Forum

Benvenuti nel Forum della Fondazione Olitec. Questo spazio è stato creato per promuovere la trasparenza e facilitare la comunicazione tra la Fondazione Olitec e tutti coloro che desiderano entrare a far parte del nostro team, in particolare per il ruolo di Sales. Il nostro forum è uno strumento di dialogo aperto e costruttivo dove i candidati possono porre domande, condividere esperienze e ottenere risposte dirette sui vari aspetti del processo di selezione e sulle opportunità di carriera offerte dalla Fondazione.

All’interno del forum troverete topic dedicati ad argomenti specifici su cui potrete approfondire informazioni relative al ruolo, al processo di selezione e alla cultura aziendale della Fondazione Olitec. Inoltre, avrete la possibilità di caricare le vostre domande e consultare le risposte fornite ad altri quesiti posti dai candidati, creando così una rete di informazioni condivisa e trasparente.

Questo spazio è pensato anche per favorire la condivisione delle esperienze personali: potrete raccontare il vostro percorso e scoprire come altri candidati stanno affrontando questa opportunità. Vi invitiamo a partecipare attivamente, a rispettare gli altri membri della community e a mantenere un tono di dialogo collaborativo e positivo.

o Registrati per creare messaggi e topic.

La camera si interroga su innovazione e spazio

Estratto dell'intervento di Nicolini Massimiliano alla camera dei deputati del 3 ottobre 2025.

Allora, mi piace partire con un paragone, nel senso che chiunque di noi una volta nella vita è passato in farmacia e ogni farmaco che ha comprato passa da un'agenzia che si chiama AIFA, che controlla ogni singolo farmaco che venga venduto.

Per quanto riguarda algoritmi e tutta la parte informatica non esiste un metodo di controllo che permette ad un'autorità di avere un controllo certo su un sistema software, in particolar modo l'intelligenza artificiale, che in alcuni casi... viene anche in qualche modo divinizzata da un certo punto di vista, quindi viene raccontata molto di più di quello che in realtà è, perché ci raccontano cose mirabolanti di sistemi che però di fatto sono abbastanza elementari per chi riesce a leggere all'interno di queste, chiamiamole, macchine che oggi ci vengono proposte come soluzione a tutti i mali dell'umanità.

Qualsiasi cosa verrà sistemata dall'intelligenza artificiale, qualsiasi nuova idea sarà inventata dall'intelligenza artificiale e ci si dimentica sempre che l'intelligenza artificiale non si è creata da sé ma è stata creata da qualcuno. Ecco, quel qualcuno ha scritto una regola che determina il risultato di quel sistema. Perché noi non possiamo...imporre o creare una modalità di governo di questa regola quello che si chiama il by design cioè io ti dico come deve essere fatta per funzionare nell'unione un'intelligenza artificiale che io posso accettare che io posso controllare che io posso vedere e tu ti adegui a quel sistema e poi con quello puoi realizzare tutto quello che vuoi perché? perché ne consegue da questo anche un ritorno negativo dal punto di vista

Cognitivo dal punto di vista dell'impatto ambientale ed energetico perché se noi non conosciamo quello che c'è dentro la macchina facciamo fatica a comprendere qual è il risultato che abbiamo. Altro esempio che ci porta un po' a terra, tutti quanti noi abbiamo la patente e tutti quanti noi conoscono come è fatto il motore eppure nessuno qua dentro fa il meccanico.

E allora perché non può accadere lo stesso? E qui si apre un altro aspetto che è molto importante quando si parla di innovazione, aerospazio e quant'altro che sono le persone che devono essere formate nel modo corretto per poter contribuire all'innovazione e allo sviluppo del paese, altrimenti ci ritroviamo a comprare pezzi che ha fatto qualcun altro convinti che quel qualcun altro sia sempre molto più bravo di noi quando magari ci dimentichiamo che quel qualcun altro quando fuori da questo da questa stanza si discuteva di diritti di diritto e filosofia ancora cercava di capire come coprirsi le nudità mentre dormiva sotto le piante quindi dobbiamo secondo me un attimo cercare di ragionare comprendere su quella che può essere una visione molto pratica perché non è complesso bisogna solo avere la volontà di mettersi e determinare una regola di ingaggio in ogni in ogni attività in ogni strumentazione

Per chi fa norme, per chi fa certificazioni, per chi fa prodotti esiste una regola di ingaggio, cioè io ti controllo in funzione di questo. Ecco questo potrebbe essere un primo aspetto che ci permette di determinare come controllare un algoritmo.

La domanda è qual è il punto da cui io controllo un algoritmo? Perché in realtà è un po' come un'opera d'arte, è interpretabile da un certo punto di vista. Per raggiungere lo stesso risultato io lo scrivo in un modo e un altro lo scrive in un altro modo. Però purtroppo passando gli anni a volte non ci ricordiamo di riprendere in mano e di studiare quelle che sono le basi, basi, basi del fondamento dell'informatica che...

Il più delle volte è legato alla fisica. La più piccola unità dell'informatica, il bit, è comunque collegato ad un parametro fisico, anche all'energia che ci serve per generare quel bit. Se noi andiamo a ragionare su quello, abbiamo un parametro ineccepibile che può permettere a un controllore, a un valutatore, di fare che cosa? Di avere un elemento che non può essere discusso da nessuno,

Perché la fisica non è discutibile nella sua essenza, e utilizzare quella per dire ok, in questa direzione, questo algoritmo, in questo paese va bene, perché se no possiamo incorrere in cose mirabolanti, oggi noi abbiamo le intelligenze artificiali, queste diciamo banali commerciali, che sono fantastiche perché...

Stanno sostituendo, adesso arriverà anche Crin che ce lo spiegherà molto meglio, sostituiscono un po' anche quello che è la religione, diventano proprio divinatorie da un certo punto di vista. Sono una sorta di sistemi che vengono... Soluziona tutti i mali, che lavorano con il mito di raggiungere l'intelligenza umana, cosa che fra l'altro non riusciranno mai a raggiungere. Quando si racconta e ci propongono queste grandi innovazioni che sostituiranno l'intelligenza umana, in realtà...

Magari sostituiranno qualche pigro perché fanno processi più velocemente, ma sostituire l'intelligenza umana ce lo insegna Federico Faggin, che è uno dei nostri maestri, un processore e un cervello non hanno la stessa funzione, anche se qualcuno ce lo vuole raccontare allo stesso modo. Un cervello può dire ti amo a tua moglie, a tua figlia, un processore può semplicemente pronunciarlo. Quindi cambia da questo punto di vista un approccio che è alla base proprio della parte informatica.

Che è la fisica. Oggi quando io vado a fare qualche lezione magistrale nelle università, magari parlavamo oggi a pranzo, chiedi ai ragazzi di una facoltà, dici calcolami quanti bit sono un byte e loro non te lo sanno dire. Se però prendi il perito tecnico che ha 60 anni, quello si mette con un foglio di carta e dice guarda è così, così, così. Ma perché? Perché abbiamo dimenticato la parte più importante ed è quella dove gli altri paesi vincono in competitività.

Perché in Cina, in Russia, negli Stati Uniti fanno studiare anche l'unità di misura più piccola a noi passa come un po' come si racconta l'uomo primitivo cioè c'è stato poi il problema che c'è stato non è che ci cambia molto invece in questo caso l'essenza proprio dell'unità di misura più piccola paradossalmente è quella che può fare i più grandi cambiamenti della storia a livello informatico noi che abbiamo sviluppato il teorema di Assisi che ha

Ha calcolato il peso fisico di un singolo bit, che è 1,11 per 10 alla meno 25° grammi, e ora che lo sapete mangerete comunque stasera, non è che vi cambierà troppo la vita, però in realtà cambia la vita perché? Perché questo, compagnie come Enel, GSE, che sono a casa nostra, cominciano a dire, aspetta, però questo software consuma più energia di quell'altro e dà lo stesso risultato.

Se scrivo una lettera con questo programma, consuma meno energia di quell'altro programma. E se noi ragioniamo in un'ottica anche del bene comune, perché comunque siamo in un ambiente che tutela il bene comune, questa è la casa di tutti gli italiani, allora dobbiamo ragionare che non solo la grande industria ha diritto ad avere il beneficio del ristorno economico di un certificato bianco perché ha fatto efficientamento energetico,

Ma anche la signora pensionata che sta al piano di sotto dove abito io ha diritto a ricevere 10 euro al mese, perché è stata brava a fare alcune scelte, che spenderà magari per suo nipote ed è molto più soddisfatta che non 2 milioni di euro la grande compagnia. Allora in un'ottica di questo tipo, sembra banale, ma se noi insegniamo e introduciamo un insegnamento ai nostri giovani di come si scrivono i programmi,

Non di come si usano i linguaggi, perché è una cosa che si sente sempre dire, ah io so usare questo linguaggio, dico nomi che sentite tutti i giorni, so usare Python, so scrivere in C. Tu sai scrivere una lingua che qualcun altro ha scritto per te. Perché in Olivetti ai tempi si scrivevano i sistemi operativi, quelli un po' più grandi di età se li ricorderanno, BICOS, sigle che oggi per molti non vogliono dire nulla. Oggi noi usiamo sistemi operativi di terzi.

Oggi noi abbiamo ovviamente una dipendenza totale, un monopolio indotto tecnologico che ci obbliga a fare scelte che magari non faremmo in un altro ambito. Ma se noi vogliamo andare a vincere un gran premio e la macchina ce la dà qualcuno,

E gira solamente a destra e io per arrivare primo devo fare tre curve a sinistra e io il gran premio non lo vinco mai, possiamo fare tutti i convegni del mondo ma dobbiamo fare un passo indietro e cominciare a smontare un pochettino quelle che sono le abitudini che sono un po' anche frutto di un po' di pigrizia da un certo punto di vista e ricostruire come si era fatto tanti anni fa in Olivetti dei sistemi che noi siamo in grado di governare dalla testa ai piedi da questo punto di vista cioè regolamentare.

La creazione di un algoritmo, creare una modalità di pensiero ci aiuta anche a far sì che i sistemi informativi di oggi non vengano creati da intelligenze artificiali che li scrivono secondo la loro logica, non secondo la logica della capacità creativa dello sviluppatore. Guardate che noi in Italia abbiamo dei ragazzi che sono meravigliosi, un po' li bistrattiamo perché diciamo ma guarda quelli in realtà sono molto bravi.

Solo che devono avere un contesto nel quale possono esprimere le loro capacità e il paese che ha inventato il primo computer, l'algoritmo delle videochiamate, il primo processore saprà fare qualcosa di informatica? Assolutamente sì.

Lo sa fare a livello degli altri in alcuni casi ancora meglio allora se noi parliamo di innovazione e tra virgolette per innovare un sinonimo di anche cooperare e in un certo senso anche gareggiare perché alla fine comunque un po' di gara con qualcuno la dobbiamo fare ma per vincere una partita dobbiamo avere i giocatori che sanno giocare bene altrimenti ci troveremo obbligati a fare come fanno anche grandi compagnie di software del nostro paese far lavorare softwareisti che stanno in pakistan in india.

E’ vero guadagnano di più bellissimo fanno bene faranno vacanze molto più belle si compreranno 10 automobili di lusso è una cosa eccezionale vendiamo ad altri paesi la nostra capacità creativa vale di più chi progetta e concettualizza un programma non chi lo scrive.

Chi lo scrive oggi lo sanno scrivere tutti, uso anche ciaGPT ma chi lo pensa e lo ragiona, il valore è maggiore e in Italia c'è una grande capacità da questo punto di vista, se noi diamo una regola all'ingresso riusciamo a governare anche l'uscita da questo punto di vista, allora possiamo essere competitivi, perché lo spazio importante, perché lo spazio ci porterà a 2030, a 2040 al passaggio dal 5G al 6G e al passaggio alle comunicazioni satellitari noi già diversi anni fa pubblicamo una ricerca relativa al direct to sell le telefonate che vanno direttamente su cellulare perché oggi parliamo di space economy ma a me piace ragionare anche sull'impatto che ha la space economy non nei grandi sistemi ma sulla signora Maria perché è quello la mia concittadina.

E un impatto di questo tipo, se noi non siamo in grado di governarlo, ci riporta indietro, ed è uno scenario che troppo poche volte si racconta, ed è uno scenario che ci riporta indietro non tanto dal punto di vista politico ma dal punto di vista lavorativo, alla caduta del muro di Berlino.

Erano le telefoniste quelle che lavoravano nei centralini perché il giorno dopo si è tirato un cavo al di là del mare con tutta la simpatia che abbiamo per tutti gli altri paesi e si è dato lavoro a gente che costava di meno. Domani mattina può accadere a Roma, Milano, le grandi città di servizio attraverso la connettività satellitare. Chiudo la city di Milano e trasferisco 20.000 persone comprando 20.000 portatili in Congo Brazzaville.

Ho dato lo stesso risultato e mi basta fare uno switch e comprare un abbonamento da qualche operatore satellitare, che ne stanno nascendo diversi, e ho creato 20.000 disoccupati a Milano e ho dato 20.000 posti di lavoro in Congo, che noi siamo contenti se i congolesi lavorano, però preferirei che lavorassero i nostri.

Ma ci sono tante variazioni da questo punto di vista che noi dobbiamo essere in grado di valutare non è solo la sovranità della trasmissione del dato direct to sell parliamo di innovazione lavoriamo anche noi sul direct to sell lavoriamo anche noi sulla nuova compagnia telefonica che lavorerà con la comunicazione satellitare perché sennò domani mattina realtà come open fiber, fiber cop che hanno 50 60 mila lavoratori saranno fuori in piazza davvero ma perché hanno fame non perché protestano per un motivo che si inventano la mattina.

Perché la compagnia telefonica sposta i suoi contratti su un comunicatore satellitare e domani mattina abbiamo già quattro gateway satellitari di una compagnia estera nel nostro paese che stanno facendo testing e molti di voi che sono in questa sala che ricoprono ruoli delicati lo sanno esattamente.

E questo cosa significa? Che è un primo passo, da 4 diventeranno 8, da 8 diventeranno 12, arriveranno 100 e domani mattina noi chiamiamo, bellissimo perché in qualsiasi parte del mondo siamo, noi abbiamo copertura, però abbiamo un altro problema che dobbiamo valutare.

Se dobbiamo raccontarci solo quanto è bella la tecnologia, noi possiamo raccontarvi come ricercatori tutte le cose meravigliose che abbiamo fatto, abbiamo fatto vedere un ceco al G7 delle disabilità l'anno scorso, abbiamo scoperto il peso fisico del bit, facciamo fare le operazioni con i robot antropomorfi sulle navi a distanza, tutte cose da effetto wow meravigliose.

In dovere di coscienza, chi fa il ricercatore non deve semplicemente cullarsi nella bellezza di quello che ha trovato. Ho fatto una grande invenzione, mi hanno candidato al premio Nobel, evviva, mi do le pacche sulle spalle, ma devo ragionare effettivamente che la ricerca che io faccio va in mano a un uomo di impresa

Che poi ci deve far vivere perché lui alla fine del mese paga gli stipendi e io ho finito la mia ricerca ma lui non ci dorme il 9 che il giorno dopo non ha da pagare gli stipendi se ha problemi di questo tipo e quindi una parte secondo me importante e concludo, una parte secondo me importante è questa non deve essere giornate come queste, vanno capitalizzate per una cosa, siamo persone che hanno ambiti diversi compiti diversi ruoli diversi o uso una frase del nostro presidente luciano violante che dice non è più tempo dei dei titoli ma il tempo delle competenze ed è l'ambito anche della interdisciplinarietà cioè se facciamo il club degli informatici sapienti passiamo tutto giorno a ditti tu sei bravo noto se più bravo noto se più bravo invece importante avere a che fare con eticisti, con filosofi, con chi fa altri mestieri, che può trasferire a chi, tra virgolette, mi è piaciuto oggi a pranzo una battuta di un commensale che ha detto io sono il meccanico, il muratore di questo lavoro.

È vero, perché noi in realtà siamo meccanici e muratori, ma se io voglio arrivare qua in giacca e cravatta e non ho il meccanico, l'autista che guida la macchina, io qua non ci arrivo. Quindi dal bit, che è l'elemento più piccolo, in realtà si apre la sfida più grande, che tutti quanti noi in questo momento dobbiamo ragionare insieme e insieme dobbiamo trovare una linea che va da chi inventa dal nulla, a chi mette in pratica, a chi forma le persone e a chi fa anche le scelte a volte strategiche di governo che poi vanno a ricadere su tutti quanti. Grazie.