Di Aida Maria Stefania Cocchianella
La Fondazione compie un salto di qualità e si sviluppa ulteriormente divenedo il primo HUB in Italia ad unire addestramento BRIA e studi universitari: da luogo di sperimentazione e ricerca diventa learning hub universitario capace di integrare, in un unico ecosistema, docenze accademiche, metodologie BRIA (Bioinformatica, Realtà Immersiva, Intelligenza Artificiale), laboratori su casi reali e relazione quotidiana con le imprese. Grazie a tre convenzioni con atenei telematici, i nostri allievi possono conseguire la laurea triennale in Informatica, Cybersecurity e Intelligenza Artificiale rimanendo dentro la Fondazione, seguendo lezioni direttamente nelle nostre strutture e lavorando su progetti che nascono da bisogni concreti di cittadini, territori e aziende. Non offriamo un semplice “centro d’esame”: proponiamo un percorso universitario pienamente vissuto, dove la teoria è continuamente verificata nel fare.
Questa integrazione nasce da un dato evidente: la domanda di competenze digitali avanzate cresce più velocemente della capacità dei sistemi formativi tradizionali di produrle. Nel nostro modello, università e laboratorio convivono: i CFU si conquistano mentre si prototipano soluzioni, si sperimentano pipeline dati, si addestrano modelli, si versionano asset, si documentano metriche e impatti. Gli allievi arrivano già formati nel modello BRIA e quindi estremamente preparati: hanno familiarità con ambienti immersivi, processi di issue tracking e peer review, standard di sicurezza e privacy, e sono abituati a lavorare su dataset e scenari reali (sanità digitale, industria 4.0, smart building, GIS e digital twins, telemonitoraggio). Questo background consente tempi di apprendimento ridotti, una maturità progettuale superiore e risultati che parlano la lingua del mercato.
Dal punto di vista dei contenuti, l’indirizzo in Informatica consolida algoritmi, strutture dati, sistemi e reti, per poi verticalizzare su software engineering, data systems e computazione distribuita, pilastri necessari per costruire applicazioni affidabili e scalabili. Il percorso in Cybersecurity copre crittografia applicata, sicurezza delle reti, governance e compliance, con attenzione a threat modeling e secure coding come pratiche quotidiane e misurabili. L’asse di Intelligenza Artificiale affronta machine learning e deep learning, include i paradigmi dell’AI generativa, introduce MLOps per portare i modelli in produzione, e insiste su AI responsabile e spiegabilità, perché la qualità tecnica conta quanto la trasparenza e la sicurezza. Ogni asse viene rinforzato dai moduli BRIA e da progetti con commit cadenzati, revisioni strutturate e rilascio di prototipi: l’obiettivo non è solo “sapere”, ma saper fare e soprattutto saper trasferire tecnologia in contesti reali.
Il valore strategico di questa scelta è duplice. Da un lato, realizziamo occupabilità reale: i curricoli sono mappati sulle esigenze delle imprese e sugli standard che usiamo in laboratorio; dall’altro, garantiamo continuità tra aula, laboratorio e impresa, riducendo attriti e tempi morti. Non a caso, la collaborazione con 26 aziende del perimetro Confindustriale italiano si è tradotta in fabbisogni immediati: sono stati espressi almeno 142 profili BRIA da inserire nei prossimi cicli. Questo si chiama placement qualificato: accesso a ruoli tecnici e di ricerca stabili, dignitosi e con prospettiva, evitando percorsi precari o sottopagati. Le tecnologie e i processi che insegniamo sono in linea con il mercato dei prossimi anni e coerenti con le principali policy europee su competenze digitali, sicurezza e sostenibilità.
Dal punto di vista delle famiglie, il nostro modello offre un vantaggio economico concreto perché abbassa il costo totale della formazione (TCO). Restando “in Fondazione” si riducono o si azzerano molte spese tipiche dello studente fuori sede: affitto, utenze, trasporti di lungo raggio e duplicazioni di servizi. Aule studio, laboratori attrezzati, device condivisi e connettività già inclusi nell’ecosistema evitano costi accessori (co‑working, licenze individuali, spostamenti continui). Il calendario integrato lezione‑laboratorio limita il tempo improduttivo e consente tirocini e project work in loco, con ulteriore abbattimento del pendolarismo. Sono inoltre previste, ove disponibili, borse di studio, agevolazioni ISEE e piani di pagamento flessibili, per rendere il percorso accessibile e prevedibile nei costi anno per anno. A ciò si aggiunge il risparmio opportunità: l’accelerazione al placement riduce il tempo tra fine studi e primo reddito, mentre minori spostamenti significano anche minore impatto ambientale (coerente con i nostri impegni di sostenibilità).
A presidio della qualità, la Fondazione aderisce ai regolamenti didattici degli atenei e organizza la didattica nel rispetto di privacy e GDPR. Ogni attività è tracciata (registri, presenze, materiali, revisioni), i laboratori rispettano standard su sicurezza e salute, e i progetti sono monitorati con KPI chiari (apprendimento, ricerca, placement, impatto sociale). Un auditing periodico verifica la correttezza dei processi, l’allineamento ai criteri di IA affidabile e cybersecurity by design, e la coerenza con i nostri impegni etici e ambientali, perché l’innovazione deve essere responsabile, sicura e sostenibile.
Il vero vantaggio BRIA è nella formazione delle abitudini professionali. Oltre ai concetti, gli studenti apprendono prassi che rendono i risultati riutilizzabili e valutabili: gestione delle pipeline dati, versionamento del codice, documentazione tecnica rigorosa, prototipazione rapida ma verificabile, uso consapevole degli strumenti di AI generativa, lettura critica delle metriche, attenzione alla governance del dato. In questo contesto, tesi e capstone non sono un addendum teorico: sono artefatti trasferibili in azienda, spesso base per pubblicazioni o per l’evoluzione verso prodotti e servizi. La filiera si chiude con progetti ad impatto pubblico su sanità, scuola, sicurezza, energia e patrimonio, generando valore per i territori e rafforzando il ruolo sociale della tecnologia.
Per gli studenti, questa nuova veste significa un percorso continuo e coeso – lezioni, laboratorio, ricerca – nello stesso ambiente, con tutoraggio a doppia elica (un tutor accademico per la progressione nei piani di studio e un mentor della Fondazione per roadmap, portfolio e inserimento) e strumenti pronti per lavorare “come in azienda”. Per le imprese, significa accedere a una filiera del talento dove le competenze sono osservabili prima dell’assunzione: tesi co‑progettate, prototipi pronti al technology transfer, tempi di inserimento ridotti. Per i territori, significa trattenere competenze, avviare progetti ad alto valore pubblico e creare nuove professionalità in loco.
Le candidature ai percorsi universitari integrati sono aperte. Chi desidera approfondire piani di studio, visitare le sedi o partecipare a una sessione informativa può contattare la Fondazione, lcome anche e imprese e le PA interessate a co‑progettare tesi e capstone, o a definire percorsi di inserimento mirati.
Questa è la nostra promessa: un’università che vive nei laboratori, un laboratorio che parla il linguaggio dell’università, e un ponte stabile verso il lavoro qualificato e l’impatto sociale.

Con tre atenei telematici e il modello BRIA, la Fondazione è un vero learning hub universitario dove si conseguono lauree triennali in Informatica, Cybersecurity e IA senza uscire dai nostri laboratori, ottenendo l’abilitazione BRIA: si diventa bioinformatici e professionisti (uomini e donne) capaci di gestire situazioni critiche e guidare squadre di lavoro, riducendo i costi per le famiglie, assicurando qualità, etica e sostenibilità e accelerando un placement qualificato grazie a una filiera d’impresa già attiva.
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