Un Protocollo per la sicurezza delle nuove generazioni nelle scuole

Di Samina Sayeda

Qualche settimana fa è stato ufficialmente sottoscritto un Protocollo di Cooperazione dedicato alla sicurezza degli studenti all’interno delle oltre 40.000 scuole italiane. Si tratta di un impegno nazionale che unisce istituzioni, ricerca e tecnologia, con l’obiettivo di proteggere la vita dei ragazzi e garantire un ambiente scolastico più sicuro, intelligente e capace di prevenire i rischi prima che si trasformino in emergenze.

Al centro di questo progetto, però, non ci sono le macchine: ci sono gli studenti, le loro vite quotidiane, i loro sogni e il loro diritto a crescere in un ambiente sereno. È proprio con questa visione che la Fondazione Olitec ha sviluppato il percorso BRIA, una materia multidisciplinare che unisce bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale, per creare piattaforme e tecnologie in grado di offrire soluzioni scientificamente solide e realmente utili alla sicurezza scolastica.

BRIA non è un insieme di strumenti scollegati ma una visione completa, che combina lo studio dei dati, la simulazione immersiva e l’IA per progettare sistemi di prevenzione e protezione adattabili ai contesti reali. Grazie a questo approccio, la Fondazione è in grado di costruire modelli capaci di monitorare situazioni a rischio, anticipare criticità e migliorare la gestione della sicurezza all’interno delle scuole, contribuendo ogni giorno alla protezione di migliaia di studenti. Con la firma del Patto di collaborazione, la sicurezza scolastica entra così in una fase nuova: non più solo un insieme di regole, ma un impegno concreto, stabile e condiviso, sostenuto da ricerca, responsabilità e una visione chiara del futuro.

Ma questa riflessione non può fermarsi all’aspetto tecnico. L’uso dell’intelligenza artificiale solleva infatti domande importanti, soprattutto quando riguarda le nuove generazioni, in particolare genZ e gen Alpha, che crescono a stretto contatto con il digitale. L’IA può offrire molte opportunità: può aiutare nello studio, supportare chi ha difficoltà di attenzione, facilitare la comprensione, personalizzare l’apprendimento e creare nuovi spazi di inclusione. Tuttavia, può anche diventare un rischio se utilizzata senza consapevolezza. L’esposizione continua agli algoritmi può ridurre la capacità di concentrazione, aumentare la dipendenza dai dispositivi, creare aspettative irrealistiche, alterare la percezione della realtà e incidere sulla stabilità emotiva dei più giovani.

Come ha spiegato la Fondazione in una sua analisi dedicata, l’IA può essere un alleato prezioso, ma anche una fonte di fragilità se non viene accompagnata da educazione, regole chiare e responsabilità.

La sfida, quindi, è trovare un equilibrio. La tecnologia non deve essere demonizzata, ma neanche idealizzata. Non è un sostituto dell’uomo, né una soluzione magica a ogni problema. È uno strumento potente, che può sostenere la crescita dei ragazzi, aiutarli a esprimersi e proteggerli, ma solo se guidato da una visione etica e da una grande attenzione verso la persona. Il Protocollo per la sicurezza scolastica e il lavoro sviluppato con BRIA vanno proprio in questa direzione: costruire strumenti moderni, scientifici e affidabili, senza perdere di vista l’essenziale, cioè l’essere umano.

Questo Patto rappresenta l’inizio di un percorso più ampio. Dietro ci sono studio, passione, ricerca e una forte volontà di costruire un sistema nazionale che protegga i giovani e allo stesso tempo li accompagni nel loro cammino di crescita. Perché il futuro dell’Italia passa dai suoi studenti, e proteggerli oggi significa dare loro le basi per costruire il domani con forza, serenità e responsabilità.


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