Forum

Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.

All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.

Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.

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Realtà immersiva e futuro connesso: il mio punto di vista sull’evoluzione digitale

Di Stefano Amato

Mi chiamo Stefano Amato e sono il titolare di AS Digitale 360, http://www.asdigitale360.com , opero  nel mondo digitale da oltre dieci anni e, più nello specifico, nel settore della realtà immersiva da  circa cinque. Lavoriamo a livello nazionale e, in alcuni casi, anche internazionale, accompagnando  aziende e professionisti nella trasformazione digitale dei loro spazi fisici. Il mio percorso nasce dall’osservazione: ho sempre creduto che la tecnologia, prima ancora di  essere adottata, debba essere compresa. È proprio da questa attitudine che, intorno al 2021, ho  intravisto nella realtà immersiva una nicchia ad alto potenziale, capace di incidere concretamente su  processi decisionali, comunicazione e accessibilità.  

Il cambiamento in atto  

Il mio ambito di riferimento è quello della Realtà Immersiva, una delle componenti chiave delle  tecnologie BRIA (Bioinformatica, Realtà immersiva, Intelligenza artificiale). In AS Digitale 360  realizziamo tour virtuali 3D interattivi che permettono di esplorare ambienti reali in modo fedele  e dettagliato, 24 ore su 24, da qualsiasi dispositivo: computer, smartphone, tablet e persino visori  3D.  
Non si tratta di semplici visite virtuali, ma di vere esperienze immersive: l’utente può orientarsi  nello spazio, ricevere informazioni contestuali su ciò che sta osservando e persino misurare con  precisione oggetti e ambienti in tempo reale.  

Questa tecnologia è oggi utilizzata principalmente da hotel e strutture ricettive, agenzie  immobiliari, showroom, palestre e industrie. Il beneficio principale è evidente: consentire al  potenziale cliente di vivere un luogo prima ancora di raggiungerlo fisicamente. Questo genera  fiducia, riduce le incertezze e rende il processo di vendita o prenotazione più fluido e naturale.  Il vantaggio è ancora più marcato nei confronti di clienti esteri, in particolare provenienti da Stati  Uniti e Regno Unito dove la cultura digitale è più matura. In Italia, invece, persistono ancora  resistenze culturali e una scarsa conoscenza del servizio, ma il trend è chiaro: sempre più attività  vogliono comprendere e sfruttare le opportunità offerte dalla realtà immersiva.  

In questo contesto, la competenza chiave per restare rilevanti non è solo tecnica, ma strategica:  capacità di innovare continuamente e, soprattutto, di comunicare ed educare il cliente finale.  Essere pionieri oggi significa ottenere un vantaggio competitivo difficile da colmare domani.  

Impatto umano e culturale  

Uno degli aspetti che ritengo più rilevanti è l’impatto umano di queste tecnologie. La realtà  immersiva non sostituisce l’esperienza fisica, ma la anticipa, la integra e la rende più accessibile.  Pensiamo a chi deve scegliere un hotel, una casa o una palestra: poter vedere in anticipo gli  ambienti abbatte dubbi e barriere decisionali. Pensiamo anche a musei, spazi culturali o ambienti  non facilmente raggiungibili: grazie alla realtà immersiva diventano fruibili anche da chi, per motivi  fisici o logistici, non può spostarsi da casa.  

Per questo motivo non vedo la tecnologia come una minaccia. Al contrario, la considero uno  strumento di supporto all’essere umano. Non intravedo rischi intrinseci: il vero discrimine, come  sempre, è l’uso che se ne fa.  

Prospettive future

Guardando ai prossimi cinque anni, immagino un mondo ancora più connesso e più comodo, dove  realtà immersiva, intelligenza artificiale e persino ambiti come la telemedicina diventeranno parte  integrante della quotidianità.   La possibilità di esplorare luoghi, ricevere assistenza, prendere decisioni informate e accedere a  servizi avanzati senza vincoli geografici cambierà profondamente il nostro modo di vivere e  lavorare.   Il ruolo che auspico per me stesso è quello di facilitatore: qualcuno che aiuta persone e aziende a  comprendere e adottare queste tecnologie in modo consapevole. Sono convinto che l’essere umano  non verrà mai del tutto sostituito, ma piuttosto coadiuvato. La tecnologia è come un coltello: può servire a tagliare una bistecca e rendere più semplice un gesto  quotidiano, oppure può essere usata in modo distruttivo. La differenza non sta nello strumento, ma  in chi lo utilizza.  

Conclusione  

Le tecnologie BRIA non rappresentano solo un’evoluzione tecnica, ma una trasformazione  culturale. Accoglierle significa scegliere di essere parte attiva del cambiamento, non subirlo.  Il mio invito è quello di informarsi, sperimentare e, quando possibile, anticipare il futuro, perché  in un mondo che corre sempre più veloce, la vera innovazione non è solo tecnologica, ma  profondamente umana.