Il codice della vita diventa digitale: perché AIFA ha scelto le discipline BRIA per costruire la medicina del futuro

Di Redazione

Esiste un momento preciso nella storia in cui un sistema cambia natura. Non è un cambiamento improvviso, non è una rottura visibile, ma una trasformazione profonda che avviene quando le istituzioni iniziano a riconoscere ufficialmente ciò che fino a poco tempo prima apparteneva solo alla ricerca più avanzata. Il documento sulla medicina di precisione e sull’appropriatezza della prescrizione farmacologica rappresenta esattamente questo momento: non è semplicemente una linea guida tecnica, ma il riconoscimento formale che la medicina del futuro non potrà più esistere senza bioinformatica, intelligenza artificiale e sistemi avanzati di simulazione, e dunque che le discipline BRIA non sono più un’opzione, ma una necessità strutturale .

Per comprendere davvero la portata di questa scelta bisogna partire da una realtà molto semplice e allo stesso tempo drammatica: la medicina tradizionale, per quanto avanzata, è ancora in larga parte basata su modelli statistici generici. I farmaci vengono sviluppati su popolazioni, non su individui; le terapie vengono prescritte sulla base di probabilità medie, non sulla base della realtà biologica specifica del singolo paziente. Questo significa che ogni terapia, anche la più efficace, porta con sé un margine di errore intrinseco: alcuni pazienti risponderanno bene, altri meno, altri ancora subiranno effetti collaterali gravi o non avranno alcun beneficio. AIFA parte da questa consapevolezza e la mette nero su bianco: la medicina deve cambiare paradigma, deve diventare una medicina predittiva, personalizzata, capace di prevedere e non solo di reagire; e per fare questo è necessario entrare dentro il codice biologico dell’individuo, interpretarlo, simularlo, comprenderlo prima ancora che la terapia venga somministrata. Qui nasce il punto centrale: questo processo è impossibile senza le discipline BRIA.

La bioinformatica è la chiave che consente di leggere il genoma umano non come una sequenza astratta, ma come una struttura operativa: ogni individuo possiede milioni di varianti genetiche che influenzano la risposta ai farmaci e, senza strumenti bioinformatici, queste informazioni restano inutilizzabili; con la bioinformatica diventano strumenti decisionali. AIFA riconosce esplicitamente che la bioinformatica costituisce l’architettura della conoscenza biomedica moderna, perché è l’unico strumento in grado di trasformare la complessità biologica in informazione clinica utilizzabile .

Ma la bioinformatica da sola non basta: i dati devono essere interpretati, collegati, trasformati in previsioni, ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. AIFA identifica chiaramente l’intelligenza artificiale come una priorità assoluta per il futuro della medicina, perché solo sistemi di IA possono analizzare simultaneamente migliaia di variabili biologiche, cliniche e ambientali e produrre modelli predittivi affidabili (PP_Medicina_precisione). Questo passaggio è fondamentale perché significa che il medico del futuro non lavorerà più da solo: lavorerà con sistemi intelligenti capaci di prevedere il rischio, suggerire terapie, simulare l’evoluzione della malattia; e questo non riduce il ruolo del medico, lo potenzia, lo trasforma, lo rende un decisore supportato da una capacità computazionale superiore a quella umana. Ma esiste un terzo elemento, meno esplicitamente nominato ma profondamente implicito nel documento: la simulazione.

Quando AIFA parla di simulazioni in silico, di modelli predittivi, di architetture algoritmiche e di piattaforme integrate, sta parlando della necessità di costruire rappresentazioni digitali del paziente (PP_Medicina_precisione). Questo è il dominio della realtà immersiva, che non è semplicemente una tecnologia visiva ma un ambiente operativo: consente di creare modelli digitali biologici, simulare terapie, formare i professionisti in ambienti virtuali realistici, vedere ciò che non è visibile, entrare dentro il corpo umano. È la terza dimensione delle discipline BRIA: bioinformatica per leggere, intelligenza artificiale per prevedere, realtà immersiva per simulare; e AIFA ha compreso che senza queste tre discipline la medicina di precisione è impossibile. Il documento, però, va ancora oltre: AIFA non si limita a dire che queste tecnologie sono importanti, ma afferma che devono diventare parte della formazione ufficiale dei professionisti sanitari, che è necessario creare nuovi percorsi formativi, formare nuove figure professionali, costruire una nuova generazione di specialisti capaci di operare in questo ecosistema digitale.

Questo è il punto più importante di tutti, perché AIFA non sta parlando solo di tecnologia, sta parlando di potere: il potere di governare la medicina del futuro, il potere di non subirla, il potere di guidarla. Se l’Italia non forma professionisti nelle discipline BRIA, diventerà dipendente da tecnologie sviluppate altrove, diventerà un utilizzatore e non un creatore, non un leader; ed è proprio questo che AIFA vuole evitare, perché l’obiettivo dichiarato è costruire un modello predittivo italiano, una piattaforma nazionale, competenze interne, quindi una vera sovranità tecnologica sanitaria (PP_Medicina_precisione). Le implicazioni sono enormi, perché la medicina del futuro non sarà solo una questione sanitaria: sarà una questione economica e geopolitica, perché chi controlla i dati biologici controlla la medicina, chi controlla la medicina controlla la salute, chi controlla la salute controlla il futuro. AIFA ha compreso che il vero campo di battaglia non è l’ospedale ma il dato: il dato biologico, genomico, clinico, predittivo; ed è per questo che ha inserito le discipline BRIA nel documento non come accessorio ma come fondamento, chiarendo la necessità di una piattaforma nazionale basata su bioinformatica, intelligenza artificiale e modelli predittivi interoperabili .

Questo significa costruire una nuova infrastruttura sanitaria invisibile, digitale, predittiva; ma nessuna infrastruttura esiste senza le persone, ed è per questo che AIFA chiede la formazione: perché senza professionisti BRIA la medicina di precisione non può esistere, non può funzionare, non può essere governata, non può essere controllata. Il messaggio è chiarissimo: la medicina del futuro sarà una medicina dei dati, algoritmica, simulata prima ancora di essere applicata, e i professionisti del futuro dovranno essere formati per operare in questa nuova dimensione.

Le discipline BRIA non sono più il futuro: sono il presente, e AIFA lo ha appena ufficializzato.


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere