la reale necessità del mezzo, l’ente che lo acquisirà, il soggetto che lo gestirà, le autorizzazioni, il personale, la manutenzione, le coperture assicurative e le responsabilità operative.
La disponibilità della Fondazione all’acquisto dell’ambulanza esprime comunque un principio preciso: contribuire non soltanto attraverso idee e progetti, ma anche mediante investimenti concreti quando essi possano rispondere a un bisogno del territorio.
Il quadro complessivo comprende dunque manutenzione urbana, segnaletica, illuminazione, trasporto pubblico, protezione degli utenti, volontariato, solidarietà alimentare e disponibilità di un mezzo destinato all’assistenza.
A oggi queste proposte sono rimaste lettera morta. Non si sono tradotte nelle opere, nei servizi o nei programmi per i quali erano state formulate. Ciò non significa, tuttavia, che debbano essere considerate definitivamente archiviate.
Molte di esse possono ancora essere esaminate, aggiornate e adattate alle indicazioni tecniche degli uffici. La Fondazione ha già dichiarato di disporre delle risorse organizzative ed economiche necessarie e di essere pronta ad affidare gli incarichi una volta ottenuti autorizzazioni, prescrizioni e approvazioni.
La strada proposta è quella di un confronto operativo: individuazione del responsabile del procedimento, verifica delle competenze tra Comune e Provincia, sopralluoghi congiunti, definizione degli elaborati tecnici, chiarimento delle modalità di donazione e presa in consegna, programmazione dei lavori e coordinamento con COTRAL per gli aspetti relativi al trasporto pubblico.
Nell’istanza del luglio 2026 la Fondazione aveva chiesto espressamente un sopralluogo con il Settore Viabilità provinciale, l’Ufficio Tecnico comunale e, per gli aspetti di rispettiva competenza, COTRAL e la Polizia Locale. Lo scopo era validare le posizioni, individuare eventuali criticità e concordare il percorso autorizzativo più rapido.
Erano stati chiesti anche un riscontro espresso, l’indicazione del responsabile del procedimento, l’elenco completo degli adempimenti, una data per il sopralluogo e il coordinamento tra Provincia, Comune e COTRAL.
La pubblicazione della locandina e questo articolo hanno quindi una funzione principalmente informativa: offrire alla cittadinanza una ricostruzione organica delle proposte e mantenere aperta la possibilità di trasformarle in interventi reali.
Non tutte le iniziative potranno necessariamente essere realizzate nella forma originariamente immaginata. Alcune potranno richiedere modifiche tecniche, altre dovranno essere ridimensionate, spostate o inserite in procedimenti differenti. L’elemento essenziale è che possano essere valutate sulla base della loro utilità, della conformità alle norme e della sostenibilità gestionale.
La Fondazione rinnova la disponibilità a mettere a disposizione documentazione, tecnici, risorse economiche e capacità organizzativa. L’obiettivo non è sostituirsi alle istituzioni, ma collaborare con esse affinché le disponibilità private possano essere utilizzate correttamente per produrre benefici pubblici.
Collalto Sabino è un piccolo centro nel quale anche interventi circoscritti possono generare effetti importanti. Una ringhiera riqualificata, una strada meglio illuminata, una fermata più accessibile, un giovane che aiuta una persona anziana, un pacco alimentare consegnato a una famiglia o un mezzo di assistenza correttamente organizzato possono incidere concretamente sulla qualità della vita.
Dopo oltre un anno dalle prime disponibilità, la Fondazione auspica che questo patrimonio di proposte possa uscire dalla condizione di lettera morta ed entrare in una fase nuova: esame tecnico, confronto istituzionale, risposte chiare e, dove possibile, realizzazione.
La posizione rimane propositiva: ripartire dai documenti, incontrarsi sui luoghi interessati, verificare ciò che è fattibile e trasformare le opportunità disponibili in risultati utili per la comunità di Collalto Sabino.
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