Con il coraggio e con un giusto programma di tecnica applicata il nostro paese potrebbe risparmiare 300 miliardi di euro all’anno.

Come potrebbe lo stato Italiano risparmiare 300 miliardi di euro all’anno sulla spesa pubblica? Abbiamo analizzato la quantità di procedure che nella pubblica amministrazione vengono eseguite in maniera manuale obbligando gli operatori a delle semplici operazioni di data entry. Abbiamo calcolato che sui quasi 3 milioni di operatori della pubblica amministrazione una buona parte di questi occupa la stragrande maggioranza del tempo a rincorrere inserimenti di dati in procedure che potrebbero tranquillamente serenamente essere svolte da dei sistemi automatizzati di intelligenza artificiale senza obbligare il cittadino e lo stesso dipendente statale ha delle frustranti attese e ha delle attività che potremmo definire tipicamente cinesi. Così facendo potrebbero essere tranquillamente eliminati dei posti di vera funzione, ovvero automatizzando le funzioni ricorrenti attraverso l’intelligenza artificiale e anche grazie all’ausilio di realtà immersiva, i dipendenti statali potrebbero essere impiegati in attività a maggior valore aggiunto E soprattutto non frustranti anche per loro stessi che eseguono giornalmente, per otto ore al giorno, per 12 mesi all’anno le stesse identiche operazioni

E da lì, da questa analisi delle procedure, nasce un calcolo molto semplice nel suo insieme finale ma molto complesso nel fatto di averlo raggiunto ovvero di un risparmio indicativo 300 miliardi di euro all’anno di spese sia di personale sia di infrastrutture dedicate alle attività sopra descritte, con questi denari si potrebbe fare moltissimo nel nostro paese a beneficio di tutti i cittadini.

Che tempo fa in una delle nostre puntate della trasmissione quotidiana che va in onda sui canali streaming della fondazione avevamo ipotizzato alcuni scenari che si sarebbero potuti realizzare attraverso l’avvento di tecnologie immersive ed intelligenti nel supporto della burocrazia italiana, in quel momento eravamo a metà della ricerca, che oggi è conclusa, e che ha tenuto conto dell’analisi di tutte le procedure che sono liberamente visitabili e rintracciabili nei testi e nelle norme della nostra pubblica amministrazione e che sono le linee guida dell’attività di centinaia di migliaia di dipendenti statali.

Attraverso un algoritmo di analisi scritto da noi abbiamo identificato tutte quelle norme procedure che avevano carattere ripetitivo, e di riflesso attraverso i dati forniti dalle banche dati aperte presenti sulla rete, abbiamo calcolato il numero di persone che svolgono quotidianamente l’attività normata da quelle procedure.

Ovviamente l’algoritmo ha tenuto conto anche delle strutture che vengono impiegate per poter effettuare oggi l’attività, non identifichiamo solo nel costo del lavoratore mai identifichiamo anche nell’occupazione dello spazio, nel corso energetico, nel corso di riscaldamento, nell’acquisto del computer della sua manutenzione, e di quant’altro concorre alla costruzione del costo industriale del servizio pubblico.

E abbiamo ottenuto in particolare conto anche il desiderio di molti operatori della pubblica amministrazione che vorrebbero fare dei lavori più di soddisfazione, più di reale servizio, e non essere trincea di qualche sistema che non funziona ma non a causa loro; noi siamo sempre soliti scaricare la nostra arrabbiatura per un servizio che non funziona sul povero impiegato che sta allo sportello del municipio che però purtroppo è vittima tanto quanto noi di qualcosa che in quel momento non sta funzionando.

Quindi analizzando anche un indicatore di soddisfazione del lavoro abbiamo fatto una elaborazione che si tramuta in un valore economico ovvero in un risparmio per il paese non per la soppressione dei posti di lavoro ma per l’eliminazione di quei posti di lavoro in favore dell’introduzione di altri posti di lavoro migliorando la qualifica e la soddisfazione degli stessi lavoratori del sistema pubblico e a questo punto lavorando in un contesto migliorativo e migliorato potrebbero dare molto di più rispetto a quanto oggi non sono in grado di dare per i troppi problemi contingenti legati ad un sistema nel quale i tempi certi sono una vera e propria chimera.

Da qui nasce il valore indicativo di 300 miliardi di euro all’anno e sulla spesa totale di 1100 miliardi che la pubblica amministrazione spende per il proprio mantenimento incidono per un 25% e potrebbero essere risorse che andrebbero a colmare tutta una serie di nuovi servizi da implementare, di struttura da realizzare, e di aiuti da distribuire alla cittadinanza.

Il percorso della tecnica è inarrestabile e quindi volente o nolenti nell’arco di una decina di anni al massimo quello che noi stiamo sperimentando oggi a livello globale sarà sicuramente la realtà quotidiana di tutti i giorni, all’uomo resta la capacità creativa di colmare quei vuoti e quei bisogni che oggi purtroppo a causa di questo appesantimento non è in grado di poter vedere.


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